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Articolo 1689 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Diritti del destinatario

Dispositivo dell'art. 1689 Codice civile

I diritti nascenti dal contratto di trasporto verso il vettore (1) spettano al destinatario dal momento in cui, arrivate le cose a destinazione o scaduto il termine in cui sarebbero dovute arrivare, il destinatario ne richiede la riconsegna al vettore [1691 3] (2).

Il destinatario non può esercitare i diritti nascenti dal contratto se non verso pagamento al vettore dei crediti derivanti dal trasporto (3) [2761 1] e degli assegni da cui le cose trasportate sono gravate [1692]. Nel caso in cui l'ammontare delle somme dovute sia controverso, il destinatario deve depositare la differenza contestata presso un istituto di credito [251 disp. att.].

Note

(1) Tra di essi il più importante è il diritto alla consegna della merce.
(2) La norma presuppone che il vettore debba consegnare il bene ad un destinatario diverso dal mittente, ciò che configura un contratto a favore di terzo (1411 c.c.).
(3) Tra di essi vi sono il prezzo dovuto per il servizio di trasporto e quello dovuto quale prezzo dei beni. Se è il destinatario a dover pagare tali crediti si parla di "porto assegnato", se vengono soddisfatti dal mittente di "porto affrancato".

Ratio Legis

Se il trasporto deve essere eseguito a favore di un destinatario diverso dal mittente, esso configura un contratto a favore di terzo (1411 c.c.): pertanto, il diritto del terzo si consolida quando questi chiede la consegna, analogamente a quanto accade con la dichiarazione del terzo di voler profittare della stipula (v. 1411, 2 c.c.).

Spiegazione dell'art. 1689 Codice civile

Diritti del destinatario

Il legislatore del '42 mantiene integra, circa la posizione giuridica del destinatario, la costruzione giuridica del contratto come contratto a favore di terzi. Il destinatario non è cioè considerato come cessionario dei diritti del mittente, ma come acquirente di un diritto iure proprio verso il vettore, avente causa nel contratto stipulato tra il vettore e il mittente, ma non influenzato dagli altri rapporti eventualmente intercorrenti tra il vettore e il mittente (articolo 1411).

Il punto delicato di questa costruzione sta nella necessità di coordinare il diritto del destinatario con il diritto del mittente di disporre delle cose durante il viaggio (art. 1685). La regola generale in materia di contratto a favore di terzi, secondo cui il terzo beneficiario dichiarando di profittare della stipulazione, può in qualunque momento rendere irrevocabile e immodificabile dallo stipulante la stipulazione (art. 1411), non è adeguata alle esigenze speciali del contratto di trasporto. Per le esigenze particolari del contratto di trasporto il diritto del destinatario deve essere soggetto a un termine: l'arrivo delle cose a destinazione o, per il caso di perdita, la scadenza del termine in cui avrebbe dovuto arrivare, e a una condizione (condicio iuris): che prima di tale momento il mittente non abbia modificato la destinazione della cosa. Inoltre, non potendo il diritto di disposizione sulle cose rimanere sottratto al mittente, per il caso che il destinatario, anche dopo l'arrivo delle cose a destinazione, non intenda ritirarle, la sostituzione del destinatario al mittente nella titolarità dei diritti nascenti dal contratto non può non esser subordinata a un atto di adesione del destinatario al contratto, come ulteriore condicio iuris per il perfezionamento del suo diritto.

La disciplina della posizione del destinatario risponde precisamente a questi concetti. L'innovazione principale introdotta dal nuovo codice consiste in questo: che mentre secondo l'abrogato codice di commercio la sostituzione del destinatario al mittente nei diritti nascenti dal contratto avviene nel momento, in cui giunta la cosa a destinazione o scaduto il termine in cui avrebbe dovuto arrivare, il vettore consegna al destinatario la lettera di vettura o il destinatario ne chiede la riconsegna, secondo il codice del '42, che non prevede più un obbligo di consegna, ma solo di esibizione della lettera di vettura al destinatario (art. 1687), la sostituzione del destinatario al mittente nei diritti nascenti dal contratto di trasporto avviene "nel momento in cui arrivate le cose a destinazione o scaduto il termine in cui avrebbero dovuto arrivare, il destinatario ne richiede la riconsegna al vettore" (art. 1689). Quindi anche dopo l'arrivo effettivo (o legale) della cosa a destinazione fino a che il destinatario non richiede la riconsegna, il diritto di disposizione della cosa di fronte al vettore resta al mittente.


