Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 337 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Sospensione dell'esecuzione e dei processi

Dispositivo dell'art. 337 Codice di procedura civile

L'esecuzione della sentenza non è sospesa per effetto dell'impugnazione di essa (1), salve le disposizioni degli articoli 283, 373, 401 e 407 (2).

Quando l'autorità di una sentenza è invocata in un diverso processo, questo può essere sospeso, se tale sentenza è impugnata (3).

Note

(1) La norma costituisce corollario a quella sull'esecuzione provvisoria della sentenza di primo grado (art. 282 del c.p.c.).
L'impugnazione, quindi, non sospende di per sé né l'efficacia esecutiva della sentenza né il processo esecutivo eventualmente già iniziato. Casomai, sarà il giudice dell'impugnazione ad avere la facoltà di sospendere, su istanza di parte, l'esecuzione della sentenza impugnata (art. 283 del c.p.c.).
(2) Comma così modificato con l. 26 novembre 1990, n. 353.
(3) Il secondo comma è formulato in modo tale da aver dato adito a numerosi dubbi sulla reale volontà del legislatore.
Secondo un primo orientamento, la norma prevederebbe un'ipotesi di sospensione facoltativa (se tra le cause esistesse un rapporto di pregiudizialità-dipendenza, la sospensione sarebbe necessaria ex art. 295 del c.p.c.) rimessa ad una valutazione discrezionale del giudice, insindacabile in sede di legittimità. Il suo ambito di applicazione andrebbe circoscritto ai casi in cui la sentenza sia impugnata per revocazione straordinaria o opposizione di terzo ex art. 404, primo comma, ed abbia già autorità di cosa giudicata: solo l'autorità di questa sentenza potrebbe essere invocata in altro giudizio.
Altra parte della dottrina, invece, sostiene che la sentenza la cui autorità sia invocabile in un diverso processo potrebbe essere anche una sentenza non ancora passata in giudicato: tali autori riconoscono alla sentenza di primo grado un'efficacia di accertamento del rapporto sostanziale anche fuori del processo in cui è stata pronunciata, rendendola entro questi limiti immediatamente operante.

Massime relative all'art. 337 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 18494/2018

Il provvedimento di sospensione del processo ex art. 337, comma 2, c.p.c. può essere impugnato, in applicazione analogica di quanto previsto dall'art. 42 c.p.c. per le ordinanze di sospensione del processo per cd. pregiudizialità-dipendenza, mediante regolamento di competenza, rimedio che, anche in tale ipotesi, conserva la propria struttura e funzione, sicché la Corte di cassazione deve verificare la ricorrenza del rapporto di pregiudizialità ravvisato dal giudice "a quo".

Cass. civ. n. 17936/2018

Quando tra due giudizi esista un rapporto di pregiudizialità e quello pregiudicante sia stato definito con sentenza non passata in giudicato, la sospensione del giudizio pregiudicato può essere disposta soltanto ai sensi dell'art. 337, comma 2, c.p.c., sicché, ove il giudice abbia provveduto ex art. 295 c.p.c., il relativo provvedimento è illegittimo e deve essere, dunque, annullato, ferma restando la possibilità, da parte del giudice di merito dinanzi al quale il giudizio andrà riassunto, di un nuovo e motivato provvedimento di sospensione in base al menzionato art. 337, comma 2, c.p.c. (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha cassato il provvedimento con cui il Tribunale aveva disposto la sospensione del giudizio nel quale era stata chiesta la restituzione di un immobile detenuto senza titolo dal convenuto in seguito alla avvenuta pronuncia di risoluzione, in altro procedimento, di un contratto preliminare perché, contro tale pronuncia, pendeva ricorso in cassazione).

Cass. civ. n. 12773/2017

Il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo avente ad oggetto la restituzione di somme versate a seguito di una sentenza di condanna in primo grado, poi riformata in appello, non può essere sospeso ex art. 337, comma 2, c.p.c., in attesa della decisione sul ricorso per cassazione proposto avverso la stessa sentenza di riforma, atteso che tra i due procedimenti non ricorre un rapporto di pregiudizialità logico-giuridica tale da giustificare la sospensione dell’opposizione suddetta, e costituente presupposto comune alle ipotesi di sospensione sia necessaria, ex art. 295 c.p.c., che facoltativa, ex art. 337, comma 2, c.p.c., in quest’ultima occorrendo, peraltro, anche una valutazione del giudice della causa dipendente sulla controvertibilità effettiva della decisione impugnata.

