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Articolo 74 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

[Aggiornato al 10/06/2019]

Parentela

Dispositivo dell'art. 74 Codice civile

La parentela è il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite, sia nel caso in cui la filiazione è avvenuta all'interno del matrimonio, sia nel caso in cui è avvenuta al di fuori di esso, sia nel caso in cui il figlio è adottivo. Il vincolo di parentela non sorge nei casi di adozione di persone maggiori di età, di cui agli articoli 291 e seguenti(1)(2).

Note

(1) Articolo sostituito dall'art. 1 della legge 10 dicembre 2012, n. 219. Il testo precedente recitava: "La parentela è il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite".

(2) Il D. Lgs. 28 dicembre 2013, n. 154 ha disposto, con l'art. 104, comma 4, che "I diritti successori che discendono dall'articolo 74 del codice civile, come modificato dalla legge 10 dicembre 2012, n. 219, sulle eredità aperte anteriormente al termine della sua entrata in vigore si prescrivono a far data da suddetto termine".

Ratio Legis

L'articolo 74 del codice civile è stato recentemente sostituito dalla disposizione riportata, ad opera della Legge 10 dicembre 2012, n. 219 pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 17 dicembre 2012, n. 293.
Il proposito è dichiaratamente quello di eliminare qualsiasi forma di discriminazione tra i figli legittimi ed i figli naturali, ossia quelli nati fuori dal matrimonio. Appare quindi utile analizzare la ratio della ridetta legge, come sottolineata dal Ministero dell'Interno con la Circolare 27 dicembre 2012, n. 33 che illustra le novità principali della riforma. Nella volontà del Legislatore si è cercato di addivenire al superamento di ogni ineguaglianza normativa tra figli legittimi e figli naturali, in virtù del principio della unicità dello status di "figlio", con conseguenti e significativi riflessi giuridici nella materia dello stato civile.

Spiegazione dell'art. 74 Codice civile

Enormi e di rilievo le differenze con l'impostazione vigente sino a tutto il 2012, ossia all'idea secondo cui la parentela fosse solo quella riconosciuta nell'ambito della famiglia fondata sull'atto giuridico con il quale un uomo ed una donna si impegnano a condividere la propria vita: ora una relazione stabile e duratura, pur non fondata sul matrimonio, acquista pari rilevanza giuridica.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

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Consulenze legali
relative all'articolo 74 Codice civile

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

Alessio M. chiede
lunedì 26/02/2018 - Toscana
“premessa:
-muore carlo, figlio di bruno, che a sua volta era figlio di aldo, aldo ha anche una figlia eleonora, che a sua volta ha un figlio federico.
-bruno ha una moglie francesca, che a sua volta ha una sorella maria, maria a sua volta ha una figlia anna.
-carlo era figlio unico, non sposato, senza figli e non ha lasciato testamento.
-gli unici in vita sono federico, figlio di eleonora, e anna, figlia di maria.
domanda:
- chi, tra federico ed anna, secondo gli art.74 cod.civ., art.75 cod.civ., art76 cod.civ. 1° e 2° comma, art.572 cod.civ., succede al defunto carlo?
e' corretta la seguente mia interpretazione ?
- poichè federico e carlo, pur non discendendo l'uno dall'altro, hanno in comune lo stipite, cioè l'anziano aldo, succede a carlo, federico; in quanto anna, non ha in comune con carlo, lo stipite aldo.
attendo la vs. risposta e relativi commenti, grazie.”
Consulenza legale i 05/03/2018
Il ragionamento di cui al quesito è solo parzialmente corretto.
Le norme del codice civile in esso citate definiscono e disciplinano la “parentela”, intesa come legame di sangue tra soggetti, in linea retta (ovvero l’uno discende dall’altro) o in linea collaterale (ovvero l’uno non discende dall’altro ma entrambi hanno uno stipite comune).
Lo stipite non è altro che un antenato comune.

Nel caso in esame, siamo in presenza di tre cugini: Carlo, il defunto della cui successione si discute, Federico (cugino da parte di papà) e Maria (cugina da parte di mamma).

E’ certamente corretto sostenere – come fa chi pone il quesito – che Carlo e Federico discendono dal comune stipite Aldo (che è il nonno paterno): essi sono parenti e precisamente parenti di quarto grado.
Tuttavia, ci si dimentica completamente del ramo di parentela materno: anche Maria, infatti, essendo cugina di Carlo da parte di madre, ha in comune uno stipite con Carlo stesso, ovvero il nonno materno, non menzionato nel quesito.
Entrambi dunque discendono da quest’ultimo stipite comune e sono parenti di quarto grado, come Carlo e Federico.

In mancanza di altre categorie di successibili (non vi sono altri parenti in vita) la conclusione è che anche Maria parteciperà alla successione di Carlo, per la stessa quota di Federico.


