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Articolo 32 quinquies Codice Penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

[Aggiornato al 28/02/2021]

Casi nei quali alla condanna consegue l'estinzione del rapporto di lavoro o di impiego

Dispositivo dell'art. 32 quinquies Codice Penale

(1)Salvo quanto previsto dagli articoli 29 e 31, la condanna alla reclusione per un tempo non inferiore a due anni per i delitti di cui agli articoli 314, primo comma, 317, 318, 319, 319 ter, 319 quater, primo comma, e 320 importa altresì l'estinzione del rapporto di lavoro o di impiego nei confronti del dipendente di amministrazioni od enti pubblici ovvero di enti a prevalente partecipazione pubblica.

Note

(1) L'articolo è stato inserito nel corpo del codice penale attraverso la legge 27 marzo 2001, n. 97 (art.5),che si è occupata di disciplinare il rapporto tra procedimento penale e disciplinare ed gli effetti del giudicato penale nei confronti dei dipendenti della P.A. Il riferimento al primo comma dell'articolo 319quater è frutto dell'intervento operato con l. 6 novembre 2012, n.96 (art. 1). Infine è stato modificato dall’art. 1, comma 1, lett. b), L. 27 maggio 2015, n. 69.

Ratio Legis

La norma consente l'allontanamento automatico di funzionari condannati per gravi delitti, senza lasciare alcun margine di discrezionalità all'ente di appartenenza del reo, in quanto si tratta di situazioni ove la permanenza in servizio getterebbe discredito sulla stessa P.A., oltre al fatto che il funzionario si è dimostrato indegno di proseguire il rapporto di lavoro con la Pubblica Amministrazione.

Spiegazione dell'art. 32 quinquies Codice Penale

Oltre a quanto previsto per gli artt. 29 e 31, la condanna alla reclusione per un tempo non inferiore ad anni due per delitti contro la P.A. quali il peculato, la concussione, la corruzione per l'esercizio della funzione o per compiere un atto contrario ai doveri d'ufficio, la corruzione in atti giudiziari e l'induzione indebita comporta l'estinzione del rapporto di lavoro nei confronti del dipendente pubblico.

La norma specifica inoltre che rientrano nella categoria anche i dipendenti di enti pubblici o di enti a prevalente partecipazione pubblica (ad es. società in house), determinando così l'estensione della punibilità a tutti i soggetti che abbiano a che fare con gli interessi statali legati alla pubblica amministrazione in senso lato intesi.

Mentre gli articoli relativi all'interdizione dai pubblici uffici puniscono appunto chi ricopra un pubblico ufficio o chi abusi dei poteri o violi i doveri inerenti la funzione, l'articolo in esame punisce con la pena accessoria anche i semplici dipendenti, i quali possono infatti non ricoprire alcuna qualifica, ma ciò non toglie che possano avere condotte illecite abusando del loro impiego.

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Consulenze legali
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Umberto S. chiede
sabato 23/11/2019 - Campania
“Nell'art 32 quinquies del codice penale non è menzionato l'abuso d'ufficio previsto dall' art. 323.
Ciò significa che la condanna per abuso di ufficio (salvo quanto previsto dagli art 29 e 31) non comporta, per un dipendente di ente pubblico, l'estinzione del rapporto di lavoro?”
Consulenza legale i 01/12/2019
La risposta al parere è positiva.

L’art. art. 32 quinquies del c.p. del codice penale, introdotto dalle novelle normative del 2001 e del 2015 (quest’ultima particolarmente volta ad inasprire le pene dei delitti contro la Pubblica Amministrazione), prevede un novero di reati in seguito alla cui condanna consegue, immediatamente, l’estinzione del rapporto di lavoro con la Pubblica Amministrazione.
Tenuto conto del fatto che l’abuso d’ufficio, punito dall’art. 323 del codice penale, non è menzionato dall’articolo sopra indicato, la condanna per il reato predetto non condurrà all’applicazione della suddetta pena accessoria.

D’altro canto, l’art. 32 quinquies c.p. non può non esser letto in combinato disposto con gli artt. 29 e 31 del codice penale che, di fatto, al verificarsi delle condizioni ivi previste, portano al medesimo risultato.

Se, ad esempio, X commette il reato di abuso d’ufficio e viene condannato alla pena di sei anni di reclusione, l’applicazione dell’art. 29 determinerà l’interdizione dai pubblici uffici che, sostanzialmente, corrisponderà alla cessazione del rapporto di lavoro con la P.A. in considerazione del fatto che chi commette l’abuso d’ufficio, lo fa in virtù del ruolo pubblicistico ricoperto, generalmente connesso ad un rapporto di lavoro di matrice pubblicistica.

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