Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 751 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n.262)

Collazione del danaro

Dispositivo dell'art. 751 Codice civile

(1) La collazione del danaro donato si fa prendendo una minore quantità del danaro che si trova nell'eredità, secondo il valore legale della specie donata o di quella ad essa legalmente sostituita all'epoca dell'aperta successione (2) [1277c.c.].

Quando tale danaro non basta e il donatario non vuole conferire altro danaro o titoli dello Stato, sono prelevati mobili o immobili ereditari, in proporzione delle rispettive quote (3) [725, 727 c.c.].

Note

(1) Essendo un'obbligazione pecuniaria, cioè avente ad oggetto una somma di danaro, essa è assoggettata al principio nominalistico (v. art. 1277 del c.c.). Oggetto di imputazione è la somma di denaro che ha costituito oggetto di donazione, rimanendo irrilevante l'intervenuta svalutazione monetaria.
(2) Nel caso in cui il de cuius abbia donato del denaro con cui l'erede abbia poi acquistato un immobile, è dubbio se la collazione debba avere ad oggetto l'immobile o il denaro, trovando in tale ultima ipotesi applicazione la norma in commento. La giurisprudenza più recente propende per la prima soluzione, osservando che lo scopo della collazione non è ricostruire una titolarità, quanto piuttosto distribuire la ricchezza. Rilevante diviene, quindi, non ciò che è uscito dal patrimonio del defunto ma ciò che ha costituito incremento del patrimonio del donatario.
(3) Qualora non vi sia abbastanza danaro per parificare la posizione degli altri coeredi rispetto al coerede tenuto a collazione, il donatario potrà scegliere se conferire altro danaro o titoli di Stato, ovvero consentire agli altri coeredi di prelevare beni mobili o immobili dall'eredità per un valore corrispondente alle somme di danaro oggetto di donazione.
Ove nel patrimonio non siano presenti beni sufficienti, al donatario verranno accolltai debiti di conguaglio in denaro.

Ratio Legis

Scopo della norma è quello di consentire che tutti i coeredi, anche quelli non donatari, conseguano delle quote composte, in parte, di denaro.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

363 Una lieve modificazione ho introdotta nel secondo comma dell'art. 751 del c.c., uniformando la regola relativa al prelevamento dei beni ereditari da parte degli eredi che avrebbero diritto alla collazione del denaro al principio più generale stabilito nell'art. 725 del c.c..

Massime relative all'art. 751 Codice civile

Cass. civ. n. 18054/2004

In tema di successioni mortis causa la collazione del denaro si attua naturalmente per imputazione, sul presupposto necessario che si sia in precedenza proceduto ad un'operazione di divisione dell'asse ereditario, realizzandosi l'imputazione, appunto, attraverso un minor prelievo rispetto a quanto altrimenti spetterebbe pro quota al donatario sull'intero asse. Da ciò conseguono l'impossibilità di scindere logicamente i due momenti — quello della collazione e quello della formazione delle quote ereditarie spettanti a ciascun coerede — e perciò la necessità che la collazione si compia all'interno dell'operazione di divisione dell'asse ereditario (nella specie, gli eredi del de cuius morto ab intestato avevano chiesto che venisse ammesso, in prededuzione, il loro credito avverso il fallimento di un altro coerede che aveva ricevuto in vita alcune donazioni in denaro, delle quali si chiedeva operarsi la collazione. La s.c., nel confermare la sentenza di rigetto della domanda emessa dalla corte di merito, ha enunciato il principio di diritto di cui in massima).

Cass. civ. n. 836/1973

La collazione per imputazione è il modo normale della collazione delle donazioni di denaro tanto secondo l'art. 1025 del c.c. del 1865, quanto secondo l'art. 751 del c.c. vigente, mentre ha carattere eccezionale la collazione reale, la quale può avvenire allorché il denaro manchi o non sia sufficiente a che gli altri coeredi prelevino somme di ammontare pari a quello ricevuto dal donatario. In questa seconda ipotesi, peraltro, la collazione reale può essere esclusa allorché il donante abbia imposto al donatario l'onere di conferire in collazione il denaro donato, mediante imputazione e non in natura; onere perfettamente valido, dovendosi riconoscere al donante il potere e la facoltà di stabilire il modo di conferimento della disposta donazione. (Nella specie la volontà del donante si era espressa nel senso che per le somme di denaro donate la collazione si facesse per imputazione, escludendo un conferimento alla massa ereditaria di somme di pari ammontare).

