Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 2937 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Rinunzia alla prescrizione

Dispositivo dell'art. 2937 Codice civile

Non può rinunziare alla prescrizione chi non può disporre validamente del diritto (1).

Si può rinunziare alla prescrizione solo quando questa è compiuta (2).

La rinunzia può risultare da un fatto incompatibile con la volontà di valersi della prescrizione (3).

Note

(1) Fondamentale presupposto della rinunzia è il potere di disporre del vantaggio economico prodotto dalla prescrizione, ossia di possedere la titolarità del diritto in questione.
(2) Le parti non possono rinunziare preventivamente alla prescrizione, come non possono prolungare o abbreviare i termini sanciti ex lege (v. art. 2936): se fosse consentita alle parti la rinunzia preventiva questa diventerebbe una clausola di stile, cioè apposta a tutti i contratti e le disposizioni in tema di prescrizioni rimarrebbero lettera morta. Per analoghe ragioni non è inoltre permessa la rinunzia mentre è ancora in corso il termine prescrizionale, che tuttavia deve intendersi come riconoscimento del diritto soggetto a prescrizione e ne provoca l'interruzione. Diversa è invece la situazione rispetto alla rinunzia successiva: una volta verificatasi la prescrizione, in quanto risulta ormai interesse esclusivo del soggetto che ne è avvantaggiato la scelta se farla valere o meno.
(3) La rinunzia alla prescrizione può essere tanto espressa quanto tacita e, in quest'ultimo caso, può essere dedotta da un fatto che risulti incompatibile con la volontà di valersi dell'istituto, come ad esempio il pagamento di un acconto o la promessa di un pagamento a breve scadenza.

Ratio Legis

La norma in esame continua, al pari delle precedenti, a delineare l'istituto della prescrizione allo scopo di soddisfare l'esigenza di ordine pubblico di fornire certezza e stabilità ai rapporti giuridici. Le disposizioni a riguardo sono pertanto inderogabili e si dispone la nullità di qualsiasi patto che miri ad operare modifiche alla disciplina legale.

Spiegazione dell'art. 2937 Codice civile

La rinunzia alla prescrizione come negozio giuridico. Requisiti soggettivi

Se la prescrizione trova la sua ragion d'essere nella di liberare chi v'è tenuto da un'obbligazione della quale il titolare non si è curato di domandare l'adempimento ; se essa deve ritenersi incidente l'interesse del debitore, si spiega come questi possa rinunziare ad avva­lersi della facoltà che il diritto gli accorda di eccepire la prescrizione. L'art. 2937 secondo comma, stabilendo che si può rinunziare alla prescrizione solo quando essa è compiuta, riconosce esplicitamente tale facoltà. Di questa ora occorre studiare : a) la natura ; b) il momento in cui può essere effettuata ; c) la capacità richiesta in chi la compie ; d) la forma di cui deve rivestirsi ; e) gli effetti.

a) La rinuncia è un negozio unilaterale che può qualificarsi di di­sposizione : unilaterale come quello che dipende esclusivamente dalla volontà di chi lo compie ; di disposizione in quanto, nella specie, rinun­ziare vuol dire continuare ad essere tenuto ad una prestazione da cui poteva liberarsi, rilevandone la prescrizione. La rinunzia, inoltre, è un negozio non recettizio in quanto opera di per sè, senza bisogno di accetta­zione ed anche senza che occorra la sua notificazione alla parte cui giova : ciò significa che come questa non può impedire gli effetti della rinunzia (lo potrebbe dando vita ad un negozio giuridico a favore del rinunciante), così il rinunziante non può ritirare la sua dichiarazione sotto il pre­testo che essa non sia stata ancora accettata.

