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Articolo 675 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n.262)

Accrescimento tra collegatari

Dispositivo dell'art. 675 Codice civile

L'accrescimento ha luogo anche tra più legatari [649 ss. c.c.] ai quali è stato legato uno stesso oggetto (1), salvo che dal testamento risulti una diversa volontà [688 c.c.] e salvo sempre il diritto di rappresentazione [467 c.c.].

Note

(1) Diversamente da quanto previsto dall'art. 674 del c.c., difetta nella norma in commento il riferimento al medesimo testamento. Secondo alcuni il requisito della coniunctio verbis, stante la formulazione letterale della norma, non sarebbe richiesto. Secondo altri, invece, sarebbe necessaria comunque l'unicità di testamento non potendosi, in caso contrario, parlare di unicità dell'oggetto del legato.

Ratio Legis

Secondo alcuni il fondamento della norma dovrebbe rinvenirsi nella presunta volontà del testatore: le caratteristiche della chiamata suggerirebbero, infatti, l'intenzione di destinare la quota vacante del legato ai chiamati congiunti.
Secondo altri invece la ratio dell'istituto andrebbe individuata nella solidarietà della vocazione: tutti i collegatari sarebbero chiamati per l'intero e i rispettivi diritti troverebbero limitazione nel concorso degli altri legatari; venuto meno tale concorso i diritti degli altri chiamati si espanderebbero.

Brocardi

Coniunctio re

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

Massime relative all'art. 675 Codice civile

Cass. n. 3746/1994

La domanda diretta all'accertamento del diritto di accrescimento tra collegatari di uno stesso bene ex art. 675 c.c. a causa della premorienza di uno di essi rispetto al testatore, senza che sia in discussione la validità del legato, né il conseguimento del possesso del bene oggetto di esso (art. 649 c.c.), deve essere proposta soltanto nei confronti di chi concretamente contesti tale pretesa, non ricorrendo la necessità di integrazione del contradditorio nei confronti dell'erede del testatore, ancorché in presenza del suo interesse alla devoluzione della quota del collegatario premorto a norma dell'art. 677 c.c.

Cass. n. 1318/1969

L'art. 675 c.c. ammette l'accrescimento tra collegatari solo quando sia stato legato un medesimo oggetto e solo quando dal testamento non risulti una contraria volontà del testatore. Pertanto, l'accrescimento poggia su una volontà anche presunta, del testatore presa in considerazione dalla legge e da questa desunta da determinati elementi obiettivi, quali: a), che la disposizione abbia uno stesso oggetto; b) che vi sia una pluralità di soggetti chiamati all'intero, in guisa che la chiamata dell'uno costituisca limitazione per l'altro, il quale altrimenti conseguirebbe l'intero; c) che la coniunctio re et verbis di tali chiamati sia fatta solidalmente, con una sola disposizione nello stesso testamento; d) che non vi sia distribuzione di parti fra gli onorati. L'accertare se nei singoli casi sussistano tali condizioni ed elementi, spetta insindacabilmente al giudice di merito, trattandosi di indagine di fatto, attinente alla ricostruzione della volontà espressa o presunta del testatore.

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