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Articolo 2712 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Riproduzioni meccaniche

Dispositivo dell'art. 2712 Codice civile

(1) Le riproduzioni fotografiche, informatiche (2) o cinematografiche, le registrazioni fonografiche e, in genere, ogni altra rappresentazione meccanica di fatti e di cose (3) formano piena prova dei fatti e delle cose rappresentate, se colui contro il quale sono prodotte non ne disconosce la conformità ai fatti o alle cose medesime (4).

Note

(1) Per la forma ed efficacia del documento informatico è necessario fare riferimento agli artt. 21, 23ter, d.lsg. 7 marzo 2005, n. 82 (Codice dell'amministrazione digitale); e anche al d. P. R. 11 febbraio 2005, n. 68 (Posta elettronica certificata).
(2) Parola inserita ex art. 23 (ora 23quater post modiche apportate dal d.lgs. 30 dicembre 2010, n. 235) d.lsg. 7 marzo 2005, n. 82, a decorrere dal 1 gennaio 2006.
(3) Il riferimento ad "ogni altra rappresentazione meccanica di fatti e di cose" permette un'importante estensione della disposizione ad ogni possibile nuova forma di rappresentazione di fatti.
(4) La prevalente giurisprudenza considera comprese nel presente articolo le riproduzioni tramite telefax, orientamento confermato anche dal legislatore con la L. 7 giugno 1993, n. 183 (Utilizzazione dei mezzi di comunicazione per la trasmissione degli atti relativi a procedimenti giurisdizionali). Sono ritenute conformi all'atto trasmesso, anche le copie fotoriprodotte, purché entrambi i procuratori siano muniti di procura ex art. 83 c.p.c., l'atto trasmesso contenga indicazione e sottoscrizione leggibile del procuratore estensore, risultanti in modo chiaro dalla copia, unitamente alla sottoscrizione del procuratore ricevente. Infine, la giurisprudenza ritiene parimenti conforme la riproduzione di un provvedimento del giudizio in corso di svolgimento tra le parti (anche se riguardante un processo differente) sempre che la copia rechi la sottoscrizione del procuratore estensore.

Ratio Legis

La norma si riferisce in particolar modo al documento elettronico, che mira alla rappresentazione informatica di atti, fatti o altri dati aventi rilevanza giuridica per la riproduzione di fatti, possibile grazie alle nuove tecniche derivanti dal progresso scientifico. Il requisito fondamentale richiesto è quello della firma elettronica per l'identificazione informatica: il Codice dell'amministrazione informatica ne indica varie tipologie differenti (avanzata, qualificata, digitale), a seconda dei mezzi e delle modalità utilizzate per la sottoscrizione, e conferisce efficacia probatoria pari alla scrittura privata (v. 2702) al documento così formato.

Spiegazione dell'art. 2712 Codice civile

Riproduzioni meccaniche. Valore probatorio.

La rappresentazione meccanica di fatti e di cose può avere for­me diverse. Fra le più antiche sono il disegno, la pittura, l'incisione e simili ; più recente, la fotografia, e poi la cinematografia e le registra­zioni fonografiche. Tutti questi mezzi sono penetrati nel processo e di essi si fa ora espressa menzione «perché altrimenti (Rel. n. 45) il nuovo codice sarebbe apparso arretrato nel tempo e restio ad ogni influsso di modernità. Si tenga presente che l'articolo si riferisce alle riprodu­zioni fatte eseguire e presentate direttamente dalla parte : la loro ef­ficacia probatoria deriva dal fatto che l'altra parte non disconosce la loro conformità ai fatti o alle cose medesime. La Relazione (l. c.) richiama in proposito, a titolo di analogia, la scrittura privata non disco­nosciuta : ma si intende che il disconoscimento delle riproduzioni di cui ci occupiamo non è legato alle forme rigorose di cui agli articoli 2702 e 2703 sopra commentati.

Il cod. proc. civ. vig., art. 261, autorizza il giudice a far eseguire rilievi, calchi e riproduzioni anche fotografiche, rilevazioni cinematografiche o altre, presiedendone l'esperimento o delegando un esperto che presta giuramento. In questo caso, bisogna distinguere quella dell'esperimento che risulta accertata dal giudice quale pubblico uffi­ciale (ad es. che la cosa fotografata o la persona cinematografata sono proprio quelle de quo agitar) che fa prova fino a querela di falso (art. 2700) ; quanto al resto (ad es., la non rassomiglianza della fotografia o della pellicola per difetto dell'operatore o del mezzo adoperato) valgono le comuni norme di valutazione dei mezzi di prova.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

1110 Nel dare una nuova sistemazione alla materia delle prove occorreva considerare — perché, altrimenti il nuovo codice sarebbe apparso arretrato nel tempo e restio a ogni influsso di modernità — che la prova documentale può anche essere costituita dalla riproduzione meccanica di fatti e di cose (riproduzioni fotografiche, cinematografiche, fonografiche e simili). A questa esigenza si adegua l'art. 2712 del c.c.. Naturalmente, l'efficacia probatoria qui deriva non soltanto dalla riproduzione sè e per sè considerata, ma dal complesso della riproduzione e del riconoscimento (o non disconoscimento) della parte interessata, come deriva, del resto, da un analogo complesso l'efficacia della scrittura secondo l'art. 2702 del c.c.. Con questo l'articolo non esclude che la conformità possa essere altrimenti dimostrata con mezzi di prova precostitutti o con indagini od esperimenti compiuti in corso di giudizio, ma in questo caso non vi è più luogo ad una norma di prova legale e vale il principio generale proclamato dal codice di procedura civile del libero apprezzamento del giudice.