Cass. civ. n. 375/2013

In tema di sospensione del processo, qualora penda in sede di legittimità il giudizio sulla risoluzione di un contratto di locazione e, contemporaneamente, penda in primo grado un altro giudizio sulla nullità e sostituzione "ex lege" del medesimo contratto, quest'ultimo giudizio non è soggetto alla sospensione necessaria ex art. 295 c.p.c., in attesa che si formi il giudicato sulla risoluzione, bensì alla sospensione facoltativa ex art. 337 c.p.c., che il giudice può disporre ove ritenga di non poggiarsi sull'autorità della sentenza impugnata.

Cass. civ. n. 21348/2012

Quando fra due giudizi esista rapporto di pregiudizialità, e quello pregiudicante sia stato definito con sentenza non passata in giudicato, la sospensione del giudizio sulla causa pregiudicata, salvi i casi in cui essa sia imposta da una disposizione specifica, è possibile soltanto ai sensi dell'art. 337 c.p.c., pur se la sentenza di primo grado, la cui autorità è invocata, sia stata emessa dal giudice amministrativo, dovendosi anche in tal caso identificare il rilievo di una sentenza oggetto di impugnazione, pronunciata nell'esercizio di una specifica giurisdizione, con riguardo al bene della vita del quale si discute davanti al giudice ordinario.

Cass. civ. n. 10027/2012

Salvi soltanto i casi in cui la sospensione del giudizio sulla causa pregiudicata sia imposta da una disposizione specifica ed in modo che debba attendersi che sulla causa pregiudicante sia pronunciata sentenza passata in giudicato, quando fra due giudizi esista rapporto di pregiudizialità, e quello pregiudicante sia stato definito con sentenza non passata in giudicato, è possibile la sospensione del giudizio pregiudicato soltanto ai sensi dell'art. 337 c.p.c., come si trae dall'interpretazione sistematica della disciplina del processo, in cui un ruolo decisivo riveste l'art. 282 c.p.c.: il diritto pronunciato dal giudice di primo grado, invero, qualifica la posizione delle parti in modo diverso da quello dello stato originario di lite, giustificando sia l'esecuzione provvisoria, sia l'autorità della sentenza di primo grado. Pertanto, allorché penda, in grado di appello, sia il giudizio in cui è stata pronunciata una sentenza su causa di riconoscimento di paternità naturale e che l'abbia dichiarata, sia il giudizio che su tale base abbia accolto la domanda di petizione di eredità, ed entrambe le sentenze siano state impugnate, il secondo giudizio non deve di necessità essere sospeso, in attesa che nel primo si formi la cosa giudicata sulla dichiarazione di paternità naturale, ma può esserlo, ai sensi dell'art. 337 c.p.c., se il giudice del secondo giudizio non intenda riconoscere l'autorità dell'altra decisione. Non ostano, a tale conclusione, le disposizioni degli artt. 573 e 715 c.c., non essendo in questione il momento dal quale si producono gli effetti della dichiarazione di filiazione naturale, ma il potere del giudice, cui la seconda domanda sia proposta, di conoscerne sulla base della filiazione naturale già riconosciuta con sentenza, pur non ancora passata in giudicato.

Cass. civ. n. 9478/2012

impugnata - trova applicazione allorché gli effetti dichiarativi o costitutivi della sentenza invocata siano pregiudiziali all'oggetto del processo nel quale si fanno valere, e presuppone, pertanto, la necessità di due decisioni: una nella controversia che costituisce l'indispensabile antecedente logico e giuridico della decisione dell'altra o nella quale viene decisa una questione fondamentale comune alla seconda lite, e l'altra nel secondo processo (che viene sospeso), nel quale si dibattono questioni conseguenziali o domande più ampie. (Nella specie, la S. C, in applicazione degli enunciati principi, ha annullato l'ordinanza di sospensione del processo resa dal tribunale, ai sensi dell'art. 337, secondo comma, c.p.c., in attesa della decisione dell'appello sull'ordinanza dichiarativa dell'estinzione relativa alle domande formulate dai convenuti).

Cass. civ. n. 23483/2007

Nell'ipotesi di contemporanea pendenza del giudizio sul licenziamento e dell'opposizione a decreto ingiuntivo concernente l'indennità sostitutiva della reintegrazione nel posto di lavoro, il secondo giudizio non può essere sospeso ai sensi dell'art. 337 c.p.c., atteso che avendo i due distinti processi entrambi fondamento nella illegittimità del licenziamento, non ricorre l'ipotesi, disciplinata dal citato articolo, in cui l'autorità di una sentenza è invocata in un diverso processo; né il secondo dei suddetti giudizi può essere sospeso ex art. 295 c.p.c. poiché, essendo provvisoriamente esecutiva la sentenza dichiarativa del licenziamento per effetto dell'art. 18 della legge n. 300 del 1970, la sospensione del processo che ha per oggetto l'indennità sostitutiva equivarrebbe alla sospensione della provvisoria esecutorietà della suddetta pronuncia; del resto, la mancata sospensione non può determinare contraddittorietà di giudicati, visto che il disposto dell'art. 336, secondo comma, c.p.c. comporta che la riforma o la cassazione della sentenza concernente l'accertamento del diritto pone nel nulla la sentenza che abbia deciso sul quantum.

