Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 2501 bis Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Fusione a seguito di acquisizione con indebitamento

Dispositivo dell'art. 2501 bis Codice civile

Nel caso di fusione tra società, una delle quali abbia contratto debiti per acquisire il controllo dell'altra, quando per effetto della fusione il patrimonio di quest'ultima viene a costituire garanzia generica o fonte di rimborso di detti debiti, si applica la disciplina del presente articolo.

Il progetto di fusione di cui all'articolo 2501 ter deve indicare le risorse finanziarie previste per il soddisfacimento delle obbligazioni della società risultante dalla fusione.

La relazione di cui all'articolo 2501 quinquies deve indicare le ragioni che giustificano l'operazione e contenere un piano economico e finanziario con indicazione della fonte delle risorse finanziarie e la descrizione degli obiettivi che si intendono raggiungere.

La relazione degli esperti di cui all'articolo 2501 sexies, attesta la ragionevolezza delle indicazioni contenute nel progetto di fusione ai sensi del precedente secondo comma.

Al progetto deve essere allegata una relazione del soggetto incaricato della revisione legale dei conti della società obiettivo o della società acquirente.

Alle fusioni di cui al primo comma non si applicano le disposizioni degli articoli 2505 e 2505 bis.

Ratio Legis

L'utilità della fusione a seguito di acquisizione con indebitamento è quella di consentire alla società incorporante di ottenere un finanziamento, che non sarebbe in grado di garantire con il proprio patrimonio, facendo leva sul patrimonio della società incorporata.

Spiegazione dell'art. 2501 bis Codice civile

Il c.d. leveraged buy out (L.B.O.) è l'operazione con cui una società (preesistente oppure costituita allo scopo), ottenuto un finanziamento da parte di una banca, acquista una partecipazione di controllo o, addirittura, totalitaria di un'altra società, quest'ultima detta "società bersaglio". Quindi viene deliberata la fusione, c.d. merger leveraged buy out (M.L.B.O.) mediante incorporazione della società bersaglio nella società che ha acquisito le partecipazioni. A seguito della fusione, i patrimoni delle due società si unificano, con la conseguenza che il patrimonio della società bersaglio-incorporata, divenuto ormai patrimonio della società incorporante, costituisce il mezzo utilizzato per rimborsare il debito contratto dalla incorporante per procedere all'acquisizione della società bersaglio (CAMPOBASSO).

Il legislatore, con la riforma del diritto societario (D. Lgs. 6/2003), introducendo tale norma, ha chiarito i dubbi della dottrina stabilendo che l'operazione in questione è lecita, ma ha previsto un procedimento più gravoso di quello ordinario.
I presupposti per l'operazione sono i seguenti:
  1. una delle due società abbia contratto debiti;
  2. tali debiti siano stati contratti per acquisire il controllo dell'altra società;
  3. la garanzia del debito sarà costituita dal patrimonio della società acquisita.
Il procedimento più gravoso si applica anche quando l'operazione realizza una incorporazione di società interamente posseduta o posseduta al 90%, per cui la fusione dovrebbe essere semplificata (v. artt. 2505 e 2505 bis).
La finalità è quella di evitare comportamenti distorsivi del mercato e dell'economia posti in essere sfruttando la leva finanziaria attuata mediante l'acquisto del controllo di società con finanziamenti destinati ad essere garantiti o rimborsati con il patrimonio delle medesime società acquistate.

La normativa in esame è inderogabile e non sono rinunciabili, neppure all'unanimità, le relazioni degli amministratori (2501 quinquies) e degli esperti (2501 sexies).


Relazione al D.Lgs. 6/2003

(Relazione illustrativa del decreto legislativo recante: "Riforma organica della disciplina delle società di capitali e società cooperative, in attuazione della legge 3 ottobre 2001, n. 366.")

