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La "qualitą" dalla "responsabilitą": l'errore e il contenzioso come occasione per migliorare l'erogazione delle prestazioni sanitarie

AUTORE:
ANNO ACCADEMICO: 2018
TIPOLOGIA: Tesi di Laurea Magistrale
ATENEO: Universitą degli Studi di Trento
FACOLTÀ: Giurisprudenza
ABSTRACT
L'elaborato prende spunto dalla constatazione dell'evoluzione del concetto di errore in sanità, che ad oggi si caratterizza più come errore sistemico che non come errore attribuibile alla negligenza del professionità. Tale evoluzione ha significato un necessario implemento dell'attenzione verso la gestione dei rischi clinici insiti nell'attività medica. Tali rischi sono congeniti nell'attivita dei clinici, tuttavia la maggiore sensibilità al tema, soprattutto in ottica di prevenzione, ha portato le aziende sanitarie a gestirli attraverso dei sistemi sempre più efficienti e innovativi. Questa osservazione risulta essere di particolare importanza anche per il giurista che ha davanti a se una nuova sfida: comprendere le cause che conducono all'errore ed al contenzioso ed offrire degli strumenti utili per tutti gli attori coinvolti nel processo di cura (pazienti, professionisti e manager) in un ottica di circolo virtuoso. In questo senso l'errore e il contenzioso sono strumenti utili per implementare la qualità dell'erogazione delle prestazioni sanitarie. Di questo cambiamento di rotta è testimone anche la normativa in tema di responsabilità sanitaria che e stata recentemente riformata dalla legge Gelli- Bianco, n.24/2017. Questa normativa di riforma abbraccia un approccio di tipo preventivo e si propone di tutelare il paziente non solo attraverso logiche di deterrenza e di sanzione nei confronti dei medici e delle strutture sanitarie. Logiche rivelatesi, tra l'altro, una delle cause principali del fenomeno della c.d. medicina difensiva.
Ampio spazio viene dato all'interno della trattazione alla risoluzione alternativa dei conflitti di natura sanitaria i quali sono caratterizzati da componenti di varia natura che si ritiene utile prendere in considerazione e che non trovano dimora nelle vie giudiziali tradizionali. La qualità di un servizio, a differenza di quanto avviene per i beni tangibili, non può essere ispezionata prima che il servizio stesso venga erogato. Per questo è in atto un cambiamento da una logica ex post ad una logica ex ante in cui gli attori coinvolti sono attenti tanto al risultato della prestazione quanto alle modalità con cui il servizio viene erogato. Inoltre, secondo questa logica, anche i destinatari dei servizi entrano direttamente a far parte del processo di produzione in quanto essi sono parte integrante della relazione che si instaura con l'erogatore. Alla luce di quanto detto il concetto di “qualità” acquista vita propria ed esige di ri-orientare continuamente l'attenzione e l'azione rispetto alle priorità stabilite sulla base delle esigenze di ogni diversa realtà deputata all'erogazione delle prestazioni sanitarie. Ed il diritto, a questo proposito, può farsi strumento e rappresentare, anche attraverso una auspicata normativa nazionale sul tema, fonte di maggiore certezza nell'agire dei professionisti della salute.
Il tipo di ricerca che ho preferito è stato quello dell'analisi interdisciplinare e multifattoriale nonché dell'analisi comparata tra diversi ordinamenti.

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Norme di riferimento

  • Legge Gelli-Bianco 8 marzo 2017 n.24
    D.lgs. n.28/2010

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