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Articolo 318 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Contenuto della domanda

Dispositivo dell'art. 318 Codice di procedura civile

(1) La domanda, comunque proposta (2), deve contenere, oltre l'indicazione del giudice e delle parti, l'esposizione dei fatti e l'indicazione dell'oggetto (3) (4).

Tra il giorno della notificazione di cui all'articolo 316 e quello della comparizione devono intercorrere termini liberi non minori di quelli previsti dall'articolo 163bis, ridotti alla metà (5).

Se la citazione indica un giorno nel quale il giudice di pace non tiene udienza, la comparizione è d'ufficio rimandata all'udienza immediatamente successiva (6).

Note

(1) Articolo così sostituito con l. 26 novembre 1990, n. 353.
(2) E' indifferente che la domanda sia proposta in forma scritta o verbale.
(3) Il primo comma dell'articolo in commento riproduce il testo del previgente art. 313.
Il contenuto della domanda, rispetto alla citazione da proporsi innanzi al tribunale, è più semplice, essendo previsti espressamente come elementi essenziali dell'atto soltanto l'indicazione del giudice adito e delle parti, l'esposizione dei fatti e la determinazione dell'oggetto (si tratta della c.d. editio actionis, art. 163, comma terzo, n. 3 e 4 c.p.c.).
Si considerano comunque elementi essenziali della citazione anche l'indicazione della data dell'udienza di comparizione e la sottoscrizione, la cui omissione comporta la nullità dell'atto.
Gli elementi, invece, non necessari né previsti - ma che possono essere ugualmente inseriti - sono: l'indicazione dei mezzi di prova (anche se la giurisprudenza esige l'indicazione delle scritture private che l'attore offre in comunicazione), l'invito a costituirsi nei modi di cui all'art. 319 (tantomeno sarà necessario l'avvertimento di cui all'art. 163, terzo comma, n. 7), la formulazione delle conclusioni.
Alla domanda si applica il regime di nullità disciplinato dall'art. 164 del c.p.c..
(4) Con sentenza del 22 aprile 1997, n. 110, la Corte cost. ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del primo comma dell'articolo nella parte in cui non prevede che l'atto introduttivo del giudizio dinanzi al giudice di pace debba contenere l'indicazione della scrittura privata che l'attore offre in comunicazione.
(5) L'art. 163 bis del c.p.c. è richiamato interamente, quindi all'attore sarà concessa la facoltà di chiedere la ulteriore abbreviazione fino alla metà dei termini di comparizione così ridotti e parallelamente, al convenuto, quella di chiedere la anticipazione della udienza fissata al di là dei termini minimi.
(6) Si tratta della prima udienza successiva tenuta dal giudice di pace secondo il calendario annuale delle udienze predisposto ai sensi dell'art. 54 disp. att.

Ratio Legis

La semplificazione del contenuto della domanda è espressione della volontà del legislatore di configurare il processo innanzi al magistrato onorario come giudizio di minore importanza.

Massime relative all'art. 318 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 8523/2006

Nel procedimento davanti al giudice di pace, l'assegnazione al convenuto di un termine a comparire inferiore a quello previsto dall'art. 318, secondo comma, c.p.c. produce la nullità dell'atto di citazione, ai sensi dell'art. 164 stesso codice. Tale nullità, ove il convenuto non si sia costituito, non è sanata per effetto dell'integrazione del termine conseguente al rinvio d'ufficio della comparizione all'udienza immediatamente successiva, previsto dal terzo comma del citato art. 318 e dall'art. 57, primo comma, disp. att., nel caso in cui la citazione indichi un giorno nel quale il giudice di pace non tiene udienza, giacché l'art. 70 bis disp. att., costituente norma avente carattere generale, stabilisce che i termini di comparizione devono essere osservati in relazione all'udienza fissata nell'atto di citazione, anche se la causa è rinviata ad altra udienza. (Enunciando il principio di cui in massima, la Corte ha cassato con rinvio la sentenza impugnata affinché il giudice di primo grado disponesse la rinnovazione della citazione in un termine perentorio, come previsto dall'art. 164, secondo comma, c.p.c.).

Cass. civ. n. 9025/2005

Nel giudizio civile dinanzi al giudice di pace, il contenuto dell'atto di citazione è disciplinato esclusivamente dall'art. 318 c.p.c., il quale prescrive che il medesimo deve contenere l'indicazione del giudice e delle parti, l'esposizione dei fatti e l'indicazione dell'oggetto e, in ottemperanza al principio di massima semplificazione delle forme di tale giudizio, è anche possibile integrare i fatti già dedotti ed allegare fatti nuovi entro i limiti temporali previsti dall'art. 320 c.p.c., con la conseguenza che l'atto di citazione deve ritenersi nullo solo nel caso in cui per la mancata o incompleta esposizione dei fatti non è possibile l'instaurazione del contraddittorio.

Cass. civ. n. 801/2000

Nel procedimento dinanzi al giudice di pace, il rinvio d'ufficio dell'udienza di comparizione per non esservi udienza nel giorno fissato nell'atto introduttivo della lite, deve intendersi disposto, senza alcun obbligo per il cancelliere di comunicare alla parte costituita la nuova data della comparizione stessa, per l'udienza immediatamente successiva che sarà in concreto tenuta dal giudice designato alla trattazione del processo, con la conseguenza che, per le parti, vi è l'onere di presentarsi a quella che, secondo il calendario ufficiale, è l'udienza successiva e così di seguito fino a quando l'udienza sarà effettivamente tenuta.

Cass. civ. n. 5919/1999

In relazione al giudizio davanti al giudice di pace il contenuto dell'atto di citazione è disciplinato esclusivamente dall'art. 318 c.p.c., il quale prescrive che il medesimo deve contenere l'indicazione del giudice e delle parti, l'esposizione dei fatti e l'indicazione dell'oggetto; in particolare non prescrive che l'atto debba contenere l'avvertimento al convenuto, previsto per il procedimento innanzi al tribunale dall'art. 163, terzo comma, n. 7 c.p.c., che la costituzione oltre i termini di legge produca la decadenza prevista dall'art. 167 c.p.c., non essendo del resto applicabili al procedimento davanti al giudice di pace le decadenze e le preclusioni proprie del processo ordinario innanzi al tribunale; non è pertanto motivo di nullità della citazione l'omissione di detto avviso.

Cass. civ. n. 5900/1994

Nei procedimenti dinnanzi al pretore o al conciliatore, il principio dell'automatismo del rinvio di ufficio delle udienze non tenute nel giorno fissato, in virtù del quale la causa viene rinviata alla udienza immediatamente successiva del pretore o del conciliatore, senza necessità di comunicazione ai difensori delle parti, non è applicabile nei casi in cui la trattazione della causa di fatto sospesa a causa dell'impedimento o dell'assenza del giudice a cui è stata assegnata, sia ripresa da un altro giudice.

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