14 DELLA FUSIONE E DELLA SCISSIONE Per quel che riguarda il tema delle fusioni, l'indicazione contenuta nella legge-delega di "semplificare e precisare il procedimento" doveva coniugarsi con l'esigenza di rispettare i vincoli di derivazione comunitaria (e, in particolare, quelli imposti dalla direttiva 78/855/CEE del 9.10.1978, cui – nel nostro Paese – è stata data attuazione in forza del d. lgs 16.1.1991, n. 22). Si è così ritenuto di operare su due piani: a) da un lato – per quanto riguarda le fusioni cui partecipano società il cui capitale è rappresentato da azioni (alle quali si applicano le previsioni della sopramenzionata direttiva comunitaria) – sfruttando, al fine di "semplificare e precisare il procedimento", taluni margini consentiti dalla direttiva stessa e non "sfruttati" dal d. lgs. n. 22/1991; b) da altro lato – per quanto riguarda le fusioni cui, invece, non partecipano società il cui capitale è rappresentato da azioni (alle quali non trovano applicazione le previsioni della sopramenzionata direttiva comunitaria) – derogando altresì, sempre al fine di "semplificare e precisare il procedimento", a talune indicazioni previste come tassative dalla direttiva stessa. Così: Dal primo punto di vista, si è utilizzato il margine di discrezionalità consentito agli Stati membri dall'art. 1, comma 3°, della direttiva per eliminare l'attuale previsione secondo cui "la partecipazione alla fusione non è consentita alle società sottoposte a procedure concorsuali" (art. 2501 del c.c., comma 2°); si è espressamente consentita una (seppure estremamente limitata) possibilità di modifica del progetto di fusione in sede di approvazione della fusione stessa (art. 2502 del c.c., comma 2°); si è cercato di trovare un miglior contemperamento tra l'esigenza di celerità del procedimento di fusione e quella di tutela dei creditori sociali (art. 2503 del c.c., commi 1°, 2° e 3°); si è sfruttato il margine di discrezionalità concesso agli Stati membri dagli artt. 25 e 27 della direttiva per consentire, in ipotesi di fusione per incorporazione di una o più società in un'altra che possiede almeno il 90% di tutte le loro azioni o quote, che l'approvazione della fusione stessa venga effettuata dall'organo amministrativo (art. 2505 del c.c., comma 2°; art. 2505-bis, comma 2°), ecc.; Dal secondo punto di vista – con riferimento alle fusioni cui non partecipano società il cui capitale è rappresentato da azioni – si è prevista (all'art. 2505 quater), proprio al fine di ulteriormente semplificare ed accelerare il procedimento di fusione, tutta una serie di deroghe al modello di derivazione comunitaria. Per quel che concerne le operazioni di leveraged buyout – relativamente alle quali la legge-delega (art. 7, comma 1°, lett. d) demandava al legislatore delegato di "prevedere che le fusioni tra società, una delle quali abbia contratto debiti per acquisire il controllo dell'altra, non comportano violazione del divieto di acquisto e di sottoscrizione di azioni proprie, di cui, rispettivamente, agli articoli 2357 e 2357 quater del codice civile, e del divieto di accordare prestiti e di fornire garanzie per l'acquisto o la sottoscrizione di azioni proprie, di cui all'articolo 2358 del codice civile" – si sono indicate le condizioni cui dette fusioni devono sottostare (art. 2501-bis). Infine, si sono introdotte specifiche previsioni per dare attuazione, da un alto, all'indicazione della legge– delega (art. 7, comma 1, lett. c) che impone al legislatore delegato di "disciplinare i criteri di formazione del primo bilancio successive alle operazioni di fusione" (cfr. art. 2504-bis, comma 4°) e, da altro lato, a quelle (art. 7, comma 1, lett. b) di "disciplinare possibilità, condizioni e limiti delle (…) fusioni eterogenee" (cfr. art. 2502, comma 2°; art. 2504-bis, comma 5°). Anche per quel che riguarda le scissioni, è stato necessario contemperare le indicazioni contenute nella legge delega con l'esigenza di rispettare i vincoli di derivazione comunitaria (e, in particolare, quelli imposti dalla direttiva 82/891/CEE del 17.12.1982, cui – nel nostro Paese – è stata data attuazione in forza del d. lgs. 16.11.1991, n. 22). Si è così provveduto – come già in tema di fusione – a sfruttare taluni margini consentiti dalla direttiva e non "sfruttati" dal d. lgs. n. 22/1991). Il che è stato fatto, da un lato, facendo ampio ricorso alla tecnica del rinvio alle nuove norme in tema di fusione e, da latro lato, a previsioni specifiche, quale quella (art. 2506 del c.c., comma 2°) che consente "un conguaglio in denaro, purché non superiore al dieci per cento del valore nominale della azioni o quote attribuite" ai soci della società scissa, ovvio quello (art. 2506, comma 2°) che consente "che, per consenso unanime, ad alcuni soci non vengano distribuite azioni di una delle società beneficiarie della scissione, ma azioni della società scissa"; o, ancora, quella (art. 2506-bis, comma 3°) che contempla che, per gli "elementi del passivo, la cui destinazione non è desumibile dal progetto", "la responsabilità solidale è limitata all'attivo netto attribuito in ciascuna società beneficiaria", o, infine, quello (art. 2506-bis, comma 4°) che preveda che, "nell'ipotesi in cui le azioni delle società beneficiarie sono attribuite agli azionisti della società scissa non proporzionalmente ai loro diritti sul capitale di tale società, gli azionisti minoritari possono esercitare il diritto di far acquistare le proprie azioni al valore corrente concordemente determinato, ovvero a quello che, in mancanza di accordo, sarà determinato dal giudice". Da un punto di vista terminologico si è ritenuto opportuno in tema di scissione caratterizzare i suoi riflessi sui beni in termini di "assegnazione" e non di "trasferimento". Ciò anche la fine di chiarire, come riconosciuto da giurisprudenza consolidata, che nell'ipotesi di scissione medesima non si applicano le regole peculiari dei trasferimenti dei singoli beni (ad esempio relative alla situazione edilizia degli immobili).