b) La rinuncia può (e deve) essere fatta solo quando la prescrizione si è compiuta : prima di tale momento essa è nulla. Ove si volesse ricer­care il motivo di questo principio, ci sembra sufficiente riflettere sul carattere suo d'ordine pubblico, per cui si verrebbe a togliere ad essa qualsiasi efficacia se si rendesse possibile rinunziarvi preventivamente : intatti ogni creditore imporrebbe al proprio debitore di rinunziare alla prescrizione innanzi il suo compimento, minando l'istituto nella stessa sua funzione sociale. Nè sulla dichiarata nullità di una rinunzia preven­tiva si potrebbe osservare che, consentendo la legge — come vedremo — una interruzione della prescrizione in corso per il riconoscimento del diritto da parte di colui contro il quale questo può farsi valere, il divieto dell'articolo in esame s.i presta ad essere facilmente superato, in quanto interrompere la prescrizione equivale rinunziare alla medesima. Un tal rilievo, però, non tiene conto che la rinunzia alla prescrizione dal rico­noscimento del diritto si differenzia dal punto di vista del momento in cui l'una e l'altro possono compiersi: il negozio ricognitivo deve aver Solo dopo che questa si è compiuta ed anche dopo che il prescrivente ha dichiarato o dimostrato di avvalersi della prescrizione.

c) Della capacità in chi intende rinunciare alla prescrizione si occupa il primo comma dell’articolo in esame, in cui si precisa che quella non può essere fatta da chi non può disporre del diritto. La diversità tra questa norma e l’art. 2108, abrogato, secondo cui non può rinunciare alla prescrizione chi non può alienare, è meramente formale, in sostanza richiedendo entrambi la capacità di disporre del diritto che è per prescriversi. Chi volesse rendersi conto della necessità di siffatto requisito deve considerare che a causa della rinunzia si pone in essere un atto di disposizione da parte di chi ha prescritto, in quanto egli non in­tende lasciare acquisito al proprio patrimonio un diritto che avrebbe ben potuto esserlo per la prescrizione compiutasi a suo favore ; il che vuol dire che la prescrizione opera ipso iure, con efficacia allo scadere del termine, e che la domanda di parte costituisce soltanto il necessario presupposto della sentenza la cui indole è, perciò, meramente dichiara­tiva. Richiesta la capacità di disporre, ne deriva che per quanti (per­sone fisiche) di tale capacità sono sprovvisti, dovranno osservarsi, ai fini di una valida rinunzia alla prescrizione, le necessarie forme abili­tative e che, allo stesso scopo, le persone giuridiche dovranno essere previamente autorizzate secondo le norme generali in materia.



Forma della rinuncia

d) Per la dichiarazione di rinunzia non si richiedono forme spe­ciali, giacchè essa può risultare anche da un fatto incompatibile con la volontà di avvalersi della prescrizione ; è possibile, cioè, desumere la rinunzia dall'incompatililità tra un particolare comportamento del sog­getto e la volontà di trarre vantaggio dagli effetti della prescrizione. Attesa la complessità degli atti che possono far ritenere l'esistenza di una tale volontà, non è possibile stabilirne, a priori, una casistica, tutto risolvendosi nell'esame del caso singolo.

Effetti della rinuncia

e) Si suole comunemente dire che la rinunzia alla prescrizione opera con efficacia retroattiva, in quanto fa considerare questa come mai verificatasi, ed assoluta, poichè ripristina la precedente situazione erga omnes. Il vero è che la retroattività esiste ma circoscritta sola a deter­minate persone, poichè solo nei confronti di costoro può parlarsi di as­solutezza della rinunzia. Infatti se questa dovesse essere efficace erga omnes, come si spiega l'art. 2939 che consente ai creditori del debitore di opporla persino se la parte vi ha rinunciato ? Questa facoltà accordata ad alcune persone ed attuantesi in duplice modo ci induce a ritenere che l'efficacia della rinunzia sia ristretta solo a chi l'ha compiuta, che, cioè, soltanto costui è tenuto a considerare come non estinto il diritto.

Gli effetti della rinunzia si limitano, come s' è già accennato, tra la persona che l’ha compiuta e quella a cui vantaggio è fatta.

