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Diritto penale -

Fast fashion e diritto penale: analisi dei delitti contro la persona nella filiera tessile globale

AUTORE:
ANNO ACCADEMICO: 2025
TIPOLOGIA: Tesi di Laurea Magistrale
ATENEO: Universitą degli Studi di Perugia
FACOLTÀ: Giurisprudenza
ABSTRACT
Il presente lavoro analizza le fattispecie plurioffensive sistematicamente commesse nell'ambito del modello di produzione e distribuzione di articoli "fast fashion" (trad. "moda veloce"), approfondendo la categoria dei delitti contro la persona, commessi ai danni dell'incolumità dei lavoratori e dei consumatori.
I prezzi nettamente inferiori rispetto a quelli della moda tradizionale, la riproduzione illecita delle creazioni altrui e il rapido rinnovo settimanale/giornaliero della produzione (da cui deriva l'espressione "fast fashion") costituiscono caratteristiche che attribuiscono al suddetto modello di business una spiccata lesività, acuita dalla presenza di una catena di approvvigionamento poco trasparente.
L'esternalizzazione della produzione all'estero, la dipendenza economica del fornitore nei confronti del proprio committente e l'imposizione di pratiche contrattuali inique alimentano il ricorso a subappalti illegali che incentivano i fenomeni del sommerso d'impresa e del sommerso di lavoro, nonché l'elusione delle normative a tutela dei lavoratori, dei consumatori e dell'ambiente. La presenza di molteplici agenti lungo la catena di approvvigionamento globale e opaca rende difficoltoso imputare la responsabilità penale in capo a coloro che hanno realizzato condotte che hanno causalmente contribuito alla realizzazione del fatto tipico incriminato, spesso frutto di condotte concorrenti, in cui i lavoratori risultano longa manus dell'imprenditore.
Gli operatori della filiera sono costituiti da vittime vulnerabili, il cui consenso al lavoro originariamente prestato risulta inficiato dalla condizione di bisogno (di natura materiale) che li affligge. Essi sono costretti a prestare la propria manodopera in condizioni inumane, all'interno di ambienti pericolosi, subendo minacce e violenze fisiche che non si limitano a integrare pratiche di mobbing, ma si sostanziano in veri e propri atti di reificazione della persona.
La rapida produzione in massa e a prezzi contenuti implica altresì la violazione delle normative in materia di salute e sicurezza dei consumatori, comportando l'immissione in commercio di articoli contententi sostanze bioaccumulabili tossiche per l'ambiente e la salute umana.
La responsabilità giuridica conseguente ai reati della filiera è stata estesa anche alle imprese, non solo attraverso il criterio della corporate social responsability e da accordi internazionali pattizi ma, nell’ordinamento italiano, anche attraverso l’introduzione della responsabilità amministrativa da reato degli enti di cui al D.Lgs. 231/2001 ("Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche"). Tale normativa è volta a istituire organismi e meccanismi di prevenzione dei reati che potrebbero essere commessi in seno all’ente, sebbene la sua applicazione alle multinazionali di moda veloce, costituite sostanzialmente da gruppi di imprese, non risulta ancora chiara, essendovi un vero e proprio vulnus normativo e una debole interpretazione giurisprudenziale.

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