Cass. civ. n. 5006/2002

In tema di sospensione del processo, poiché l'art. 295 c.p.c., la cui ratio è quella di evitare il rischio di un conflitto tra giudicati, fa esclusivo riferimento all'ipotesi in cui fra due cause pendenti davanti allo stesso giudice o a due giudici diversi esista un nesso di pregiudizialità in senso tecnico-giuridico e non già in senso meramente logico, la sospensione necessaria del processo non può essere disposta nell'ipotesi di contemporanea pendenza davanti a due giudici diversi del giudizio sull'an debeatur e di quello sul quantum (fra i quali esiste un rapporto di pregiudizialità solamente in senso logico), essendo in tal caso applicabile l'art. 337 secondo comma c.p.c. — il quale, in caso di impugnazione di una sentenza la cui autorità possa essere invocata in un separato processo, prevede soltanto la possibilità della sospensione facoltativa di tale processo —, e tenuto conto altresì del fatto che a norma dell'art. 336, secondo comma, c.p.c., la riforma o la cassazione della sentenza sull'an determina l'automatica caducazione della sentenza sul quantum, anche se su quest'ultima sia sia formato un giudicato apparente.

Tesi di laurea correlate all'articolo

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli € 29,90

N.B.: una volta effettuato il pagamento sarà possibile inviare documenti o altro materiale relativo al quesito posto; indicazioni sulle modalità dell'invio verranno fornite via email.

SEI UN AVVOCATO?
AFFIDA A NOI LE TUE RICERCHE!

Sei un professionista e necessiti di una ricerca giuridica su questo articolo? Un cliente ti ha chiesto un parere su questo argomento o devi redigere un atto riguardante la materia?
Inviaci la tua richiesta e ottieni in tempi brevissimi quanto ti serve per lo svolgimento della tua attività professionale!

Testi per approfondire questo articolo

  • Il filtro dell'appello. Saggi, materiali e provvedimenti

    Collana: Focus
    Data di pubblicazione: novembre 2013
    Prezzo: 25,00 -5% 23,75 €
    Categorie: Appello

    Dal settembre 2012 il nostro processo civile conosce un nuovo istituto: il filtro in appello. Il libro offre non soltanto una ricostruzione teorico-critica dei nuovi artt. 348-b/s e 348-ter c.p.c. (scritti in un linguaggio che non risulta perspicuo né di agevole esegesi), ma anche la vivida rappresentazione di quel ch'è avvenuto nei palazzi di giustizia, nella vita degli operatori del diritto che s'avvicinano titubanti e circospetti a codesto misterioso filtro e degli... (continua)

  • I casi di filtro in appello

    Autore: Mocci Mauro
    Collana: Casi risolti nel diritto
    Pagine: 200
    Data di pubblicazione: dicembre 2013
    Prezzo: 22,00 -5% 20,90 €
    Categorie: Appello

    L'opera, aggiornata alla recente giurisprudenza, tratta nel dettaglio le particolarità di questo nuovo istituto introdotto per filtrare le eventuali cause di appello. Dopo l'inquadramento dell'istituto e il commento delle implementazioni a livello procedurale sia per il magistrato che per l'avvocato, si passano in rassegna alcune pronunce che illustrano le particolarità nella struttura dell'atto e soprattutto le considerazioni del magistrato preposto a valutare... (continua)

  • L' appello civile. Con aggiornamento online

    Editore: Giappichelli
    Data di pubblicazione: marzo 2016
    Prezzo: 79,00 -5% 75,05 €
    Categorie: Appello

    L'appello, nel processo civile italiano del XXI secolo, non è più ciò che tradizionalmente era stato, novum iudicium inteso a porre rimedio non solo agli errori del primo giudice, ma anche alle omissioni e alle insufficienze delle difese, nella consapevolezza che non tutto sulla singola fattispecie riesce chiaro a un semplice e unico sguardo, ma che la ricerca della verità relazionale nel processo, con metodo dialettico e isonomico, è percorso faticoso e... (continua)

  • Impugnazioni e filtro in appello

    Pagine: 350
    Data di pubblicazione: aprile 2013
    Prezzo: 56,00 -5% 53,20 €
    Categorie: Appello

    L’opera, aggiornata alla recente giurisprudenza e alla L. 134/2012 che inserisce il cosiddetto ”filtro in appello”, si pone come manuale di riferimento per tutte le problematiche relative ai mezzi di impugnazione delle sentenze che sono: l’appello, il ricorso per cassazione, la revocazione e l’opposizione di terzo.

