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Articolo 522 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Compenso del custode

Dispositivo dell'art. 522 Codice di procedura civile

Il custode non ha diritto a compenso se non l'ha chiesto e se non gli è stato riconosciuto dall'ufficiale giudiziario all'atto della nomina [65] (1)(2).

Nessun compenso può attribuirsi alle persone indicate nel primo comma dell'articolo precedente [66 2] (3).

Note

(1) Il compenso viene liquidato al custode con decreto del giudice dell'esecuzione e, di norma, viene posto a carico del creditore procedente. Infatti, ai sensi dell'art. 90 del c.p.c., l'anticipazione delle spese necessarie alla custodia, è a carico del creditore procedente, al quale spetta, con privilegio, un rimborso sul ricavato.
Nel caso in cui sia nominato custode sia un Istituto di vendita giudiziaria, autorizzato dal Ministero di Grazia e Giustizia a svolgere attività di deposito e custodia, il compenso sarà dovuto, per espressa previsione normativa (159), senza che siano necessarie un'espressa richiesta e l'autorizzazione del giudice.
(2) Il decreto di liquidazione del compenso ha natura di ingiunzione di pagamento nei confronti della parte indicata nel provvedimento come obbligata all'anticipazione del compenso stesso. Tuttavia, appare opportuno precisare che il decreto con cui il giudice provvede alla liquidazione del compenso spettante al custode dei beni pignorati non può equipararsi ad ogni effetto al decreto ingiuntivo emesso ai sensi dell'art. 633 del c.p.c. e, in particolare, non è soggetto alla sanzione di inefficacia di cui all'art. 644 del c.p.c. per omessa notificazione nel termine dei quaranta giorni dalla pronuncia.
(3) Viene escluso espressamente il diritto al compenso in tutti i casi in cui sia nominata custode una delle parti in lite, anche se con il consenso della controparte, posto che, se il contendente nominato custode risultasse poi soccombente, non avrebbe titolo per ottenere dalla controparte il compenso per un'attività resa necessaria da una sua pretesa o da una resistenza prive di fondamento. La stessa conseguenza si produrrebbe anche se risultasse vittorioso, poichè la sua attività si sarebbe risolta nella gestione di un bene in favore di sè stesso, per cui sarebbe incongruo attribuirgli un compenso da porre a carico della controparte.
Infine, non spetterebbe nessun compenso in caso di omessa richiesta o in caso di richiesta negata dall'ufficiale giudiziario al momento della nomina.

Massime relative all'art. 522 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 24959/2011

L'ambito applicativo dell'art. 522, secondo comma, c.p.c. - operante anche in tema di sequestro giudiziario - che, attraverso il rinvio all'art. 521 c.p.c., esclude il diritto al compenso in tutti i casi in cui sia nominata custode del bene sequestrato una delle parti sostanziali del giudizio, non può estendersi al di là del suo significato letterale, onde la norma non è riferibile all'attività svolta dal curatore fallimentare, il quale sia stato nominato custode dal giudice del sequestro, trattandosi di attività che, non essendo riconducibile all'ambito delle funzioni spettanti al medesimo quale amministratore del patrimonio del creditore sequestrante, va remunerata separatamente.

Cass. civ. n. 2875/2003

In tema di esecuzione mobiliare, il creditore procedente è obbligato a corrispondere al custode dei beni pignorati (art. 522, c.p.c.) l'indennità a questi spettante per l'attività di custodia, nel caso in cui il ricavato della vendita di detti beni non sia stato sufficiente al pagamento del compenso, dovendo invece escludersi che siffatto obbligo gravi sul terzo intervenuto nell'esecuzione, che non abbia provocato atti del procedimento. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, la quale aveva escluso che il terzo intervenuto nell'esecuzione fosse obbligato a corrispondere il compenso al custode, in quanto non aveva compiuto atti del procedimento, ma si era limitato a prospettare l'opportunità della sostituzione del custode inizialmente designato).

Cass. civ. n. 4870/1997

Al custode nominato direttamente dal giudice che dispone il sequestro non è applicabile l'art. 522 c.p.c. per la parte in cui stabilisce che il terzo che è stato nominato custode dall'ufficiale giudiziario non ha diritto a compenso se non l'ha chiesto e non gli è stato riconosciuto dall'ufficiale giudiziario all'atto della nomina.

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