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Articolo 20 Mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali

(D.lgs. 4 marzo 2010, n. 28)

[Aggiornato al 29/04/2022]

Credito d'imposta

Dispositivo dell'art. 20 Mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali

1. Alle parti che corrispondono l'indennità ai soggetti abilitati a svolgere il procedimento di mediazione presso gli organismi è riconosciuto, in caso di successo della mediazione, un credito d'imposta commisurato all'indennità stessa, fino a concorrenza di euro cinquecento, determinato secondo quanto disposto dai commi 2 e 3. In caso di insuccesso della mediazione, il credito d'imposta è ridotto della metà.

2. A decorrere dall'anno 2011, con decreto del Ministro della giustizia, entro il 30 aprile di ciascun anno, è determinato l'ammontare delle risorse a valere sulla quota del «Fondo unico giustizia» di cui all'articolo 2, comma 7, lettera b), del decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008, n. 181, destinato alla copertura delle minori entrate derivanti dalla concessione del credito d'imposta di cui al comma 1 relativo alle mediazioni concluse nell'anno precedente. Con il medesimo decreto è individuato il credito d'imposta effettivamente spettante in relazione all'importo di ciascuna mediazione in misura proporzionale alle risorse stanziate e, comunque, nei limiti dell'importo indicato al comma 1.

3. Il Ministero della giustizia comunica all'interessato l'importo del credito d'imposta spettante entro 30 giorni dal termine indicato al comma 2 per la sua determinazione e trasmette, in via telematica, all'Agenzia delle entrate l'elenco dei beneficiari e i relativi importi a ciascuno comunicati.

4. Il credito d'imposta deve essere indicato, a pena di decadenza, nella dichiarazione dei redditi ed è utilizzabile a decorrere dalla data di ricevimento della comunicazione di cui al comma 3, in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, nonché, da parte delle persone fisiche non titolari di redditi d'impresa o di lavoro autonomo, in diminuzione delle imposte sui redditi. Il credito d'imposta non dà luogo a rimborso e non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi, né del valore della produzione netta ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive e non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

5. Ai fini della copertura finanziaria delle minori entrate derivanti dal presente articolo il Ministero della giustizia provvede annualmente al versamento dell'importo corrispondente all'ammontare delle risorse destinate ai crediti d'imposta sulla contabilità speciale n. 1778 «Agenzia delle entrate - Fondi di bilancio».

Spiegazione dell'art. 20 Mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali

Alle parti che corrispondono l’indennità ai soggetti abilitati a svolgere il procedimento di mediazione presso gli organismi è riconosciuto, in caso di successo della mediazione, un credito d’imposta commisurato all’indennità stessa, fino a concorrenza di euro 500,00, determinato secondo quanto disposto dai commi 2 e 3. In caso di insuccesso della mediazione, il credito d’imposta è ridotto della metà. Tale disposizione è volta, così come quella dell’art. 17 che prevede le agevolazioni fiscali, ad incentivare l’accesso alla mediazione.

Entro il 30 maggio di ciascun anno, il Ministero della giustizia comunica all’interessato l’importo del credito d’imposta spettante e trasmette, in via telematica, all’Agenzia delle Entrate l’elenco dei beneficiari e i relativi importi a ciascuno comunicati.
Il credito non dà luogo a rimborso. Ciò significa che, nel caso in cui la quota del credito spettante per l’anno d’imposta risulti superiore all’imposta netta, il credito che non ha trovato capienza potrà essere utilizzato dal contribuente nella successiva dichiarazione dei redditi.

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, e la Fondazione “ADR Commercialisti”, si sono interrogati in merito all’opportunità delle scelte operate dal legislatore tramite l’inserimento dell’art. 20, offrendo alcune prospettive critiche sul credito d’imposta, soprattutto per quanto attiene alla sua fruibilità da parte delle persone fisiche e alla mancata possibilità di ottenere direttamente un rimborso.
La norma, infatti, prevede che il credito d’imposta possa essere utilizzato in compensazione da chi compila il modello F24 (art. 17 del D. lgs. n. 241/1997) oppure, da parte dei contribuenti non titolari di redditi d’impresa o di lavoro autonomo, portato in diminuzione delle imposte sui redditi.
Il fatto che il legislatore abbia previsto l’utilizzabilità del credito d’imposta unicamente tramite compensazione, a detrazione di altre imposte, ed escludendo letteralmente la sua rimborsabilità, sembra costituire una forma di “discriminazione” nei confronti di una vasta platea di soggetti e, nello specifico, di coloro i quali hanno un’imposta lorda di importo minore rispetto alle detrazioni d’imposta a loro spettanti e che, quindi, sono di fatto impossibilitati dal poter usufruire del citato vantaggio fiscale.
In altre parole, il credito d’imposta, così come previsto dal vigente comma 4 dell’art. 20, non è in alcun modo “monetizzabile”, poiché non produce alcun tipo di rimborso monetario.
A tal riguardo, il Consiglio ha suggerito l’eliminazione dell’inciso che esclude la possibilità di rimborso di cui al comma 4 dell’art. 20. In tal modo, la mediazione risulterebbe maggiormente appetibile anche a quella categoria di soggetti che hanno una ristretta capienza fiscale e che, stando alla vigente normativa, non vedono, in tale procedura, un particolare strumento di agevolazione.

Il Consiglio, inoltre, ha proposto anche di aggiungere alla disposizione un comma 4-bis, in virtù del quale si preveda una deroga alla disciplina di cui all’art. 17 del D. lgs. n. 241/1997, offrendo la possibilità di utilizzare il credito d’imposta tramite compensazione anche oltre il termine della data di presentazione della dichiarazione successiva. In tal modo, coloro che al momento della corresponsione dell’indennità di mediazione non abbiano una capienza fiscale tale da permettergli di accedere all’utilizzo del credito, potranno comunque fruire del beneficio alla prima dichiarazione utile.

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