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli € 29,90

N.B.: una volta effettuato il pagamento sarà possibile inviare documenti o altro materiale relativo al quesito posto; indicazioni sulle modalità dell'invio verranno fornite via email.

SEI UN AVVOCATO?
AFFIDA A NOI LE TUE RICERCHE!

Sei un professionista e necessiti di una ricerca giuridica su questo articolo? Un cliente ti ha chiesto un parere su questo argomento o devi redigere un atto riguardante la materia?
Inviaci la tua richiesta e ottieni in tempi brevissimi quanto ti serve per lo svolgimento della tua attività professionale!

Testi per approfondire questo articolo

  • Trasformazione, fusione, scissione. Con e-book

    Editore: Zanichelli
    Collana: Dottrina Casi Sistemi
    Pagine: 1000
    Data di pubblicazione: novembre 2014
    Prezzo: 190,00 -5% 180,50 €

    La trasformazione, la fusione e la scissione sono comunemente individuate come "operazioni straordinarie in quanto senza dubbio determinano in capo alla o alle società coinvolte una rilevante modifica della struttura e dell'organizzazione dell'attività d'impresa. Alla base di ogni operazione straordinaria vi è un'esigenza aziendalistica che, in relazione a quanto proposto dall'organo amministrativo, può portare i soci a decidere delle modifiche radicali della... (continua)

  • Le trasformazioni eterogenee atipiche

    Collana: Professione notaio
    Data di pubblicazione: ottobre 2015
    Prezzo: 50,00 -5% 47,50 €

    L’istituto della trasformazione ha subito un profondo cambiamento in virtù della riforma del diritto societario che ha aggiunto nel Titolo V del Libro V del codice civile, il Capo X.

    L’introduzione della trasformazione eterogenea è la novità che, più delle altre, ha contribuito ad innovare l’intero istituto e la concezione che la dottrina aveva di esso. Sebbene, infatti, anche prima della riforma del diritto societario, si fossero... (continua)

  • La trasformazione delle società e degli enti non commerciali

    Pagine: 328
    Data di pubblicazione: luglio 2016
    Prezzo: 39,00 -5% 37,05 €
    Il Manuale analizza in modo pratico ed esaustivo gli aspetti giuridici, fiscali e contabili della trasformazione delle società e degli enti non commerciali, sistematicamente approfonditi con gli orientamenti della dottrina, della giurisprudenza e della prassi amministrativa più recente. Nella parte che si occupa dei profili giuridici, oltre ad un valido commento dottrinario, è riportata in riquadro una selezione delle più significative pronunce giurisprudenziali.... (continua)
  • Operazioni straordinarie. Fusioni, scissioni, Leveraged Buy Out

    Editore: Aracne
    Pagine: 80
    Data di pubblicazione: luglio 2014
    Prezzo: 8 €

    La fusione è l'aggregazione di più imprese societarie. La scissione è il fenomeno opposto, dal momento che essa opera la separazione di pezzi di patrimonio da una società a favore di un'altra. Entrambe rappresentano strumenti tecnico-giuridici, cui si fa ricorso sempre più frequentemente, e con finalità soprattutto connesse alla ristrutturazione di gruppi societari, ed alla mutazione di assetti proprietari. Il testo espone in maniera analitica e... (continua)

  • Trasformazione, fusione, conferimento, scissione e liquidazione delle società

    Data di pubblicazione: aprile 2016
    Prezzo: 77,00 -5% 73,15 €

    Le operazioni straordinarie rivestono un ruolo importante nella vita delle imprese. Il volume, che intende costituire una guida per coloro che si trovano ad affrontare tali operazioni, è strutturato in sei parti, una per ogni operazione societaria: trasformazione, fusione, conferimento, cessione, scissione e liquidazione. Nell'ambito di ciascuna parte l'autore, dopo avere sinteticamente analizzato le caratteristiche dell'operazione, ne espone gli adempimenti civilistici e le norme... (continua)