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli € 29,90

N.B.: una volta effettuato il pagamento sarà possibile inviare documenti o altro materiale relativo al quesito posto; indicazioni sulle modalità dell'invio verranno fornite via email.

SEI UN AVVOCATO?
AFFIDA A NOI LE TUE RICERCHE!

Sei un professionista e necessiti di una ricerca giuridica su questo articolo? Un cliente ti ha chiesto un parere su questo argomento o devi redigere un atto riguardante la materia?
Inviaci la tua richiesta e ottieni in tempi brevissimi quanto ti serve per lo svolgimento della tua attività professionale!

Consulenze legali
relative all'articolo 751 Codice civile

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

Marilena P. chiede
martedì 02/08/2011 - Toscana
“Mia madre 88 anni (900 euro di pensione al mese) ora non più autonoma, ha donato del denaro (oltre 200.000 euro) al figlio di una sorella, ora chiede a lui un vitalizio mensile e questi dapprima l'ha negato e poi ha detto che poteva spedirle 200 euro al mese ( mai arrivate). Il beneficiario in questione lavora all'estero alle dipendenze del Ministero Interni e percepisce un lauto stipendio.E' possibile ottenere la trattenuta sullo stipendio per giusta causa essendo mia madre in stato di necessità?”
Consulenza legale i 20/11/2011

Nel caso proposto il donante può, sussistendo lo stato di bisogno previsto dall'art. 437 del c.c., chiedere il versamento degli alimenti al donatario, il quale è tenuto a corrisponderli con precedenza su ogni altro obbligato (art. 437 del c.c.), a meno che non si tratti di donazione fatta in riguardo di un matrimonio o di una donazione rimuneratoria (art. 770 del c.c.).

La pronuncia favorevole dell'autorità giudiziaria potrà essere posta in esecuzione, in caso di mancato adempimento spontaneo, nei modi ordinariamente previsti.


daniele chiede
sabato 23/10/2010

“Se ho ben capito il calcolo della collazione, cioè il conguaglio dei valori di denaro avuti in precedenza dai genitori, si fa al momento della successione SENZA calcolare gli interessi maturati negli anni dai precedenti denari avuti in anticipo. Si esegue solo il calcolo matematico. E' corretto?”

Consulenza legale i 26/10/2010

La collazione del denaro donato si fa prelevando da parte dell'erede donatario una minore quantità del denaro che si trova nell'eredità (art. 751 del c.c.). Le operazioni di conferimento devono essere fatte tenendo conto del c.d. criterio nominalistico.
Il denaro oggetto dei prelevamenti è conteggiato secondo il valore legale della specie monetaria donata o, se essa non ha più corso all'apertura della successione, di quella ad essa legalmente sostituita, senza tener conto delle oscillazioni monetarie nel frattempo intervenute. Pertanto, gli interessi astrattamente maturati negli anni dal denaro avuto in anticipo non dovranno essere conteggiati, così come non si terrà conto della svalutazione monetaria frattanto intervenuta e quindi non si procederà a rivalutazione della somma.


Testi per approfondire questo articolo

  • Della collazione. Del pagamento dei debiti

    Editore: Giuffrè
    Collana: Il codice civile. Commentario
    Data di pubblicazione: ottobre 2009
    Prezzo: 53,00 -5% 50,35 €
    Categorie: Collazione

    Come sempre analitico nella trattazione, anche questo contributo al Commentario affronta una puntuale specifica di due particolari capi del codice civile, relativi alla collazione e al pagamento dei debiti.
    Partendo dall'estrazione storica dell'istituto della collazione, il volume scandisce l'esame sistematico delle ipotesi in cui si configura la necessità della sua applicazione e tutte le collegate circostanze in cui questa si presenta dubbia, fittizia o utile alla effettiva... (continua)