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Articolo 128 bis Testo unico bancario

(D.lgs. 1 settembre 1993, n. 385)

Risoluzione delle controversie

Dispositivo dell'art. 128 bis Testo unico bancario

1. I soggetti di cui all'articolo 115 aderiscono a sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie con la clientela.

2. Con deliberazione del CICR, su proposta della Banca d'Italia, sono determinati i criteri di svolgimento delle procedure di risoluzione delle controversie e di composizione dell'organo decidente, in modo che risulti assicurata l'imparzialità dello stesso e la rappresentatività dei soggetti interessati. Le procedure devono in ogni caso assicurare la rapidità, l'economicità della soluzione delle controversie e l'effettività della tutela.

3. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non pregiudicano per il cliente il ricorso a ogni altro mezzo di tutela previsto dall'ordinamento.

3-bis. La Banca d'Italia, quando riceve un esposto da parte della clientela dei soggetti di cui al comma 1, indica all'esponente la possibilità di adire i sistemi previsti dal presente articolo.

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Consulenze legali
relative all'articolo 128 bis Testo unico bancario

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

Carmine M. chiede
giovedì 23/05/2019 - Campania
“Quali sono le leggi che regolamentano la richiesta di documenti bancari; in particolare la mia Banca ha l’obbligo di trasmettermi copia del documento di chiusura (recesso) di un mio conto corrente chiuso il 29.11.2010 ( sono trascorsi otto anni e cinque mesi) ?
Nel caso la Banca si rifiutasse, anche se tenuta a fornirmi la predetta copia in coerenza con le norme vigenti, quale attività posso attivare per ottenerla?”
Consulenza legale i 31/05/2019
La materia è regolamentata dal Decreto legislativo, 01/09/1993 n. 385, cosiddetto “Testo unico bancario” e precisamente dal titolo VI rubricato “trasparenza delle condizioni contrattuali con i clienti”.

In particolare, sull’obbligo della Banca di consegnare la documentazione richiesta dal cliente, il comma 4 dell’art. 119 del TUB stabilisce che il cliente ha diritto di “(…) ottenere, a proprie spese, entro un congruo termine e comunque non oltre novanta giorni, copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni. Al cliente possono essere addebitati solo i costi di produzione di tale documentazione.
Ciò significa, per rispondere al quesito, che la Banca ha l’obbligo, se richiesta, di fornire copia del già intervenuto recesso dal rapporto di conto corrente (essendo peraltro non ancora trascorsi 10 anni dal recesso stesso).

Qualora la Banca dovesse rimanere inadempiente agli obblighi di cui al T.U.B. le soluzioni sono molteplici.
Sempre il T.U.B., all’art. 128 bis, precisa che le banche “aderiscono a sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie con la clientela.
In attuazione di questa norma nel 2009 è stato istituito l’Arbitro Bancario Finanziario, il quale si configura come un sistema di risoluzione alternativa delle controversie (ADR) che possono sorgere tra i clienti e le banche e gli altri intermediari in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari.
L'ABF è un organismo indipendente e imparziale nei compiti e nelle decisioni, sostenuto nel suo funzionamento dalla Banca d'Italia.
Il ricorso è deciso esclusivamente sulla base della documentazione prodotta dalle parti (ricorrente e intermediario) e non è necessaria l'assistenza di un avvocato.
Le decisioni dell'ABF non sono vincolanti come quelle del giudice ma, se l'intermediario non le rispetta, la notizia del loro inadempimento è resa pubblica. Dopo una decisione dell'ABF, la parte interessata può comunque ricorrere al giudice ordinario.

Ora, il cliente non è, per legge, obbligato a rivolgersi al’ABF, che l’art. 128 bis del TUB ritiene appunto non vincolante. Ebbene, è quasi certo che, nel caso di specie, nell’intercorso contratto con la Banca fosse presente una clausola che vincolava il cliente, in caso di controversia, ad adìre preventivamente l’ABF. Essendo, tuttavia, il rapporto ormai concluso e non essendo più l’ex correntista legato al contratto, egli potrà scegliere in libertà se avvalersi di questa strumento oppure rivolgersi al Giudice.

Attenzione, tuttavia, che nel caso in cui si decidesse per quest’ultima strada, sarebbe comunque necessario instaurare preventivamente un procedimento di mediazione.

L’articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28 sulla mediazione civile, infatti, obbliga chi intende esercitare in giudizio un'azione relativa a una controversia in materia, tra le altre, di “contratti assicurativi, bancari e finanziari” ad esperire prima la mediazione assistito dal proprio avvocato.
Si tratta di un procedimento stragiudiziale che si tiene davanti ad un mediatore abilitato, il quale non è un giudice e non decide secondo diritto ma si limita a cercare una soluzione condivisa tra le parti.

Pertanto, in conclusione, il cliente che volesse obbligare la Banca a rendere copia della documentazione di cui egli ha legittimamente diritto potrà scegliere se adìre l’Arbitro Bancario Finanziario (sistema veloce e meno oneroso, l’ideale, ad avviso di chi scrive, per risolvere una questione molto semplice e quasi scontata nell’esito come quella qui descritta) oppure se rivolgersi al Giudice avendo cura, preventivamente, di promuovere il procedimento di mediazione, obbligatorio per legge.