Legittimazione del destinatario

Il destinatario deve naturalmente legittimarsi, cioè dimostrare la sua identità personale con la persona indicata come destinatario nel contratto, con ogni mezzo di prova idoneo, secondo i principi generali (articoli 1188, 1189). Né il dimostrarsi proprietario della cosa, né il consenso del mittente risultante da atti estranei al contratto di trasporto sono per se stessi sufficienti. Né come titolo di legittimazione è decisivo il possesso del duplicato della lettera di vettura o della ricevuta di carico (a meno naturalmente che si tratti di documento all'ordine), e neppure il possesso della lettera di avviso del vettore.

Ove il destinatario agisca per mezzo di rappresentante, deve essere provata la rappresentanza. Se in luogo del destinatario si presenta un suo cessionario, deve essere data la prova della cessione.
Poiché il diritto del destinatario deriva direttamente dal contratto, anche se resta subordinato per il suo perfezionarsi a un atto di adesione successivo, il suo diritto passa de iure agli eredi, anche se egli sia morto dopo la conclusione del contratto e prima della sua adesione al medesimo.
Per la « richiesta di riconsegna » da parte del destinatario la legge non richiede né forme, né prove speciali. Essa è una dichiarazione unilaterale recettizia che può risultare in qualunque modo, verbis et re.


Oneri del destinatario

Con la richiesta di riconsegna i diritti nascenti dal contratto di trasporto si radicano nel destinatario, però condizionatamente all'adempimento da parte del destinatario delle prestazioni correlative nascenti dal contratto di trasporto. Queste prestazioni comprendono: a) il pagamento dei crediti del vettore per delegazione del mittente; tali crediti possono avere per oggetto il porto assegnato (vedi sopra); le spese eventuali sostenute dal vettore per prestazioni accessorie al trasporto (operazioni doganali, sanitarie ecc.) o anticipate dal vettore per trasporti precedenti; b) il pagamento dei crediti del mittente, della cui riscossione il vettore sia incaricato come mandatario dal mittente (assegni di valore).

Non si tratta di prestazioni in obligatione per il destinatario, perché il destinatario è libero di non eseguirle rinunciando alla riconsegna delle cose a lui destinate, ma di prestazioni in conditione, nel senso che il destinatario che richiede la riconsegna può ottenerne l'esecuzione solo « verso » il compimento di pari passo (zug um zug) delle prestazioni a suo carico.
Il diritto del destinatario, cioè, è un diritto doppiamente condizionato: nel suo perfezionamento in quanto il perfezionamento dipende dal fatto che, dopo l'arrivo effettivo o legale della cosa a destinazione, il destinatario ne richieda la riconsegna, prima che il vettore ne vari la destinazione; e nel suo esercizio, in quanto il diritto è esercitabile solo verso adempimento delle prestazioni dovute al vettore. Donde la conseguenza che se il destinatario non dichiara di avvalersi del suo diritto o non lo esercita nei modi voluti dal contratto, i diritti nascenti dal contratto profittano al mittente o per meglio dire si consolidano nel mittente, in armonia del resto al principio generale già posto in materia di contratto a favore di terzi dall'art. 1411 ult. cpv. In relazione a questo principio si spiegano le norme dell'art. 1690 circa i cosiddetti impedimenti alla riconsegna.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

Massime relative all'art. 1689 Codice civile

Cass. civ. n. 11744/2018

Il contratto di trasporto di cose, quando il destinatario è persona diversa dal mittente, si configura come contratto tra mittente e vettore a favore del terzo destinatario, in cui i diritti e gli obblighi del destinatario verso il vettore nascono con la consegna delle cose a destinazione o con la richiesta di consegna, che integra la "dichiarazione di volerne profittare", ai sensi dell'art. 1411 c.c., e segna il momento in cui il destinatario fa propri gli effetti del contratto, da tale momento potendosi il vettore rivolgere solo a lui per il soddisfacimento del credito di rimborso e corrispettivo.