Massime relative all'art. 2712 Codice civile

Cass. civ. n. 11606/2018

In tema di efficacia probatoria dei documenti informatici, il messaggio di posta elettronica (cd. e-mail) costituisce un documento elettronico che contiene la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti che, seppure privo di firma, rientra tra le riproduzioni informatiche e le rappresentazioni meccaniche di cui all'art. 2712 c.c. e, pertanto, forma piena prova dei fatti e delle cose rappresentate se colui contro il quale viene prodotto non ne disconosca la conformità ai fatti o alle cose medesime.

Cass. civ. n. 5259/2017

La registrazione su nastro magnetico di una conversazione telefonica può costituire fonte di prova, ex art. 2712 c.c., se colui contro il quale la registrazione è prodotta non contesti che la conversazione sia realmente avvenuta, né che abbia avuto il tenore risultante dal nastro, e sempre che almeno uno dei soggetti, tra cui la conversazione si svolge, sia parte in causa.

Cass. civ. n. 9526/2010

Il disconoscimento delle riproduzioni meccaniche di cui all'art. 2712 c.c., che fa perdere alle stesse la loro qualità di prova, pur non essendo soggetto ai limiti e alle modalità di cui all'art. 214 c.p.c., deve, tuttavia, essere chiaro, circostanziato ed esplicito (dovendo concretizzarsi nell'allegazione di elementi attestanti la non corrispondenza tra realtà fattuale e realtà riprodotta) e - al fine di non alterare l'iter procedimentale in base al quale il legislatore ha inteso cadenzare il processo in riferimento al contraddittorio - deve essere tempestivo e cioè avvenire nella prima udienza o nella prima risposta successiva alla rituale acquisizione delle suddette riproduzioni, dovendo per ciò intendersi la prima udienza o la prima risposta successiva al momento in cui la parte onerata del disconoscimento sia stata posta in condizione, avuto riguardo alla particolare natura dell'oggetto prodotto, di rendersi immediatamente conto del contenuto della riproduzione. Ne consegue che potrà reputarsi tardivo il disconoscimento di una riproduzione visiva soltanto dopo la visione relativa e quello di una riproduzione sonora soltanto dopo la sua audizione o, se congruente, la rituale acquisizione della sua trascrizione. (Nella specie, la S.C. ha dichiarato inammissibile il motivo di ricorso con il quale, lamentando che la sentenza di merito non aveva ritenuto tardivo il disconoscimento di una registrazione fonografica avvenuto soltanto dopo tre udienze dalla sua produzione in giudizio, non si era però puntualizzato, in violazione del principio di autosufficienza del ricorso, in che modo si fosse realmente atteggiata detta scansione processuale, in guisa da consentire di verificare se la controparte fosse stata effettivamente, e quando, posta in grado di conoscere il concreto contenuto di detta registrazione).

Cass. civ. n. 8682/2009

La fotografia costituisce prova precostituita della sua conformità alle cose e ai luoghi rappresentati, sicché chi voglia inficiarne l'efficacia probatoria non può limitarsi a contestare i fatti che la parte che l'ha prodotta intende con essa provare, ma ha l'onere di disconoscere tale conformità.

Cass. civ. n. 14438/2006

In tema di produzione di copie fotostatiche, il principio di cui agli articoli 2712 e 2719 c.c., secondo cui esse hanno la stessa efficacia probatoria degli originali se non sono espressamente disconosciute dalla parte contro la quale sono prodotte, opera anche nel caso di contumacia di quest'ultima.

Cass. civ. n. 24814/2005

Fra le riproduzioni meccaniche indicate, con elencazione meramente esemplificativa, dalfart. 2712 c.c., le quali formano piena prova dei fatti o delle cose rappresentati, se colui contro il quale sono prodotte non ne disconosce la conformità ai fatti o alle cose medesimi, rientra anche la riproduzione di un atto mediante il servizio telefax che costituisce un sistema di posta elettronica volto ad accelerare il trasferimento della corrispondenza mediante la riproduzione a distanza (con l'utilizzazione di reti telefoniche e terminali facsimile) del contenuto di documenti. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che in un procedimento giurisdizionale quale quello avente ad oggetto il reclamo avverso i risultati delle elezioni per il rinnovo del Consiglio del collegio dei geometri, caratterizzato nella sua fase introduttiva dalla libertà di forma, ma anche dall'estrema ristrettezza del termine entro il quale il ricorso deve pervenire — dieci giorni dalla proclamazione dei risultati elettorali —, il reclamo stesso può essere trasmesso a mezzo telefax, costituendo siffatta rapida modalità di trasmissione valido equipollente dell'invio dell'atto a mezzo posta; la Corte ha precisato, peraltro, che l'ammissibilità del reclamo trasmesso a mezzo telefax è tuttavia subordinata sia all'accertamento della tempestività del suo ricevimento da parte dell'organo investito del potere di pronunciarsi — nella specie attestato dal timbro dell'ufficio ricevente apposto sul fax —, sia alla verifica della conformità all'originale, per rendere possibile la quale è necessario che alla trasmissione a mezzo telefax segua, anche se a termine scaduto, il deposito o l'invio dell'originale).

