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Articolo 6 Codice della strada

(D.lgs. 30 aprile 1992, n. 285)

[Aggiornato al 26/02/2020]

Regolamentazione della circolazione fuori dei centri abitati

Dispositivo dell'art. 6 Codice della strada

1. Il prefetto, per motivi di sicurezza pubblica o inerenti alla sicurezza della circolazione, di tutela della salute, nonché per esigenze di carattere militare può, conformemente alle direttive del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sospendere temporaneamente la circolazione di tutte o di alcune categorie di utenti sulle strade o su tratti di esse. Il prefetto, inoltre, nei giorni festivi o in particolari altri giorni fissati con apposito calendario, da emanarsi con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, può vietare la circolazione di veicoli adibiti al trasporto di cose. Nel regolamento sono stabilite le condizioni ed eventuali deroghe.

2. Il prefetto stabilisce, anno per anno, le opportune prescrizioni per il transito periodico di armenti e di greggi determinando, quando occorra, gli itinerari e gli intervalli di tempo e di spazio.

3. [Per le strade militari i poteri di cui ai commi 1 e 2 sono esercitati dal comandante della regione militare territoriale.](2)

4. L'ente proprietario della strada può, con l'ordinanza di cui all'art. 5, comma 3:

  1. a) disporre, per il tempo strettamente necessario, la sospensione della circolazione di tutte o di alcune categorie di utenti per motivi di incolumità pubblica ovvero per urgenti e improrogabili motivi attinenti alla tutela del patrimonio stradale o ad esigenze di carattere tecnico;
  2. b) stabilire obblighi, divieti e limitazioni di carattere temporaneo o permanente per ciascuna strada o tratto di essa, o per determinate categorie di utenti, in relazione alle esigenze della circolazione o alle caratteristiche strutturali delle strade;
  3. c) riservare corsie, anche protette, a determinate categorie di veicoli, anche con guida di rotaie, o a veicoli destinati a determinati usi;
  4. d) vietare o limitare o subordinare al pagamento di una somma il parcheggio o la sosta dei veicoli;
  5. e) prescrivere che i veicoli siano muniti ovvero abbiano a bordo mezzi antisdrucciolevoli o pneumatici invernali idonei alla marcia su neve o su ghiaccio;
  6. f) vietare temporaneamente la sosta su strade o tratti di strade per esigenze di carattere tecnico o di pulizia, rendendo noto tale divieto con i prescritti segnali non meno di quarantotto ore prima ed eventualmente con altri mezzi appropriati;
  7. [f-bis) prescrivere al di fuori dei centri abitati, in previsione di manifestazioni atmosferiche nevose di rilevante intensità, l'utilizzo esclusivo di pneumatici invernali, qualora non sia possibile garantire adeguate condizioni di sicurezza per la circolazione stradale e per l'incolumità delle persone mediante il ricorso a soluzioni alternative.](4)

5. Le ordinanze di cui al comma 4 sono emanate:

  1. a) per le strade e le autostrade statali, dal capo dell'ufficio periferico dell'A.N.A.S. competente per territorio;
  2. b) per le strade regionali, dal presidente della giunta;
  3. c) per le strade provinciali, dal presidente della provincia;
  4. d) per le strade comunali e le strade vicinali, dal sindaco;
  5. [e) per le strade militari, dal comandante della regione militare territoriale.](3)

6. Per le strade e le autostrade in concessione, i poteri dell'ente proprietario della strada sono esercitati dal concessionario, previa comunicazione all'ente concedente. In caso di urgenza, i relativi provvedimenti possono essere adottati anche senza la preventiva comunicazione al concedente, che può revocare gli stessi.

7. Nell'àmbito degli aeroporti aperti al traffico aereo civile e nelle aree portuali, la competenza a disciplinare la circolazione delle strade interne aperte all'uso pubblico è riservata rispettivamente al direttore della circoscrizione aeroportuale competente per territorio e al comandante di porto capo di circondario, i quali vi provvedono a mezzo di ordinanze, in conformità alle norme del presente codice. Nell'àmbito degli aeroporti ove le aerostazioni siano affidate in gestione a enti o società, il potere di ordinanza viene esercitato dal direttore della circoscrizione aeroportuale competente per territorio, sentiti gli enti e le società interessati.

8. Le autorità che hanno disposto la sospensione della circolazione di cui ai commi 1 e 4, lettere a) e b), possono accordare, per esigenze gravi e indifferibili o per accertate necessità, deroghe o permessi, subordinati a speciali condizioni e cautele.

9. Tutte le strade statali sono a precedenza, salvo che l'autorità competente disponga diversamente in particolari intersezioni in relazione alla classifica di cui all'art. 2, comma 2. Sulle altre strade o tratti di strade la precedenza è stabilita dagli enti proprietari sulla base della classificazione di cui all'articolo 2, comma 2. In caso di controversia decide, con proprio decreto, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. La precedenza deve essere resa nota con i prescritti segnali da installare a cura e spese dell'ente proprietario della strada che ha la precedenza.

10. L'ente proprietario della strada a precedenza, quando la intensità o la sicurezza del traffico lo richiedano, può, con ordinanza, prescrivere ai conducenti l'obbligo di fermarsi prima di immettersi sulla strada a precedenza.

