Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 2375 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Verbale delle deliberazioni dell'assemblea

Dispositivo dell'art. 2375 Codice civile

Le deliberazioni dell'assemblea devono constare da verbale sottoscritto dal presidente e dal segretario o dal notaio [2368]. Il verbale deve indicare la data dell'assemblea e, anche in allegato, l'identità dei partecipanti (1) e il capitale rappresentato da ciascuno; deve altresì indicare le modalità e il risultato delle votazioni e deve consentire, anche per allegato, l'identificazione dei soci favorevoli, astenuti o dissenzienti. Nel verbale devono essere riassunte, su richiesta dei soci, le loro dichiarazioni pertinenti all'ordine del giorno.

Il verbale dell'assemblea straordinaria [2365] deve essere redatto da un notaio [2371, 2421, n. 3].

Il verbale deve essere redatto senza ritardo, nei tempi necessari per la tempestiva esecuzione degli obblighi di deposito o di pubblicazione.

Note

(1) L'elenco nominativo dei partecipanti all'assemblea, allegato al verbale redatto dal notaio, non fa prova fino a querela di falso dell'effettiva titolarità della partecipazione sociale in capo ad un soggetto, in quanto lo status di socio è una situazione giuridica, non un fatto storico che il pubblico ufficiale non può attestare come vero.

Ratio Legis

La nuova formulazione della norma ha risolto l'antica quaestio sulle modalità di redazione del verbale di assemblea.
Se lo stesso dovesse essere redatto: in forma sintetica, con indicazione del solo numero dei soci e delle azioni intervenute e della maggioranza che aveva consentito l'approvazione della deliberazione in oggetto, o in forma analitica (modalità prescritta dalla disposizione).

Spiegazione dell'art. 2375 Codice civile

Il verbale dell'assemblea ordinaria è atto del presidente (2371) e del segretario. Nell'assemblea straordinaria la verbalizzazione è attività esclusiva del notaio. La funzione del verbale è quella di documentare la costituzione e l'attività dell'assemblea e le delibere da questa approvate.
Il verbale deve essere redatto in forma analitica e non sintetica: deve contenere l'identità di tutti i presenti, il capitale rappresentato e le modalità di votazione.
È discusso se il verbale notarile di assemblea abbia natura di atto pubblico. Formalmente contiene tutti gli elementi caratterizzanti l'atto pubblico notarile. Dal punto di vista sostanziale, però, esso attribuisce pubblica fede solo alle dichiarazioni rese dal presidente dell'assemblea al notaio e non quelle rese dai soci al presidente dell'assemblea. In definitiva gli si può attribuire natura giuridica di atto pubblico sui generis.
Il verbale può essere anche non contestuale all'assemblea, purché sia redatto nei tempi necessari per il deposito o la pubblicazione.
Si discute se il verbale possa essere sottoscritto dal solo notaio e non anche dal presidente. Tale interpretazione deriva dalla lettura della norma in cui si dice che il verbale possa essere "sottoscritto dal presidente e dal segretario o dal notaio". Una parte della dottrina ritiene che il verbale possa essere sottoscritto dal solo notaio qualora il presidente non sia costituito in atto, si tratterebbe, dunque, di atto senza parti. Tuttavia la giurisprudenza prevalente e altra parte della dottrina sostengono che la presenza del notaio sia alternativa al segretario, di conseguenza il verbale deve essere sottoscritto anche dal presidente.
Il verbale dell'assemblea ordinaria fa prova delle dichiarazioni dei soci solo se queste vengono riassunte e sottoscritte dai soci medesimi.
Il verbale notarile di assemblea , essendo atto pubblico, è assistito dalla speciale efficacia probatoria di cui all'art. 2700 e, dunque, fa prova fino a querela di falso.

