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Articolo 290 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Contumacia dell'attore

Dispositivo dell'art. 290 Codice di procedura civile

Nel dichiarare la contumacia dell'attore a norma dell'articolo 171 ultimo comma (1), il giudice istruttore, se il convenuto ne fa richiesta, ordina che sia proseguito il giudizio e dà le disposizioni previste nell'articolo 187 (2), altrimenti dispone che la causa sia cancellata dal ruolo e il processo si estingue (3).

Note

(1) La contumacia dell'attore si ha quando egli non si sia costituito entro i termini di cui all'art. 165 del c.p.c. e, contestualmente, il convenuto si sia tempestivamente costituito nel termine di cui all'art. 166 del c.p.c..
E' considerata una mancata costituzione anche quella invalida, ad esempio perché avvenuta a mezzo di difensore munito di procura invalida.
(2) Il giudice può, insomma, anche in assenza dell'attore, proseguire sia con l'istruzione della causa che rimetterne la decisione al collegio quando essa sia matura per la definizione (art. 187 del c.p.c.).
(3) Se l'attore dimostra di non avere interesse nella causa non costituendosi e il convenuto dimostra altrettanto non chiedendone la prosecuzione, è logico che il processo debba estinguersi.

Ratio Legis

La contumacia dell'attore è una circostanza che non si verifica di frequente, e di solito è originata da fatti che determinerebbero la cessazione della materia del contendere, come l'adempimento dell'obbligazione dedotta in giudizio. E' altrettanto raro, come si può immaginare, che il convenuto intenda continuare nel procedimento senza l'attore.
E' bene ricordare che in favore del contumace risultato vittorioso nella causa, il giudice non può disporre condanna alle spese in quanto egli non ha sostenuto alcuna spesa per lo svolgimento dell'attività difensiva.

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Contumacia

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