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Articolo 669 octies Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

[Aggiornato al 30/10/2020]

Provvedimento di accoglimento

Dispositivo dell'art. 669 octies Codice di procedura civile

L'ordinanza di accoglimento (1), ove la domanda sia stata proposta prima dell'inizio della causa di merito, deve fissare un termine perentorio non superiore a sessanta giorni per l'inizio del giudizio di merito, salva l'applicazione dell'ultimo comma dell'articolo 669novies (2).

In mancanza di fissazione del termine da parte del giudice, la causa di merito deve essere iniziata entro il termine perentorio di sessanta giorni.

Il termine decorre dalla pronuncia dell'ordinanza se avvenuta in udienza o altrimenti dalla sua comunicazione.

Per le controversie individuali relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, escluse quelle devolute alla giurisdizione del giudice amministrativo, il termine decorre dal momento in cui la domanda giudiziale è divenuta procedibile o, in caso di mancata presentazione della richiesta di espletamento del tentativo di conciliazione, decorsi trenta giorni.

Nel caso in cui la controversia sia oggetto di compromesso o di clausola compromissoria, la parte, nei termini di cui ai commi precedenti, deve notificare all'altra un atto nel quale dichiara la propria intenzione di promuovere il procedimento arbitrale, propone la domanda e procede, per quanto le spetta, alla nomina degli arbitri (3).

Le disposizioni di cui al presente articolo e al primo comma dell'articolo 669-novies non si applicano ai provvedimenti di urgenza emessi ai sensi dell'articolo 700 e agli altri provvedimenti cautelari idonei ad anticipare gli effetti della sentenza di merito, previsti dal codice civile o da leggi speciali, nonche' ai provvedimenti emessi a seguito di denunzia di nuova opera o di danno temuto ai sensi dell'articolo 688, ma ciascuna parte puo' iniziare il giudizio di merito(4).

Il giudice, quando emette uno dei provvedimenti di cui al sesto comma prima dell’inizio della causa di merito, provvede sulle spese del procedimento cautelare.

L'estinzione del giudizio di merito non determina l'inefficacia dei provvedimenti di cui al sesto comma, anche quando la relativa domanda e' stata proposta in corso di causa(5).

L'autorita' del provvedimento cautelare non e' invocabile in un diverso processo (6).

Note

(1) L'ordinanza che accoglie il ricorso cautelare, a differenza di quello di rigetto, non contiene una statuizione sulle spese, che verranno liquidate con la stessa sentenza che definisce il merito.
(2) Il termine di sessanta giorni è un termine perentorio poichè la sua osservanza consiste in una condizione di efficacia della misura cautelare concessa ante causam. Il predetto termine comincia a decorrere dalla data dell'udienza in cui viene pronunciata l'ordinanza di accoglimento della domanda cautelare. Se il giudice non indica alcun termine o diversamente concede un termine maggiore per l'instaurazione del giudizio di merito, il termine resta sempre quello legale. In caso di mancato rispetto del termine legale il giudizio si estingue.
(3) Tale comma prevede delle specifiche ipotesi di inefficacia del provvedimento cautelare nei casi in cui la causa di merito sia devoluta alla competenza di un giudice straniero ovvero ad un arbitro italiano o straniero. Infatti, in tali casi la parte deve notificare all'altra un atto nel quale dichiara la propria intenzione di promuovere il procedimento arbitrale, propone la domanda e procede alla nomina degli arbitri. La notifica deve avvenire nei termini di cui ai commi precedenti a pena di inefficacia del provvedimento cautelare.
(4) Con la riforma apportata dalla legge 80/2005 è stata prevista la c.d. strumentalità attenuata con la tutela di merito per i provvedimenti d'urgenza di cui all'art. 700 del c.p.c., i provvedimenti cautelari idonei ad anticipare gli effetti della sentenza di merito previsti dal codice civile o da leggi speciali, i provvedimenti emessi a seguito di denuncia di nuova opera o di danno temuto ai sensi dell'art. 688 del c.p.c.. In tali casi, il ricorrente che ha ottenuto uno dei provvedimenti sopra elencati non è obbligato a promuovere il giudizio di merito, ma "può" scegliere se promuoverlo o meno.

(5) Inoltre, la strumentalità attenuata si ricava anche dal presente comma il quale dispone che nel caso di estinzione del giudizio di merito non si determina l'inefficacia dei provvedimenti cautelari.
(6) Con tale disposizione il legislatore ha voluto escludere che il provvedimento cautelare non seguito dal giudizio di merito acquistasse efficacia di giudicato, nè formale nè sostanziale. Infatti, il provvedimento di cui in analisi offre una soluzione che, nonostante sia idonea a durare nel tempo, è in ogni caso precaria, poichè sarà efficace fino a quando verrà messo in discussione in un giudizio di merito. Il provvedimento cautelare di cui sopra non può in alcun modo costituire un vincolo positivo o negativo in altri giudizi concernenti lo stesso diritto oppure diritti dipendenti o incompatibili rispetto a quello oggetto del provvedimento cautelare.

