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Articolo 718 Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

[Aggiornato al 30/06/2020]

Diritto ai beni in natura

Dispositivo dell'art. 718 Codice Civile

Ciascun coerede può chiedere la sua parte in natura dei beni mobili e immobili dell'eredità [733, 734, 1114 c.c.], salve le disposizioni degli articoli seguenti.

Note

(1) Ciascun coerede ha diritto, non ad una porzione di ciascun bene, ma ad una porzione formata da una quantità di beni mobili, immobili e crediti di uguale natura e quantità rispetto agli altri eredi, proporzionata all'entità della quota di ciascuno.
Es.: se il patrimonio ereditario vale 120 (di cui 60 immobili, 40 mobili e 20 crediti) e vi sono due eredi, di cui uno per 3/4 e l'altro per 1/4, il primo ha diritto a 90 (di cui 45 immobili, 30 mobili e 15 crediti) e il secondo a 30 (di cui 15 immobili, 10 mobili e 5 crediti).

Ratio Legis

La norma tende ad assicurare un'eguaglianza qualitativa delle singole quote.

Spiegazione dell'art. 718 Codice Civile

Il diritto del condividente ha carattere reale e si estende a tutta la massa ereditaria. Da ciò le conseguenze: a) che esso non possa essere obbligato a ricevere la sua quota in denaro, anziché in natura; b) che ogni quota debba essere formata di una quantità di beni mobili ed immobili, in proporzione della quantità di tali beni esistenti in massa.

Dal momento che la rigorosa applicazione di questi due principi renderebbe impossibile la divisione, vi sono delle deroghe ad entrambi. Quanto al primo, oltre alla possibilità di un legato in sostituzione di legittima, vi è l’ipotesi dell'indivisibilità; quanto al secondo, confrontare l’art. 727. Durante l’elaborazione dell’articolo, si era proposto di affidare larghi poteri di disposizione all’autorità giudiziaria circa la formazione delle quote, ma la proposta finì opportunamente col cadere.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

345 Di notevoli emendamenti è stato oggetto l'art. 718 del c.c., corrispondente all'art. 257 del progetto, che enunzia nel primo comma il principio che ciascun coerede ha diritto ad una parte in natura dei beni dell'eredità. A questo principio si sarebbe voluto apportare un temperamento, aggiungendo la espressione «a meno che la divisione dei singoli cespiti sia contraria all'interesse comune dei condividenti». Tale limitazione mi è sembrata di contenuto vago e generico, di fronte ai successivi articoli che, nei singoli casi, pongono le opportune limitazioni al principio della divisione in natura. Mi è sembrato perciò sufficiente, per far risultare che il principio della divisione in natura non ha carattere assoluto, affermare semplicemente che sono salve le disposizioni degli articoli successivi.

Massime relative all'art. 718 Codice Civile

Cass. civ. n. 2918/1990

L'art. 718 c.c., nel riconoscere a ciascuna delle parti del giudizio di divisione il diritto di conseguire la sua porzione in natura di un bene immobile comodamente divisibile, attribuisce al giudice, onde realizzare la divisione in natura, il potere di disporre l'esecuzione di opere particolari, al fine di assicurare proporzionalità e funzionalità delle quote assegnate ai singoli condividenti.

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