Questa regola vale anche nell'ipotesi che la rinunzia sia fatta da uno dei debitori in solido, giacché essa non ha effetto riguardo agli altri condebitori, vale a dire costoro sono liberati dalla prescrizione; ma nei rapporti interni, fra i condebitori, sussiste sempre la relatività della rinuncia in quanto il condebitore che l'ha compiuta non ha regresso verso gli altri debitori liberati in conseguenza della prescrizione (art. 1310) e pure ciò é ovvio in quanto non possono costoro essere pregiudicati dal fatto volontario di in loro condebitore.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

1200 Nell'art. 2937 del c.c. sono insieme fuse, con qualche ritocco che non ne altera la sostanza, le disposizioni degli articoli 2107, 2108 e 2111 del codice anteriore. Rimane fermo il duplice principio che si può rinunciare alla prescrizione solo quando questa è compiuta e che non può rinunciarvi chi non può disporre validamente del diritto. E' riprodotta nell'art. 2938 del c.c. la disposizione dell'art. 2109 del codice del 1865 circa la non rilevabilità d'ufficio della prescrizione non opposta e nell'art. 2939 del c.c. la disposizione dell'art. 2112, con una variante, rispetto a quest'ultimo articolo, diretta a porre in rilievo che la prescrizione può essere opposta dai terzi che vi abbiano interesse anche dopo che la rinuncia del debitore a opporla sia già avvenuta. Ho eliminato la norma dell'art. 2110 del codice precedente sull'opponibilità della prescrizione in appello, poichè incompatibile con il disposto dell'art. 345 del c.p.c., secondo comma, del nuovo codice di procedura civile, che non consente alle parti di proporre dn appello nuove eccezioni, salvo che esistano gravi motivi accertati dal giudice.

Massime relative all'art. 2937 Codice civile

Cass. civ. n. 21248/2012

Perché sussista una rinunzia tacita alla prescrizione occorre che nel comportamento del debitore sia insita la volontà inequivocabile del medesimo di non avvalersi della causa estintiva del diritto altrui; il relativo accertamento rientra nei poteri del giudice di merito, e non è censurabile in sede di legittimità, se immune da vizi motivazionali rilevabili in tale sede. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha escluso che potesse qualificarsi come rinuncia alla prescrizione il rifiuto, opposto da un assicuratore privato, di pagamento dell'indennizzo per motivi diversi dal decorso del termine di prescrizione).

Cass. civ. n. 7527/2012

La prescrizione presuntiva, anche se fondata su di una presunzione, non è un mezzo di prova, ma incide direttamente sul diritto sostanziale limitandone la protezione giuridica, in modo per sua natura non diverso, anche se più limitato, rispetto a quello derivante dalla prescrizione ordinaria, ed è pertanto regolata dagli stessi principi. Ne consegue che è applicabile alla prescrizione presuntiva il principio della rinunciabilità della prescrizione di cui all'art. 2937 c.c., e che la rinuncia può risultare anche tacitamente, purché vi sia una incompatibilità assoluta tra il comportamento del debitore e la volontà di avvalersi della causa estintiva del diritto altrui.

Cass. civ. n. 3883/2012

La rinuncia a far valere la prescrizione dell'azione proposta "ex adverso" può essere desunta dalle difese svolte dal procuratore della parte, senza che possa rilevare in contrario la mancanza di potere dispositivo nel procuratore alle liti, poiché ciò vale per la rinuncia espressa, ma non per le conseguenze che possono derivare per implicito dalla linea difensiva adottata dal difensore, il quale, nell'adempimento del mandato conferitogli, sceglie in piena autonomia la condotta tecnico - giuridica ritenuta più confacente alla tutela del proprio cliente.

Cass. civ. n. 99/2011

La rinuncia tacita a far valere la prescrizione presuppone un comportamento processuale in cui sia necessariamente insita la univoca volontà di non sollevare la relativa eccezione; pertanto, se la parte si difende nel giudizio di primo grado sul merito della causa senza eccepire preliminarmente la prescrizione, non per questo tale condotta assume la valenza di un comportamento univoco, incompatibile con la volontà di sollevare tale eccezione, la quale, oltretutto, nella vigenza del testo originario dell'art. 345 c.p.c. - applicabile alla fattispecie "ratione temporis" - poteva essere dedotta per la prima volta anche in appello.

