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Articolo 626 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Motivo illecito

Dispositivo dell'art. 626 Codice civile

Il motivo (1) [624] illecito (2) rende nulla (3) la disposizione testamentaria, quando risulta dal testamento ed è il solo che ha determinato il testatore a disporre (4) [788, 1345].

Note

(1) Il motivo è la ragione che induce il testatore a disporre in favore di una determinata persona.
(2) E' illecito il motivo contrario:
- alla legge (es. nominare erede Tizio qualora questi uccida il proprio nemico);
- all'ordine pubblico (es. nominare erede qualcuno in cambio di voti elettorali);
- al buon costume (es. nominare erede l'amante in cambio di prestazioni sessuali).
(3) Ove il motivo sia erroneo il testamento è annullabile (v. art. 624 del c.c.)
(4) Il motivo illecito rileva se:
- risulta dal testamento;
- è il solo che ha determinato il testatore. Ove vi sia più di un motivo, di cui solo uno illecito, la disposizione è valida.

Ratio Legis

In presenza di un motivo illecito determinante, la volontà del testatore cessa di essere meritevole di tutela e, di conseguenza, la disposizione è nulla.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

305 Nell'art. 626 del c.c., a proposito del motivo illecito, ho apportato la medesima variante introdotta per l'errore. Considerando, infatti, che un'esplicita enunciazione del motivo illecito è per lo meno assai rara e che, d'altra parte, non si poteva, per ovvie ragioni di certezza dei rapporti e per evitare impugnazioni infondate o comunque affidate all'esito di incerte prove testimoniali, rinunziare alla circostanza che il motivo risultasse dal testamento, ho ritenuto opportuno ammettere la nullità della disposizione quando il motivo illecito risulti comunque, e quindi anche implicitamente, dal contenuto del testamento.
Un criterio analogo ho seguito per il motivo illecito nelle donazioni.

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