    Oltre al commento autorale che nel dettaglio illustra gli istituti e le procedure è stata inserita a fine paragrafo, ove possibile,... (continua)

  • Diritto processuale civile
    Il processo di cognizione e le impugnazioni

    Editore: Giappichelli
    Pagine: 358
    Data di pubblicazione: ottobre 2013
    Prezzo: 27 €

    Edizione aggiornata al d.l. 21 giugno 2013, n. 69 e alla l. di conv. 9 agosto 2013, n. 98.

    (continua)
  • Le novità in materia di impugnazioni. Atti dell'Incontro di studio (Firenze, 12 aprile 2013)

    Pagine: 240
    Data di pubblicazione: giugno 2014
    Prezzo: 25,00 -5% 23,75 €

    RELAZIONI

    Giampiero Balena, Le novità relative all’appello

    Mauro Bove, Ancóra sul controllo della motivazione in Cassazione

    Angelo Converso, Il filtro. La prassi delle Corti d’appello

    INTERVENTI

    Vittoria Barsotti

    Girolamo Monteleone.

    Andrea Graziosi.

    Cinzia Gamba

    Roberto Poli

    Giuliano Scarselli

    Antonio Carratta

    Francesco P. Luiso

    Gian Franco Ricci

    (continua)
  • Commentario del codice di procedura civile
    Articoli 323-394

    Data di pubblicazione: settembre 2013
    Prezzo: 130,00 -5% 123,50 €

    Il volume è un commentario articolo per articolo o per gruppi di articoli alle norme del codice, alle principali leggi collegate e alla normativa speciale. Il testo di ogni articolo è scomposto in "frammenti" numerati e ad ogni numero corrisponde un paragrafo del commento in cui gli autori analizzano la norma nel dettaglio. Questa impostazione consente una lettura veloce, per individuare rapidamente le informazioni necessarie per affrontare un caso concreto, ma non preclude... (continua)

  • Il nuovo appello civile

    Editore: Zanichelli
    Collana: Strumenti del diritto
    Pagine: 400
    Data di pubblicazione: maggio 2017
    Prezzo: 80,00 -5% 76,00 €
    Categorie: Appello
    Dopo l'intensa rielaborazione normativa dell'istituto, culminata nella legge 134 del 2012, e la stagione giurisprudenziale che ha preceduto e seguito la riforma, per quasi cinque anni, il volume tenta una ricostruzione sistematica dell'appello civile, con particolare attenzione alle parallele evoluzioni degli ordinamenti europei, alcune delle quali, almeno nelle intenzioni del legislatore, sono state il modello a cui ha attinto l'ordinamento italiano. Per gli evidenti riflessi sistematici,... (continua)
  • Le impugnazioni civili

    Collana: Argomenti del diritto
    Data di pubblicazione: settembre 2013
    Prezzo: 72,00 -5% 68,40 €

    La trattazione ha ad oggetto la disciplina delle impugnazioni, considerata nella sua globalità. Sono quindi presi dapprima in esame i profili attinenti alla parte generale delle impugnazioni, e quindi al giudicato formale, nonché alla legittimazione ed all’interesse ad impugnare, alla pluralità di parti, alle vicende anomale (inammissibilità, improcedibilità ed estinzione), ed infine all’effetto espansivo interno ed esterno. Segue... (continua)

  • Le impugnazioni nel processo civile

    Editore: Giuffrè
    Collana: Teoria e pratica del diritto. Maior
    Data di pubblicazione: maggio 2014
    Prezzo: 54,00 -5% 51,30 €
    Categorie: Appello, Cassazione

    Il volume misura lo stato dell'arte, in continua evoluzione, del cantiere Giustizia, relativo alle impugnazioni civili, sottoponendo a disamina meticolosa i vari profili che ne occupano il non facile spazio. L'opera offre riferimenti certi per un approccio realistico alle tematiche che interessano la sfera dei mezzi impugnatori attraverso l'analisi dei più recenti approdi giurisprudenziali e dottrinali, sviluppando così una trattazione esaustiva tale da costituire un valido... (continua)