Massime relative all'art. 669 octies Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 15463/2016

La nullità del provvedimento reso sull'istanza di sequestro in difetto di "ius postulandi" non si estende alla sentenza che definisce il giudizio di merito, essendo quest'ultimo indipendente ai sensi dell'art. 159, comma 1, c.p.c.

Cass. civ. n. 11949/2015

In caso di accoglimento della domanda cautelare (confermato in sede di reclamo), seguito da rituale inizio del giudizio di merito, ai fini dell'individuazione del giudice preventivamente adito deve necessariamente tenersi conto della data di instaurazione del procedimento cautelare, atteso l'inequivocabile collegamento che la norma impone tra ordinanza di accoglimento e causa di merito anche in base al testo dell'art. 669 octies, sesto comma, cod. proc. civ., aggiunto dal d.l. 14 marzo 2005, n. 35, convertito dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, il quale, per i provvedimenti cautelari ivi previsti, ha attenuato, ma non escluso, il vincolo di strumentalità tra la misura ed il giudizio di merito, e considerando, altresì, come la proposizione della domanda cautelare "ante causam" al giudice competente a conoscere del merito, ex art. 669 ter cod. proc. civ., preannunci una scelta processuale che, per il principio di autoresponsabilità e di affidamento processuale, vincola la parte ricorrente e onera quella resistente ad eccepire l'incompetenza già in sede cautelare.

Cass. civ. n. 22751/2013

Qualora il procedimento cautelare "ante causam" si concluda con un'ordinanza che dichiari cessata la materia del contendere, in tale provvedimento non va fissato il termine perentorio per l'inizio del giudizio di merito né si applica comunque il termine a tal fine previsto dall'art. 669 octies cod. proc. civ.; ove il giudice comunque provveda a fissare detto termine, lo stesso deve ritenersi "tamquam non esset"

Cass. civ. n. 20326/2013

Per la valutazione della tempestività, ex art. 669 octies, terzo comma, c.p.c., dell'instaurato giudizio di merito susseguente all'ottenimento di un sequestro conservativo, il rilascio di una copia autentica di tale provvedimento in favore della parte, effettuato dalla cancelleria, non può ritenersi equipollente alla sua "comunicazione", ad opera di quest'ultima, prescritta, al suddetto fine, dalla citata norma, trattandosi di attività posta in essere non su esecuzione di ordine del giudice o come adempimento di legge, bensì su iniziativa della parte ed allo specifico scopo esplicitato nella dichiarazione di conformità.

Cass. civ. n. 18152/2006

In tema di procedimenti cautelari, il termine perentorio previsto dall'art. 669 octies c.p.c. per l'inizio del giudizio di merito decorre dalla pronuncia dell'ordinanza di accoglimento della domanda cautelare ante causam (se avvenuta in udienza) ovvero dalla sua comunicazione, anche se l'originario provvedimento viene confermato in sede di reclamo; infatti, per «ordinanza di accoglimento» di cui alla citata norma va intesa quella originaria e non quella emessa in sede di reclamo, assumendo la prima rilevanza fondamentale ai fini dell'instaurazione della fase di merito e necessitando di una verifica nel giudizio di cognizione, mentre la seconda non ha effetto assorbente o sostitutivo, come nel caso di conferma della misura cautelare, rilevandosi, inoltre, come nessuna norma assegni al reclamo effetti sospensivi del termine in questione, escludendo anzi l'art. 669 terdecies c.p.c. che il reclamo sospenda automaticamente l'esecuzione del provvedimento impugnato.

Cass. civ. n. 12895/2004

Nel caso di domanda cautelare accolta (e confermata in sede di reclamo), seguita da rituale instaurazione del giudizio di merito nel termine fissato ai sensi dell'art. 669 octies c.p.c., ai fini della individuazione del giudice preventivamente adito deve necessariamente tenersi conto della data di instaurazione del procedimento cautelare, atteso l'inequivocabile collegamento che la norma impone tra ordinanza di accoglimento e inizio della causa di merito.

Cass. civ. n. 8697/1998

In tema di giudizio arbitrale all'esito della rituale introduzione della domanda (i cui elementi caratterizzanti risultano, ex art. 669 octies, quarto comma, la manifestazione dell'intenzione di promuovere il procedimento, la formulazione della domanda stessa, la nomina dell'arbitro), non è legittimamente configurabile l'istituto della contumacia, in senso tecnico, di una parte, attese le caratteristiche precipue del procedimento arbitrale (mancanza di citazione e di costituzione in giudizio), sì che, in carenza di un meccanismo processuale analogo a quello di cui all'art. 290 c.p.c., la mera assenza o inattività della parte non è, comunque, idonea ad ostacolare lo svolgimento del giudizio, (né a far presumere, «a fortiori», una tacita rinuncia alla domanda stessa).