Cass. civ. n. 11269/2004

Gli estratti conto prodotti dalla banca non sono copie fotografiche o fotostatiche di scritture originali esistenti, ma costituiscono riproduzioni meccaniche di supporti magnetici, vale a dire della stampa di un'elaborazione computerizzata effettuata dal sistema contabile della banca. La disciplina del disconoscimento di tali registrazioni, pertanto, deve essere rinvenuta, non nell'art. 2719 c.c., che si riferisce alle copie fotografiche di scritture, ma nella norma dell'art. 2712 c.c., con la conseguenza che è onere del debitore contestare la veridicità delle singole operazioni registrate entro i termini contrattualmente previsti.

Cass. civ. n. 8998/2001

L'efficacia probatoria delle riproduzioni meccaniche di cui all'art. 2712 c.c. è subordinata — in ragione della loro formazione al di fuori del processo e senza le garanzie dello stesso — all'esclusiva volontà della parte contro la quale esse sono prodotte in giudizio, concretantesi nella non contestazione che i fatti, che tali riproduzioni tendono a provare siano realmente accaduti con le modalità risultanti dalle stesse. Il relativo «disconoscimento» — che fa perdere alle riproduzioni stesse la loro qualità di prova e che va distinto dal «mancato riconoscimento», diretto o indiretto, il quale, invece, non esclude che il giudice possa liberamente apprezzare le riproduzioni legittimamente acquisite — pur non essendo soggetto ai limiti e alle modalità di cui all'art. 214 c.p.c., deve tuttavia essere chiaro, circostanziato ed esplicito (dovendo concretizzarsi nell'allegazione di elementi attestanti la non corrispondenza tra realtà fattuale e realtà riprodotta) e deve avvenire nella prima udienza o nella prima risposta successiva alla rituale acquisizione delle suddette riproduzioni, venendosi in caso di disconoscimento tardivo ad alterare l'iter procedimentale in base al quale il legislatore ha inteso cadenzare il processo in riferimento al contraddittorio. (Nella specie, la Suprema Corte ha confermato la sentenza impugnata nella parte in cui aveva escluso che potesse avere valore di disconoscimento di una cassetta video registrata la condotta della parte, dopo aver assistito alla relativa visione e non aver mosso alcuna contestazione sui fatti e sui soggetti in essa rappresentati, ne aveva genericamente disconosciuto il contenuto solo tardivamente in corso di causa, dopo l'esaurimento del termine a tal fine concesso dal giudice).

Cass. civ. n. 15148/2000

Gli artt. 2712 e 2719 c.c., relativi rispettivamente alle «riproduzioni meccaniche» e alle «copie fotografiche di scritture» sono applicabili anche nei confronti della parte ritualmente citata ma non costituita ed ai fini della prova di eventi processuali, quali la costituzione in giudizio di una parte. (Nel caso di specie la S.C. ha ritenuto conforme all'originale la copia di una comparsa di costituzione, per effetto del mancato disconoscimento della parte intimata).

Cass. civ. n. 12715/1998

Il disconoscimento delle riproduzioni meccaniche di cui all'art. 2712 c.c. (nella specie cassetta audiofonica) si sottrae ai termini e alle modalità stabiliti per le scritture private dagli artt. 214 e ss. c.p.c. poiché l'efficacia probatoria delle riproduzioni meccaniche — relativa a documenti costituenti dei supporti illustrativi e confermativi di deduzioni o allegazioni della parte producente — è subordinata (in ragione delle modalità della loro formazione al di fuori del processo e, quindi, senza le garanzie dello stesso) all'esclusiva volontà della parte contro la quale esse sono prodotte e all'ammissione che siano realmente accaduti i fatti di cui si tendono a provare le effettive modalità e la rispondenza a quanto sostenuto dalla parte producente. Ne consegue che le registrazioni fonografiche possono assurgere a dignità di fonte di prova limitatamente all'ipotesi in cui la parte contro la quale sono prodotte non contesti che le conversazioni o le dichiarazioni, con il tenore che le suddette registrazioni tendono a comprovare, siano realmente accadute. L'eventuale contestazione preclude la verifica per mezzo di consulenza tecnica, a differenza di quanto accade per le scritture private.

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