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Articolo 627 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Disposizione fiduciaria

Dispositivo dell'art. 627 Codice civile

Non è ammessa azione in giudizio (1) per accertare che le disposizioni fatte a favore di persona dichiarata nel testamento sono soltanto apparenti e che in realtà riguardano altra persona, anche se espressioni del testamento possono indicare o far presumere che si tratta di persona interposta (2).

Tuttavia la persona dichiarata nel testamento, se ha spontaneamente eseguito [590 c.c.] la disposizione fiduciaria trasferendo i beni alla persona voluta dal testatore, non può agire per la ripetizione (3), salvo che sia un incapace 2034, 2039 c.c.].

Le disposizioni di questo articolo non si applicano al caso in cui l'istituzione o il legato sono impugnati come fatti per interposta persona [599 c.c.] a favore d'incapaci a ricevere (4) [462, 595 c.c.].

Note

(1) Tra cui l'azione di simulazione (v. art. 1414 ss. del c.c.).
(2) Si ritiene che in tale ipotesi si realizzi un'interposizione reale di persona, il soggetto fiduciario diviene proprietario dei beni, sia pure con l'intesa di trasmetterli ad un'altra persona.
(3) Tale obbligo è solo di carattere morale. Non vi sono mezzi per il reale beneficiario per costringere il designato all'adempimento, tuttavia qualora questo dia spontanea esecuzione alla volontà del testatore non ammessa la ripetizione dell'indebito (c.d. soluti retentio).
(4) Essi sono:
- il tutore e il protutore (v. art. 596 del c.c.);
- il notaio, i testimoni e l'interprete relativamente al testamento pubblico (v. art. 597 del c.c.);
- chi ha scritto o ricevuto il testamento segreto (v. art. 598 del c.c.);
- il padre, la madre, i discendente e coniuge dell'incapace, nonché i soggetti giuridicamente incapaci (v. art. 599 del c.c.).
Esperita vittoriosamente l'azione, i beni spettano all'erede.

Ratio Legis

Si assicura il rispetto della volontà testamentaria imponendo un dovere morale al fiduciario di eseguire quanto prescritto dal testatore con il limite delle disposizioni a favore degli incapaci. Diversamente verrebbe aggirato il divieto per tali soggetti di ricevere per testamento.

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Consulenze legali
relative all'articolo 627 Codice civile

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Francesca D. C. chiede
sabato 05/03/2011 - Sicilia

“Qual è la differenza tra la disposizione fiduciaria, disciplinata dall'art 627,e il pactum fiduciae?
Grazie.”

Consulenza legale i 11/03/2011

Il pactum fiduciae, o patto fiduciario, è l'accordo mediante il quale un soggetto aliena un diritto per uno scopo ulteriore, che l'alienatario si obbliga a realizzare restituendo il bene o trasmettendolo a sua volta ad una determinata persona. In altre parole, il soggetto fiduciante, per il tramite del bene trasferito, persegue una finalità che si pone come ulteriore ed estranea rispetto al contenuto dell'atto traslativo, comunque realmente voluto.

La disposizione testamentaria fiduciaria disciplinata dall'art. 627 del c.c. ha in comune con il patto fiduciario il concetto di “fiducia”, intesa come causa del negozio. Tuttavia, non si può parlare di "patto" in relazione al testamento, che è il negozio unilaterale non recettizio per eccellenza.


Testi per approfondire questo articolo

  • Interpretazione e autonomia del testamento

    Editore: Aracne
    Pagine: 324
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    L'opera propone una rinnovata riflessione sul tema del negozio testamentario, colto alla luce del problema delle invalidità dell'atto, nel tentativo di recuperare autonomia al diritto ereditario senza comunque dimenticare che questo non può essere considerato come un sistema normativo indipendente dal resto dell'ordinamento.

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  • Funzione e vicende dei legati. Il legato di debito

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