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Articolo 313 Codice di procedura penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477)

[Aggiornato al 28/02/2020]

Procedimento

Dispositivo dell'art. 313 Codice di procedura penale

1. Il giudice provvede con ordinanza a norma dell'articolo 292, previo accertamento sulla pericolosità sociale dell'imputato [658]. Ove non sia stato possibile procedere all'interrogatorio della persona sottoposta alle indagini prima della pronuncia del provvedimento, si applica la disposizione dell'articolo 294(1).

2. Salvo quanto previsto dall'articolo 299 comma 1, ai fini dell'articolo 206 comma 2 del codice penale, il giudice procede a nuovi accertamenti sulla pericolosità sociale dell'imputato nei termini indicati nell'articolo 72(2).

3. Ai fini delle impugnazioni, la misura prevista dall'articolo 312 è equiparata alla custodia cautelare. Si applicano le norme sulla riparazione per l'ingiusta detenzione [314].

Note

(1) Quindi il giudice per le indagini preliminari ha l'obbligo di procedere, entro cinque giorni, all'interrogatorio dell'interessato, pena la perdita di efficacia del provvedimento ex art. 302.
È possibile infatti la revoca della misura di sicurezza qualora il soggetto non sia più da considerare socialmente pericoloso.

Ratio Legis

La disposizione trova la propria ratio in una scelta sistematica di tipo analogico che ha inserito la disciplina dell'applicazione provvisoria delle misure di sicurezza nel libro dedicato alle misure cautelari, da cui però si distinguono nettamente.

Spiegazione dell'art. 313 Codice di procedura penale

Le misure di sicurezza e la loro applicazione provvisoria, resa necessaria dalla presenza dell'art. 206, presentano natura, presupposti e contenuti diversi rispetto alle misure cautelari personali.

La pronuncia del provvedimento applicativo deve, di regola, essere preceduto dall'interrogatorio dell'imputato, da considerarsi necessario ai fini di una attenta valutazione della pericolosità sociale.

Tuttavia, ove ciò non sia possibile, l'indiziato sottoposto a misura provvisoria di sicurezza deve essere interrogato dal giudice per le indagini preliminari non oltre cinque giorni dall'inizio dell'esecuzione a pena di caducazione ai sensi dell'art. 302.

Altra causa estintiva è il venir meno della pericolosità sociale, su cui il giudice deve decidere anche d'ufficio nei termini di cui all'art. 72 e dunque, al più tardi, allo scadere dello sesto mese dalla pronuncia dell'ordinanza o anche prima, quando vi si ravvisi la necessità.

Ai fini dell'impugnazione, il comma 3 stabilisce che le misure provvisorie di sicurezza vengono equiparate alla custodia cautelare, con la conseguenza che le ordinanze applicative di tali misure potranno essere sottoposte a riesame su richiesta dell'imputato o del suo difensore (art. 309, mentre le corrispondenti ordinanze di diniego potranno essere appellate dal pubblico ministero ai sensi dell'articolo 310.

Ulteriore conseguenza di tale equiparazione è l'assoggettabilità alla disciplina della riparazione per l'ingiusta detenzione.

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