Cass. civ. n. 16379/2009

La rinuncia alla prescrizione per effetto di atto incompatibile con la volontà di avvalersi di essa, a norma dell'art. 2937 c.c., ovvero l'interruzione della prescrizione medesima per effetto di riconoscimento, a norma dell'art. 2944 c.c., possono conseguire anche da una proposta transattiva, qualora questa, anziché presupporre la contestazione del diritto della controparte, venga formulata in circostanze e con modalità tali da implicare ammissione del diritto stesso, e sia rivolta solo ad ottenere un componimento sulla liquidazione del "quantum".

Cass. civ. n. 13870/2009

La rinuncia alla prescrizione - espressamente prevista dall'art. 2937 c.c. - è un negozio unilaterale non recettizio, la cui validità ed efficacia prescinde dalla conoscenza che ne abbia iI soggetto interessato, essendo necessario soltanto che la volontà del rinunciante risulti in modo inequivocabile.

Cass. civ. n. 14091/2001

Perché sussista rinuncia tacita alla prescrizione è necessaria un'incompatibilità assoluta tra il comportamento del debitore e la volontà del medesimo di avvalersi della causa estintiva del diritto altrui; occorre cioè che nel comportamento del debitore sia insita, senza possibilità di una diversa interpretazione, l'inequivoca volontà di rinunciare alla prescrizione già maturata e, quindi, di considerare come tuttora esistente ed azionabile quel diritto che si era estinto. L'accertamento compiuto al riguardo dal giudice di merito è incensurabile in sede di legittimità se sonetto da congrua e logica motivazione.

Cass. civ. n. 7409/1999

L'invio, da parte dell'ente espropriante, di missive con le quali si riconosca l'obbligo, nei confronti del privato, di corresponsione dell'indennità di espropriazione (in realtà non dovuta, per essere la proprietà del suolo passata all'ente in forza di occupazione acquisitiva ed in mancanza di un legittimo decreto di esproprio), invitandosi, nel contempo, la controparte ad un bonario componimento della vertenza, può integrare gli estremi della fattispecie della rinuncia tacita alla prescrizione (quinquennale) del diritto al risarcimento dei danni da occupazione acquisitiva.

Cass. civ. n. 8304/1996

La rinuncia tacita alla prescrizione, a norma dell'art. 2937 c.c., deve risultare da un comportamento del tutto incompatibile con la volontà di opporre la causa estintiva del diritto altrui e cioè essere non altrimenti interpretabile se non nel senso di considerare tuttora esistente ed azionabile quel diritto che era, invece, estinto. Ne consegue che non può configurarsi rinuncia tacita nel caso in cui il debitore abbia accettato di discutere nel merito le pretese avanzate dalla controparte, giacché il debitore potrebbe avere interesse in un primo tempo a contestare l'esistenza dell'obbligazione, riservandosi di eccepire successivamente, se necessario, l'intervenuta prescrizione.

Cass. civ. n. 3672/1988

Al fine di stabilire se un determinato comportamento del debitore integri rinuncia tacita alla prescrizione, ai sensi dell'art. 2937 c.c., per incompatibilità con la volontà di avvalersi della relativa eccezione (nella specie, in tema di indennizzo assicurativo per infortunio, convocazione dell'assicurato da parte dell'assicuratore per sottoporlo a visita medica), occorre fare riferimento all'obiettiva consistenza di detto comportamento ed alle circostanze nelle quali è stato posto in essere, mentre resta irrilevante l'eventuale ignoranza del debitore medesimo in ordine alla maturazione del termine prescrizionale (così come non influisce tale ignoranza sul principio dell'irreperibilità di quanto pagato in adempimento di un debito prescritto, ai sensi dell'art. 2940 c.c.).

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli € 29,90

N.B.: una volta effettuato il pagamento sarà possibile inviare documenti o altro materiale relativo al quesito posto; indicazioni sulle modalità dell'invio verranno fornite via email.

SEI UN AVVOCATO?
AFFIDA A NOI LE TUE RICERCHE!

Sei un professionista e necessiti di una ricerca giuridica su questo articolo? Un cliente ti ha chiesto un parere su questo argomento o devi redigere un atto riguardante la materia?
Inviaci la tua richiesta e ottieni in tempi brevissimi quanto ti serve per lo svolgimento della tua attività professionale!

Testi per approfondire questo articolo