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Articolo 515 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Cose mobili relativamente impignorabili

Dispositivo dell'art. 515 Codice di procedura civile

Le cose, che il proprietario di un fondo vi tiene per il servizio e la coltivazione del medesimo (1), possono essere pignorate separatamente dall'immobile soltanto in mancanza di altri mobili; tuttavia il giudice dell'esecuzione (2), su istanza del debitore e sentito il creditore, può escludere dal pignoramento, con ordinanza non impugnabile, quelle tra le cose suindicate, che sono di uso necessario per la coltura del fondo, o può anche permetterne l'uso, sebbene pignorate, con le opportune cautele per la loro conservazione e ricostituzione.

Le stesse disposizioni il giudice dell'esecuzione (2) può dare relativamente alle cose destinate dal coltivatore al servizio o alla coltivazione del fondo [531 3].

Gli strumenti, gli oggetti e i libri indispensabili per l'esercizio della professione, dell'arte o del mestiere del debitore possono essere pignorati nei limiti di un quinto, quando il presumibile valore di realizzo degli altri beni rinvenuti dall'ufficiale giudiziario o indicati dal debitore non appare sufficiente per la soddisfazione del credito; il predetto limite non si applica per i debitori costituiti in forma societaria e in ogni caso se nelle attivita' del debitore risulta una prevalenza del capitale investito sul lavoro.(3)(4)

Note

(1) Il concetto di pertinenza che viene indicato dalla norma in esame assume una valenza diversa da quella prettamente civilistica. Infatti, a norma dell'art. 817 c.c. si definiscono pertinenze le cose destinate in modo durevole a servizio o ad ornamento di un'altra cosa. Il vincolo pertinenziale di cui alla norma in esame si riferisce invece soltanto al fondo e può essere impresso, oltre che dal proprietario o dal titolare di altro diritto reale, anche dal titolare di un mero rapporto obbligatorio come ad esempio l'affittuario o il mezzadro.
(2) La parola "pretore" è stata sostituita dalle parole "giudice dell'esecuzione" dal D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
(3) Questo comma è stato aggiunto dalla Legge 52/2006 con decorrenza dal 1 marzo 2006.
(4) Si precisa che, accanto ai beni indicati nel presente articolo, sono relativamente impignorabili i crediti alimentari, pignorabili per le cause di alimenti e con la previa autorizzazione del Presidente del tribunale; le somme dovute dai privati a titolo di stipendi, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute per le cause di licenziamento, pignorabili per crediti alimentari nella misura autorizzata dal Presidente del tribunale e nella misura di un quinto per tributi o altri crediti; gli stipendi, le paghe, i salari, le mercedi, gli assegni, le gratificazioni, le pensioni, le indennità, i sussidi ed i compensi di qualsiasi specie dovuti ai pubblici dipendenti, pignorabili nei limiti di cui al d.P.R. 5.1.1950, n.180; i beni costituiti in fondo patrimoniale, non pignorabili per i debiti che il debitore ha contratto per scopi estranei ai bisogni della famiglia; i frutti dei beni del figlio nell'usufrutto legale.

Ratio Legis

L'articolo in commento prevede la pignorabilità delle pertinenze separate dal fondo solo in mancanza di altri beni mobili, la cui eventuale esistenza deve essere portata a conoscenza dal debitore. Tuttavia anche in mancanza di altri beni mobili, le pertinenze del fondo su istanza del debitore, possono essere escluse dal pignoramento ad opera del giudice; oppure, se ugualmente pignorate, il giudice può permettere l'uso delle stesse, dopo aver adottato le opportune cautele. Si precisa che l'impignorabilità relativa è dettata da ragioni di mera opportunità: poiché oggetto del pignoramento sono gli attrezzi di lavoro e non già il fondo, il legislatore vuole evitare che questo subisca un pregiudizio per l'impossibilità di provvedere alla sua coltivazione. Essa può essere fatta rilevare con l'opposizione all'esecuzione (v. 615).

Massime relative all'art. 515 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 654/1976

Gli ascensori e gli impianti di riscaldamento, comprese le caldaie ed i bruciatori, sono parti integranti degli edifici nei quali sono installati, e non semplici pertinente; essi, infatti, non hanno una funzione propria, ancorché complementare e subordinata rispetto a quella degli edifici, ma partecipano alla funzione complessiva ed unitaria degli edifici medesimi, quali elementi essenziali alla loro destinazione. Da ciò consegue che l'ascensore e l'impianto di riscaldamento non sono pignorabili, come beni mobili, separatamente dall'edificio in cui sono installati, e che l'opposizione con la quale il debitore deduca detta impignorabilità, in quanto tendente a contestare il diritto del creditore di agire esecutivamente su quei beni, configura, ai sensi dell'art. 615 c.p.c., opposizione all'esecuzione, e non opposizione agli atti esecutivi.

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