Cass. civ. n. 5566/1996

Nella disciplina dei procedimenti cautelari di cui agli artt. 669 bis e ss. c.p.c. (introdotti dall'art. 74 della legge 26 novembre 1990, n. 353), la statuizione sulle spese, mentre deve essere adottata nel caso di reiezione della domanda o di dichiarazione d'incompetenza, non è prevista quando la misura richiesta dalla parte istante sia concessa, o confermata in sede di reclamo (ancorché sulla scorta dell'inammissibilità del reclamo stesso), in ragione del carattere temporaneo e provvisorio della relativa pronuncia, destinata ad essere superata od assorbita con la decisione nel merito, e comunque suscettibile di successiva modifica o revoca.

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relative all'articolo 669 octies Codice di procedura civile

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Giorgia chiede
martedì 15/02/2011 - Veneto
“Buongiorno, volevo porre alla Vs. attenzione il seguente quesito: posto che per quanto riguarda il provvedimento negativo (di rigetto) del provvedimento cautelare ex art. 669septies cpc, il rigetto per incompetenza non preclude la riproponibilità della domanda cautelare mentre il rigetto in merito (insussistenza fumus boni iuris o periculum in mora) preclude la riproponibilità (una sorta di "giudicato cautelare"), salvo non vengano dedotte nuove ragioni di fatto e di diritto.

cosa succede nel caso di accoglimento ?

la mia opinione è che NON si formi mai giudicato in quanto,

- nel caso di provvedimento c.d. conservativi (sequestri ..): non si formi giudicato, dal momento è obbligatoria l'instaurazione della causa nel merito
- nel caso di provvedimento c.d. anticipatorio (rispetto ai quali l'instaurazione del procedimento di merito è solo eventuale): non si formi comunque giudicato, dal momento che il giudice del procedimento cautelare non accerta l'esistenza del diritto ma solamente il fumus boni iuris e cioè la probabile esistenza del diritto (e quindi la probabile fondatezza del diritto)

é corretto quanto sopra ?”
Consulenza legale i 07/07/2011

Relativamente alla stabilità del provvedimento cautelare si veda l’articolo 23 del D.Lgs. 17\01\2003 n. 5, che ha apportato le modifiche al codice di procedura civile, al primo comma statiusce : "Nelle controversie di cui al presente decreto, ai provvedimenti d'urgenza e agli altri provvedimenti cautelari idonei ad anticipare gli effetti della decisione di merito non si applica l'articolo 669-octies del codice di procedura civile, ed essi non perdono la loro efficacia se la causa non viene iniziata".

Come ben ricordato, il giudice del procedimento cautelare non accerta l'esistenza del diritto ma si pronuncia solamente sul fumus boni iuris e cioè la probabile esistenza del diritto (e quindi la probabile fondatezza del diritto). Per quanto concerne la stabilità definitiva del provvedimento cautelare che sia idoneo ad anticipare gli effetti della decisione finale, se la causa di merito non è più iniziata il provvedimento diviene l'unica fonte del rapporto che regola, acquistando, in effetti, l'efficacia di giudicato. Precisiamo subito che tale provvedimento non può essere impugnato in cassazione ex art. 111 Cost. perché, pur avendo contenuto di sentenza, potrà sempre essere assorbito dal giudizio a cognizione piena che le parti sono libere di iniziare. Ebbene, il provvedimento cautelare acquisterà efficacia definitiva dopo il maturarsi dei termini di prescrizione del diritto di cui è oggetto, termini, interrotti dalla concessione del provvedimento. Se, poi, il provvedimento ha il contenuto di una sentenza di condanna è da chiedersi se i termini saranno quelli ordinari del diritto fatto valere o il termine decennale di prescrizione previsto per le sentenze di condanna.

Vanno distinte due ipotesi, una di natura processuale e l'altra sostanziale. La prescrizione sarà quella originaria, propria del diritto in contestazione, se s'intende procedere al giudizio a cognizione piena. Al contrario, la prescrizione sarà quella decennale per portare ad esecuzione il provvedimento.

Resta precluso invocare l'efficacia del provvedimento cautelare in un altro processo: pur conservando la sua efficacia, la misura cautelare non potrà in nessun caso essere invocata in un diverso processo (art. 23 comma 6). Ma in caso di estinzione del giudizio di merito non vi sarà l'inefficacia della misura cautelare (art. 23 comma 4).


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