Massime relative all'art. 2375 Codice civile

Cass. civ. n. 603/2017

L’indicazione nominativa dei partecipanti e dei votanti ad un’assemblea di società per azioni consente di verificare se i voti siano stati validamente espressi dai soggetti a ciò legittimati ed è, quindi, necessaria per ricostruire la genesi del processo deliberativo ed accertare la validità delle determinazioni assunte. Ne consegue che, ove manchi la relativa documentazione (anche in foglio separato, purché “allegato” al verbale, in modo da farne parte integrante, e cioè richiamato ovvero allo stesso materialmente unito), la delibera è annullabile.

Cass. civ. n. 22763/2012

Nella società per azioni quotata in borsa, l'elenco nominativo dei partecipanti all'assemblea, allegato al verbale redatto da notaio, non fa prova fino a querela di falso dell'effettiva titolarità della partecipazione sociale in capo al soggetto indicato nell'elenco, giacché lo "status" di socio è una situazione giuridica, non un fatto storico che il pubblico ufficiale possa attestare come vero, non essendo preclusa, quindi, senza che neppure occorra un formale disconoscimento della scrittura, la dimostrazione, con altri mezzi, dell'essere il partecipante intervenuto non in proprio nome, ma in nome altrui. Pertanto, la deliberazione assembleare presa col voto di un soggetto che non abbia inviato alla CONSOB la comunicazione prescritta dall'art. 120 del d.l.vo n. 58 del 1998 non è invalida, ove comunque risulti che egli non abbia votato nell'esercizio della propria partecipazione sociale, rilevante ai fini dell'obbligo di comunicazione, bensì quale depositario delle azioni altrui.

Cass. civ. n. 11959/2010

La funzione del notaio, intervenuto all'assemblea straordinaria di una società, è essenzialmente quella di certificare le attività avvenute in sua presenza (operazioni di voto, esito delle stesse, maggioranze, ecc.) e non quella di verificare la legittimazione degli intervenuti nell'assemblea stessa (funzione, quest'ultima, spettante agli organi amministrativi, quali il presidente del consiglio di amministrazione o l'amministratore).

Cass. civ. n. 16393/2007

L'omessa verbalizzazione dell'identificazione dei soci partecipanti ad un'assemblea di società per azioni non determina automaticamente la nullità assoluta della deliberazione, essendo necessario dimostrare e non soltanto supporre il difetto di costituzione dell'organo deliberante, in quanto l'identificazione può avvenire anche in modo informale ed implicito mediante l'attestazione presidenziale della valida costituzione dell'assemblea (fattispecie anteriore al D.L.vo n. 6 del 2003).

Cass. civ. n. 8222/2007

In tema di azzeramento del capitale sociale e di ricostituzione del medesimo, la mancata redazione del verbale della delibera da parte di un notaio, come prescritto dall'art. 2375, secondo comma, c.c. per le delibere riservate alla competenza dell'assemblea straordinaria, non comporta inesistenza dell'atto, né impossibilità od illiceità dell'oggetto della delibera (che sono le sole ipotesi nelle quali la stessa è inficiata da nullità), ma dà luogo ad un vizio del procedimento integrante un'ipotesi di annullabilità della deliberazione. (Fattispecie anteriore all'operatività della riforma delle società di capitali, di cui al D.L.vo n. 6 del 2003).

Cass. civ. n. 20771/2004

In tema di società di capitali, nei confronti dei terzi creditori estranei all'organizzazione sociale, tra amministratore e società opera, in generale, il principio di immedesimazione organica, il quale comporta che la relativa obbligazione sorga direttamente in capo a quest'ultima, mentre una (cor)responsabilità a carico dell'amministratore in aggiunta o in alternativa a quella della società è configurabile, malgrado il rapporto di immedesimazione organica, soltanto se introdotta in modo espresso da specifiche disposizioni di legge. Ne consegue che, versandosi al di fuori di una di queste ultime ipotesi, nei confronti del notaio che abbia prestato la propria opera professionale per la redazione del verbale di assemblea straordinaria della società, risponde, in applicazione del principio generale, esclusivamente la società medesima, e non anche il presidente del consiglio di amministrazione della società che abbia presieduto l'assemblea straordinaria per la cui riunione sia stata chiesta la prestazione professionale del notaio medesimo; né a diversa soluzione induce l'art. 78, primo comma, della legge 16 febbraio 1913, n. 89 (Ordinamento del notariato e degli archivi notarili), in tema di pagamento degli onorari e diritti accessori di competenza del notaio, posto che tale norma aggiunge alla responsabilità del cliente quella, solidale, degli altri soggetti che sono stati pur essi parti nell'atto rogato dal notaio, laddove il presidente del consiglio di amministrazione della società non riveste la qualifica di parte nell'ambito del detto verbale.

