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Articolo 1683 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Indicazioni e documenti che devono essere forniti al vettore

Dispositivo dell'art. 1683 Codice civile

Il mittente deve indicare con esattezza al vettore il nome del destinatario e il luogo di destinazione, la natura, il peso, la quantità e il numero delle cose da trasportare e gli altri estremi necessari per eseguire il trasporto (1).

Se per l'esecuzione del trasporto occorrono particolari documenti (2), il mittente deve rimetterli al vettore all'atto in cui consegna le cose da trasportare (3).

Sono a carico del mittente i danni che derivano dall'omissione o dall'inesattezza delle indicazioni o dalla mancata consegna o irregolarità dei documenti.

Note

(1) Di solito nel contratto di trasporto una parte, mittente, affida al vettore un bene affinchè lo consegni ad un destinatario: in tal caso si configura un contratto a favore di terzo (1411 c.c.).
(2) Ad esempio la lettera di vettura di cui all'art. art. 1684 del c.c..
(3) In ogni caso il contratto rimane consensuale (1678, 1376 c.c.).

Ratio Legis

In applicazione del principio di buona fede (1175 c.c.) il mittente deve mettere il vettore nelle condizioni migliori per eseguire il contratto.

Spiegazione dell'art. 1683 Codice civile

Consegna al vettore della cosa e dei documenti di accompagnamento

Sono considerati in quest'articolo gli atti di cooperazione dovuti dal mittente al luogo di partenza.
L'atto di cooperazione essenziale — la consegna della cosa da trasportare — non è particolarmente menzionato, ma è sottinteso, restandone rimesse le modalità alle leggi speciali, agli usi e alla convenzione. La legge precisa invece le indicazioni che il mittente deve dare al vettore all'atto della consegna, relativamente all'oggetto del trasporto (natura, peso, qualità, numero), alla sua destinazione (luogo di destinazione e nome del destinatario) e ad ogni altro elemento necessario per l'esecuzione del trasporto, nonché l'obbligo di rimettere i documenti (doganali, sanitari, fiscali ecc.), eventualmente occorrenti per l'esecuzione del trasporto.

In conformità dei principi generali (art. 1207), ogni omissione o difetto del mittente in proposito pone a suo carico il ritardo o l'impossibilita nell'esecuzione del trasporto, che ne derivi, nonché i danni che il vettore venga a sopportare (cfr. art. 391 cod. comm.).
Il codice non si occupa degli effetti della mora debendi del mittente nel pagamento del prezzo, ove questo debba essere affrancato all'atto della spedizione, né della mora debendi del vettore nel ricevere in consegna le cose da trasportare; ma per ciò valgono i principi generali (articoli 1218 segg. ; 1453 segg.).

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

Massime relative all'art. 1683 Codice civile

Cass. civ. n. 1712/2000

In tema di responsabilità del vettore nel trasporto di cose, nel vigente codice civile non sussiste più la presunzione iuris et de iure che la perdita dei valori non denunciati sia dovuta al fatto dello stesso mittente. Attualmente, combinando l'onere di esatta indicazione della natura delle cose da trasportare (a carico del mittente ex art. 1683 comma primo c.c.) con la sanzione per cui «sono a carico del mittente i danni che derivano dall'omissione o dall'inesattezza delle indicazioni» (art. 1683 comma terzo c.c.), e con il principio secondo il quale il vettore non risponde della perdita o avaria che deriva dal «fatto del mittente» (art. 1693 comma primo c.c.), la materia risulta regolata nel senso che occorre, volta per volta, accertare se l'omissione delle indicazioni sia stata la causa della perdita dei valori avvenuta per difetto di quelle speciali e congrue misure di custodia che, da un lato, il vettore avrebbe dovuto adottare al fine di evitare la perdita della cosa trasportata e, dall'altro, egli non abbia attuato proprio per non essere stato messo sull'avviso. In simile ipotesi si può parlare, in relazione all'art. 1693 c.c. comma primo, di perdita per fatto del mittente, e, ad un tempo, si verifica la fattispecie dell'art. 1683 comma terzo c.c.

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