Cass. civ. n. 24400/2010

In tema di contratto di trasporto ed anche nell'ipotesi di vendita con spedizione, la legittimazione a domandare il risarcimento del danno per inesatto adempimento nei confronti del vettore spetta, alternativamente, al destinatario od al mittente, a seconda che i danni abbiano esplicato i loro effetti nella sfera patrimoniale dell'uno o dell'altro. (Nella specie, relativa a vendita internazionale, la S.C. ha affermato che il vettore principale e submittente era legittimato a chiedere il risarcimento dei danni, essendo stato dimostrato che lo stesso aveva tacitato le ragioni del destinatario e sopportato le conseguenze dell'inesatto adempimento del subvettore, per perdita parziale del carico). 

Cass. civ. n. 2094/2008

Nell'ipotesi di assicurazione del carico contro la perdita e le avarie occorse durante il trasporto, per stabilire la titolarità del diritto all'indennizzo per la merce trasportata, occorre considerare l'incidenza del pregiudizio conseguente alla perdita ovvero al deterioramento delle cose trasportate, per cui la legittimazione del destinatario sussiste, ai sensi dell'art. 1689 c.c., solo dal momento in cui, arrivate le cose a destinazione o scaduto il termine in cui sarebbero dovute arrivare, lo stesso ne abbia richiesto la riconsegna la vettore. (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata con cui era stato riconosciuto il diritto di surroga dell'assicuratore del destinatario della merce, senza avere accertato se quest'ultimo era diventato proprietario della merce stessa per averne chiesto la riconsegna al vettore).

Cass. civ. n. 3665/2006

In tema di trasporto di cose, il diritto del destinatario deriva direttamente dal contratto, anche se subordinato, per il suo perfezionamento, ad un atto di adesione successivo con il quale egli si sostituisce al mittente nei diritti nascenti dal trasporto. Tale atto può consistere, in caso di arrivo delle cose a destinazione o di scadenza del termine pattuito, nella richiesta di riconsegna delle cose rivolta al vettore, così che, ove una parte del carico sia rimasta danneggiata e il destinatario abbia richiesto e ottenuto la riconsegna della parte restante, a norma dell'art. 1689 c.c. egli ha diritto al risarcimento del danno conseguente alla perdita od avaria, senza che assuma rilevanza la restituzione al mittente della parte di carico danneggiata. Allo stesso modo il subentro del destinatario al mittente nei diritti nascenti dal contratto di trasporto avviene ogni qual volta il destinatario accetti la cosa danneggiata e proceda alla verifica dell'avaria in modo autonomo, così ponendo in essere degli atti di esercizio del potere di fatto sulle cose trasportate, comprovanti l'avvenuta riconsegna delle cose stesse e, quindi, l'esaurimento del rapporto contrattuale di trasporto.

Cass. civ. n. 18300/2003

Nel contratto di trasporto di cose, dal momento in cui il destinatario richiede al vettore la consegna della merce, egli subentra di diritto al mittente nei diritti nascenti dal contratto di trasporto verso il vettore ed altresì nell'obbligo di pagare al vettore i crediti derivanti dal trasporto, tra i quali in primo luogo, l'obbligo di corrispondere al vettore il corrispettivo del trasporto, a prescindere dall'esistenza di eventuali «assegni», ovvero crediti del mittente verso il destinatario, gravanti sulla merce; se il vettore effettua la consegna senza pretendere il contemporaneo pagamento del corrispettivo del trasporto dal destinatario, incorre nella perdita dell'azione verso il mittente, anche se non perde quella nei confronti del destinatario.

Cass. civ. n. 7634/2003

Nei trasporto di cose la sostituzione del destinatario al mittente nei diritti nascenti dal contratto ha luogo, nel caso di perdita delle cose consegnate al vettore, soltanto dal momento in cui, scaduto il termine legale o convenzionale della consegna, il destinatario sia venuto a conoscenza di tale evento a seguito della richiesta di riconsegna della merce, con la conseguenza che, in assenza di tale richiesta, la legittimazione all'azione di risarcimento del danno contro il vettore, permane in capo al mittente.

Cass. civ. n. 4650/1999

In tema di contratto di trasporto di cose - che si configura come contratto a favore di terzi - il destinatario, dopo che abbia chiesto o comunque ricevuto la consegna della merce, acquista tutti i diritti nascenti dal contratto, compreso quello al risarcimento del danno subito dal carico, a prescindere dal pagamento dei crediti relativi al trasporto.

Cass. civ. n. 5084/1998

Nei trasporto di cose, qualora il vettore, convenuto in giudizio dal mittente, contesti la legittimazione di quest'ultimo in favore di quella del destinatario, su di lui incombe l'onere della prova dell'avvenuta richiesta della riconsegna della merce da parte del destinatario ai sensi dell'art. 1689 c.c., applicabile anche allo spedizioniere vettore di cui all'art. 1741 c.c.