Cass. civ. n. 560/2001

Il verbale di assemblea ordinaria di una società di capitali, se redatto (secondo l'espressa previsione dell'art. 2375 c.c.) da un notaio come atto tipico rientrante nelle sue attribuzioni d'ufficio, ha le caratteristiche dell'atto pubblico, giusta disposto dell'art. 2421, comma primo n. 3 c.c., ed è, pertanto, assistito dalla speciale efficacia probatoria di cui all' art. 2700 stesso codice, con conseguente inammissibilità della richiesta di provare l'infedele redazione del verbale stesso mercè l'esibizione e la produzione di nastri di registrazione magnetica (così eludendo la regola che impone, all'uopo, il procedimento di querela di falso).

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli € 29,90

N.B.: una volta effettuato il pagamento sarà possibile inviare documenti o altro materiale relativo al quesito posto; indicazioni sulle modalità dell'invio verranno fornite via email.

SEI UN AVVOCATO?
AFFIDA A NOI LE TUE RICERCHE!

Sei un professionista e necessiti di una ricerca giuridica su questo articolo? Un cliente ti ha chiesto un parere su questo argomento o devi redigere un atto riguardante la materia?
Inviaci la tua richiesta e ottieni in tempi brevissimi quanto ti serve per lo svolgimento della tua attività professionale!

Consulenze legali
relative all'articolo 2375 Codice civile

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

Angelo F. chiede
martedì 26/07/2016 - Puglia
“verbale di assemblea straordinaria regolarmente convocata c/o notaio. Dallo stesso verbale si desume la presenza dell'amministratore ,la presenza di un socio (95%) per delega e la assenza del socio di minoranza (5%). Nella delega non si riconosce il delegato né tanto meno il notaio lo menziona. E' nulla la predetta assemblea ?”
Consulenza legale i 01/08/2016
Gli artt. 2363 c.c. e ss. e 2479 e ss c.c. regolano l’assemblea – rispettivamente – per la S.p.A. e la s.r.l.
Sono previste in entrambe i casi le partecipazioni su delega. In particolare, l’art. 2372 c.c. prevede che “la rappresentanza deve essere conferita per iscritto e i documenti relativi devono essere conservati dalla società … la delega non può essere rilasciata con il nome del rappresentante in bianco … il rappresentante può farsi sostituire solo da chi sia espressamente indicato nella delega”.
In altre parole, dunque, la delega non può essere fatta in bianco, ma devono essere presenti i dati anagrafici del delegato (oltre che quelli del delegante): in caso contrario, la delega è nulla. Ciò significa che la delibera adottata nel caso di specie – posto che il delegante è anche socio di maggioranza della società – sarà radicalmente nulla, nel senso che è come se mai fosse stata acquisita.
Le modalità di impugnazione della delibera sono indicate dall’art. 2377 c.c. per ciò che concerne la S.p.A. e dall’art. 2479 ter c.c. per quanto concerne la s.r.l.
Sarebbe forse opportuno tentare un dialogo con il socio di maggioranza delegante e con il notaio, in modo da convocare una nuova assemblea straordinaria al fine di annullare la precedente (senza quindi adire l’autorità giudiziaria per evitare costi e tempi lunghi).

Testi per approfondire questo articolo