Carmelo R. chiede
venerdì 24/11/2017 - Toscana
“nella successione legittima quando si parla di STIPITE COMUNE, si intande l'anziano da parte di padre o anche l'anziano da parte di mamma del de cuius.Quando l'articolo 572 recita 'senza distinzione di linea', cosa si intende? linea diretta o linea collaterale? o parenti da parte di mamma e da parte di padre?
grazie.”
Consulenza legale i 24/11/2017
L'art. 74 c.c. definisce la "parentela" come il "vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite".

Si distingue, poi, tra "parenti in linea retta" e "parenti in linea collaterale":

- parenti in linea retta: si tratta delle persone che discendono l'una dall'altra (padre/madre e figlio, nonno/nonna e nipote);

- parenti in linea collaterale: si tratta delle persone che, pur non discendendo l'una dall'altra, sono "parenti" in quanto hanno uno "stipite in comune".

Lo "stipite", in sostanza, è l'antenato in comune a più persone, il quale può essere, dunque, sia da parte di madre che da parte di padre, a seconda dei casi.

Così ad esempio, mettiamoci nella posizione del figlio (A), la cui madre (B) ha un fratello (C). C, dunque, è zio, da parte di madre, di A (e il discorso sarebbe analogo se si trattasse di zio dal lato paterno).

A e C (nipote e zio) sono "parenti in linea collaterale", in quanto hanno uno "stipite comune", vale a dire il nonno e la nonna di A.
Allo stesso modo, fratello e sorella sono parenti in linea collaterale, in quanto discendono dalla stessa madre e/o dallo stesso padre (fratelli germani o fratelli unilaterali).

Per rispondere al suo quesito, dunque, lo "stipite comune" è l'antenato comune a più parenti in linea collaterale, la persona da cui discende una famiglia, indipendentemente dal fatto che si tratti di parenti dal lato materno o paterno.

Infine, quando l'art. 572 c.c. recita "senza distinzione di linea", fa riferimento alla distinzione tra linea retta e linea collaterale, come sopra definite.

Laddove necessitasse di chiarimenti per un caso specifico, la preghiamo di indicarci la sua relazione famigliare con il de cuius citato nel quesito, in modo da poterle chiarire, in concreto, chi sia l'eventuale "stipite comune".


GIOVANNI D. chiede
giovedì 07/02/2013 - Piemonte
“E' MORTA LA CUGINA DI MIA MADRE SENZA TESTAMENTO.
RISULTIAMO EREDI COLLATERALI: MIA ZIA (SORELLA DI MIA MADRE DEFUNTA) ED IO. POICHE' LA CUGINA IN PAROLA ERA FIGLIA DEL FRATELLO DEL PADRE SIA DI MIA MADRE CHE DI MIA ZIA(VIVENTE), IL GRADO DI PARENTELA DOVREBBE ESSERE PER ME E DETTA ZIA IL QUARTO. IO SAREI DI QUINTO GRADO MA, PER RAPPRESENTAZIONE, DOVREI SALIRE AL QUARTO.
ATTENDO UN VS. PREZIOSO PARERE IN MERITO. DISTINTI SALUTI.”
Consulenza legale i 20/02/2013
In merito al quesito proposto si indica che la successione della defunta viene regolata dalle disposizioni relative alla successione legittima, le quali prevedono un sistema completo di successibili che va dal parente più prossimo a quello più lontano, fino al sesto grado. Vale, infatti, la regola della prossimità di grado, in base alla quale il più prossimo esclude tutti gli altri.
Nel caso di specie, il grado di parentela è stato individuato correttamente. Lo scrivente, infatti, risulta parente di quinto grado, mentre la sorella della madre, zia dello scrivente, parente di quarto grado ai sensi dell'art. 76 del c.c.. Quindi, in virtù della regola della prossimità di grado di cui sopra, l'eredità della defunta andrà devoluta alla sorella della madre dello scrivente, in qualità di parente più prossima.
Infatti, lo scrivente non potrà succedere per rappresentazione alla propria ascendente, in quanto lo stesso istituto della rappresentazione (si veda l'art. 467 del c.c. e ss.), in base al quale i discendenti legittimi o naturali possono subentrare in luogo e nel grado del loro ascendente, opera solo quando questo sia figlio o fratello (sorella) del de cuius.

Gianni chiede
giovedì 23/06/2011 - Veneto
“Cosa si intende esattamente per "stipite"?”
Consulenza legale i 23/06/2011

Si risponde con un esempio:
data una famiglia composta di un nonno, tre figli e dodici nipoti lo stipite è il nonno.
E' il soggetto da cui discendono tutti gli altri. E' Il "generatore di stirpe".


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