11. Quando si tratti di due strade entrambe a precedenza, appartenenti allo stesso ente, l'ente deve stabilire l'obbligo di dare la precedenza ovvero anche l'obbligo di arrestarsi all'intersezione; quando si tratti di due strade a precedenza appartenenti a enti diversi, gli obblighi suddetti devono essere stabiliti di intesa fra gli enti stessi. Qualora l'accordo non venga raggiunto, decide con proprio decreto il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

12. Chiunque non ottempera ai provvedimenti di sospensione della circolazione emanati a norma dei commi 1 e 3 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 173 a € 695. Se la violazione è commessa dal conducente di un veicolo adibito al trasporto di cose, la sanzione amministrativa è del pagamento di una somma da € 431 a € 1.734. In questa ultima ipotesi dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da uno a quattro mesi, nonché della sospensione della carta di circolazione del veicolo per lo stesso periodo ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.

13. Chiunque viola le prescrizioni di cui al comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 26 a € 102.

14. Chiunque viola gli altri obblighi, divieti e limitazioni previsti nel presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 87 a € 345. Nei casi di sosta vietata la sanzione amministrativa è del pagamento di una somma da € 41 a € 167 qualora la violazione si prolunghi oltre le ventiquattro ore, la sanzione amministrativa pecuniaria è applicata per ogni periodo di ventiquattro ore per il quale si protrae la violazione.

15. Nelle ipotesi di violazione del comma 12 l'agente accertatore intima al conducente di non proseguire il viaggio finché non spiri il termine del divieto di circolazione; egli deve, quando la sosta nel luogo in cui è stata accertata la violazione costituisce intralcio alla circolazione, provvedere a che il veicolo sia condotto in un luogo vicino in cui effettuare la sosta. Di quanto sopra è fatta menzione nel verbale di contestazione. Durante la sosta la responsabilità del veicolo e del relativo carico rimane al conducente. Se le disposizioni come sopra impartite non sono osservate, la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente è da due a sei mesi.

Note

(1) Lettera modificata dalla legge 29 luglio 2010 n.120
(2) Comma abrogato dal D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66.
(3) Lettera abrogata dal D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66.
(4) Lettera aggiunta dal D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con L. 17 dicembre 2012, n. 221, e successivamente soppresso dala L. 24 dicembre 2012, n. 228.

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Consulenze legali
relative all'articolo 6 Codice della strada

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

Giovanni P. chiede
mercoledì 27/07/2016 - Piemonte
“Buongiorno, abito in una piccola frazione montana in Piemonte.
La mia abitazione è raggiungibile solo tramite una strada vicinale sulla quale incombono due immobili - il primo ad uso abitazione ed il secondo ad uso deposito e stalla (quasi mai utilizzato d'inverno) - di proprietà di un vicino di casa.
Entrambi gli immobili hanno tetti in lamiera consunti dal tempo e privi di fermaneve.
La frazione si trova ad oltre 1000 metri di altezza e, ogni anno, con l'arrivo dell'inverno, la mia via di accesso a casa viene ostruita dai cumuli di neve che cadono dai suddetti tetti.
Ho chiesto più volte al mio vicino di aiutarmi a pulire la strada ma, fino ad oggi, ho ricevuto solo risposte negative e, addirittura, l'invito "ad andare a piedi e di corsa" per evitare il rischio di essere travolto dalla neve che cade dai tetti.
Vorrei sapere se vi è un obbligo di fermaneve o di compartecipazione ai costi di pulitura della strada da parte del mio vicino di casa.”
Consulenza legale i 02/08/2016
L’art. 2 C.d.S. equipara la strada vicinale alla strada comunale. Occorrerebbe sapere se per tale strada è previsto un uso pubblico oppure no.
Nel primo caso, infatti, il comune deve contribuire alle spese di manutenzione e la strada viene considerata demaniale; nel caso, invece, di strada vicinale ad uso non pubblico, il comune può contribuire alle spese ma di fatto queste competono ai privati e la strada non sarà considerata demaniale.

Da quanto si può desumere dal quesito posto, dovrebbe esistere una servitù di passaggio, vale a dire un “peso” sul fondo servente – in questo caso, la strada – che consiste nel far passare per la strada medesima il proprietario dell’immobile intercluso. In ogni caso, anche qualora non esista alcun tipo di servitù formalizzata, si potrebbe ipotizzare un’usucapione della stessa: un possesso (e quindi un esercizio del passaggio) non interrotto per venti anni, a cui va aggiunto il possesso del proprietario precedente (sì come stabilito dalla Cassazione, sent. 18909/2012).

In altre parole, dunque, il proprietario dell’immobile sito in fondo alla strada parrebbe essere titolare di una servitù di passaggio: ciò che consente l’applicazione tanto dell’art. 1067 c.c. (per il quale il proprietario del fondo servente – vale a dire, il proprietario dei due immobili privi di fermaneve – non può fare nulla che renda più gravosa la servitù) quanto dell’art. 1079 c.c. (che consente l’azione per far cessare le turbative nell’esercizio della servitù).

Inoltre, l'art. 1069 c.c. prevede che le opere necessarie per conservare la servitù debbano essere realizzate a cura e spese del proprietario del fondo dominante, sempre che la situazione dei luoghi non sia stata alterata da manomissioni e/o innovazioni compiute dal proprietario del fondo servente (Cass., sent. 3534/1993): si ritiene che la mancata manutenzione dei tetti in lamiera possa essere considerata un'alterazione della situazione dei luoghi, sì da far sussistere l'obbligo di spese a carico del proprietario del fondo servente.

Si badi che – qualora si decida di agire in giudizio ai sensi dell’art. 1079 c.c. – occorre esperire il tentativo obbligatorio di mediazione (ciò che sarebbe auspicabile per consentire di chiudere la questione in sede stragiudiziale, senza aggravio di costi).

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