Cass. civ. n. 9369/1997

I diritti derivanti dal contratto di trasporto di cose — che si configura come contratto a favore di terzi — spettano esclusivamente al destinatario e non al mittente con la conseguenza che quest'ultimo non è legittimato ad agire nei confronti del vettore per il risarcimento del danno indirettamente subito in conseguenza dello sconto accordato al destinatario a causa della ritardata consegna della merce. L'anzidetto principio opera a fortiori in tema di vendita con spedizione, nella quale, anche in ipotesi di vendita internazionale, il mittente-venditore si libera dall'obbligo della consegna nel momento stesso dell'affidamento della merce al vettore.

Cass. civ. n. 8854/1996

In tema di trasporto di cose, poiché ai sensi dell'art. 1689 c.c. il destinatario diviene titolare dei diritti nascenti dal contratto solo dal momento in cui, verificatesi le condizioni previste dal citato articolo, può chiederne la riconsegna al vettore, la prescrizione di quei diritti non può decorrere da epoca anteriore, ma solo da quando — arrivate le cose a destinazione o scaduto il termine in cui sarebbero dovute arrivare — egli può farli valere, manifestando la propria adesione al contratto con la richiesta di riconsegna. (Nei caso di specie in ragione del principio affermato è stata cessata la decisione di merito nella parte in cui i giudici dell'appello avevano invece ritenuto che il termine di prescrizione dovesse decorrere dal momento anteriore in cui il destinatario aveva chiesto al vettore di trattenere le merci affidategli dal mittente nei suoi magazzini e di posticiparne la riconsegna).

Cass. civ. n. 1775/1981

Il pagamento al vettore dei crediti derivanti dal trasporto e degli assegni da cui le merci siano gravate — integrando un'applicazione particolare del principio di autotutela di cui all'art. 1460 c.c. — costituisce condizione per l'esercizio dell'azione tendente all'adempimento del contratto, cioè allo svincolo ed alla riconsegna delle cose trasportate, ma non anche di tutti i diritti ed azioni che ab origine spettavano al mittente — ivi compresa l'azione risarcitoria per perdita od avaria della merce che, ai sensi del primo comma dell'art. 1689 c.c., al momento della riconsegna della merce si trasferiscono al destinatario senza riserve.

Cass. civ. n. 4822/1979

Dal disposto del secondo comma dell'art. 1689 c.c. e dal successivo art. 1692, nel contratto di trasporto di cose da consegnarsi a persona diversa dal mittente, qualora la cosa spedita sia gravata di assegni, l'obbligo del pagamento degli stessi nonché dei crediti del vettore è a carico del destinatario e sorge, salvo diverso specifico accordo intervenuto tra le parti, solo dal momento in cui il predetto abbia ricevuto la cosa.

Cass. civ. n. 1034/1978

In tema di trasporto di cose, qualora una parte del carico sia andata perduta o sia rimasta danneggiata, ed il destinatario abbia chiesto ed ottenuto la riconsegna della restante parte, trova applicazione l'art. 1689 primo comma Cod. civ., in forza del quale i diritti nascenti dal contratto di trasporto verso il vettore spettano al destinatario, non al mittente. Fra tali diritti deve comprendersi quello al risarcimento del danno conseguente a detta perdita od avaria, atteso che al destinataria stesso, divenuto creditore iure proprio della prestazione cui per contratto è tenuto il vettore, allorché, arrivate le cose a destinazione, o scaduto il termine in cui sarebbero dovute arrivare, provveda a richiederne la riconsegna, non può non riconoscersi, per il caso di inadempimento, la spettanza della prestazione riparatoria dell'inadempimento medesimo e della violazione degli interessi regolati dal contratto.

Cass. civ. n. 1588/1977

Nel trasporto di cose, il diritto del destinatario di ottenere la riconsegna è condizionato al soddisfacimento di tutti i crediti derivanti al vettore dal contratto (art. 1689 secondo comma cod. civ.), e, pertanto, non solo del corrispettivo pattuito, ma anche degli ulteriori crediti che siano maturati per il protrarsi dell'attività di custodia e conservazione delle cose trasportate, a seguito del legittimo rifiuto di riconsegnarle.

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