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Articolo 678 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Accrescimento nel legato di usufrutto

Dispositivo dell'art. 678 Codice civile

(1) Quando a più persone è legato un usufrutto [667, 698, 978 ss. c.c.] in modo che tra di loro vi sia il diritto di accrescimento [675 c.c.], l'accrescimento ha luogo anche quando una di esse viene a mancare (2) dopo conseguito il possesso della cosa su cui cade l'usufrutto [982 c.c.].

Se non vi è diritto di accrescimento, la porzione del legatario mancante si consolida con la proprietà [1014 c.c.].

Note

(1) Stante il rinvio dell'art. 1026 del c.c. alle norme in tema di usufrutto, la norma in commento si applica anche al legato di uso e abitazione.
(1) Diversamente dall'ipotesi generale, in tal caso l'accrescimento opera in favore dei superstiti anche quando il collegatario sia venuto a mancare dopo aver conseguito il possesso della cosa legata su cui cade l'usufrutto.
(2) Tale mancanza può essere determinata da morte, dalla rinuncia abdicativa del diritto, dalla prescrizione per non uso ventennale ed in generale da tutte le cause di estinzione del diritto di usufrutto contemplate nel codice (v. art. 1014 ss. del c.c.).

Ratio Legis

L'articolo pone un'eccezione alla norma generale in base alla quale alla morte dell'usufruttuario il diritto si consolida con la proprietà. Tale deroga si spiega in ragione della durata limitata nel tempo del legato.
Inoltre, poichè si ritiene che ogni legatario abbia, potenzialmente, un diritto sull'interno bene legato, appare ragionevole che, una volta venuto meno uno degli usufruttuari, il diritto ripartito si riespanda tra gli altri contitolari.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

Massime relative all'art. 678 Codice civile

Cass. civ. n. 24108/2011

In tema di usufrutto congiuntivo - quale istituto caratterizzato dal diritto di accrescimento tra i contitolari, tale da impedire la consolidazione di qualsiasi quota dell'usufrutto con la nuda proprietà finché rimane in vita almeno uno dei contitolari originari - anche l'atto "inter vivos" a titolo oneroso, oltre che il legato, può costituire la fonte del diritto di accrescimento tra cousufruttuari, ove siffatto diritto sia previsto in modo inequivoco (pur se implicitamente) dalla concorde volontà delle parti risultante dall'atto costitutivo.

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Consulenze legali
relative all'articolo 678 Codice civile

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

Antonio S. chiede
mercoledì 02/05/2012 - Piemonte
“Io e mia sorella siamo in possesso della nuda proprietà di un appartameto in seguito ad un atto di donazione di una proprietà immobiliare, in comunione dei beni dei nostri genitori,che si sono riservati l'usufrutto di suddetta abitazione.Nell'atto di donazione non trovo specificato se quest'usufrutto al 50% dei genitori prevede un diritto di accrescimento.A gennaio è morto mio padre; può mia madre diventare usufruttuaria al 100% o si configura il caso di consolidamento della proprietà?”
Consulenza legale i 04/05/2012

Dalle informazioni fornite sembrerebbe che con l'atto di donazione l'intenzione dei disponenti sia stata quella di costituire il c.d. "cousufrutto", intendendo con tale termine l'istituto in base al quale si ha la spettanza del diritto di usufrutto a più soggetti contemporaneamente. In tale ambito si verifica, pertanto, la comunione di usufrutto, figura del tutto analoga alla comproprietà e regolata dalla relative norme, ovvero ciascun compartecipe è titolare di una quota indivisa e può disporre del bene compatibilmente con il pari utilizzo da parte degli altri contitolari.

Con la morte di uno dei titolari del c.d. usufrutto si avrà pertanto la consolidazione della quota al nudo proprietario.

Diversamente, se fosse stato specificato nell'atto di donazione un diritto di usufrutto congiuntivo, il legame tra i titolari sarebbe stato più intenso nonostante l'eventuale divisione in quote. L'usufrutto in questo caso sarebbe stato concepito come potenzialmente pieno per ogni titolare. In tale caso, la morte di uno dei titolari del diritto reale avrebbe comportato l'accrescimento della corrispondente quota in favore degli altri titolari.

Nel caso prospettato, si verifica pertanto un consolidamento della quota che spettava al padre ai nudi proprietari, restando la madre titolare solo della sua quota.


Testi per approfondire questo articolo

  • Del diritto di accrescimento. Art. 674-678

    Editore: Giuffrè
    Collana: Il codice civile. Commentario
    Data di pubblicazione: maggio 2013
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    L'accrescimento, o diritto di accrescimento, è un istituto giuridico che, come disciplinato dal legislatore italiano, ha sempre presentato - e continua a presentare - tutta una serie di problematiche giuridiche così complesse che, nonostante gli sforzi degli interpreti, non hanno ancora trovato una loro definitiva sistemazione ermeneutica convincente. È, tuttavia, opportuno sottolineare, sin da subito, che qualunque studio sull'accrescimento deve fare necessariamente i... (continua)