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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 18127 del 31 gennaio 2024
«L'abuso di relazioni di autorità, previsto come circostanza aggravante dall'art. 61, primo comma, n. 11 cod. pen., riguarda principalmente l'autorità privata e presuppone l'esistenza di un rapporto di dipendenza tra il soggetto passivo ed il...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 16127 del 15 marzo 2024
«In tema di circostanze aggravanti, non può considerarsi legittimamente contestata in fatto e ritenuta in sentenza la circostanza di cui all'art. 61, comma primo, n. 11, cod. pen., configurata dall'abuso di relazioni domestiche, qualora...»
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Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 7544 del 25 gennaio 2024
«In tema di abusi sessuali, ai fini della sussistenza della circostanza aggravante comune di aver commesso il fatto con abuso di ospitalità, deve considerarsi ospite chi è accolto, anche occasionalmente, saltuariamente o momentaneamente, nella...»
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Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 45092 del 3 ottobre 2023
«Integra il delitto di peculato, e non quello di truffa aggravata dall'abuso di poteri inerenti una pubblica funzione, la condotta del curatore fallimentare che richieda ai debitori della fallita di effettuare i versamenti delle somme dagli stessi...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 7826 del 30 novembre 2022
«Ai fini del riconoscimento dell'attenuante dell'integrale riparazione del danno, il risarcimento dev'essere integrale ed effettivo, sicché, in caso di riparazione parziale o inadeguata, non può giovare all'imputato la dichiarazione liberatoria...»
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Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 5714 del 17 gennaio 2023
«La circostanza attenuante del concorso del fatto doloso della persona offesa presuppone che la stessa preveda e voglia il medesimo evento dannoso voluto dall'agente come conseguenza della propria cooperazione. (Fattispecie relativa ad omicidio...»
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Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 44704 del 25 ottobre 2024
«Con riferimento al delitto di rapina, l'attenuante della lieve entità, introdotta a seguito della decisione della Corte costituzionale n. 86/2014 può essere riconosciuta indipendentemente dalla sussistenza dell'applicazione della circostanza...»
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Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 21899 del 27 febbraio 2024
«Non può essere invocata l'attenuante della provocazione quando il fatto apparentemente ingiusto della vittima, cui l'agente abbia reagito, sia stato a sua volta determinato da un precedente comportamento ingiusto dello stesso agente o sia frutto...»
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Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 16493 del 23 febbraio 2024
«In tema di circostanze, l'attenuante di cui all'art. 62 n. 6 cod. pen. può essere riconosciuta, nel caso in cui la persona offesa non abbia accettato il risarcimento, solo qualora l'imputato abbia proceduto nelle forme dell'offerta reale di cui...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 11928 del 26 febbraio 2025
«La circostanza attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità è applicabile anche ai reati contro la fede pubblica, ma l'imputato che la invoca deve dimostrare la speciale tenuità sia del lucro perseguito o effettivamente conseguito, sia...»
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Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 31921 del 11 giugno 2024
«Ai sensi dell'art. 620, comma 1, lett. l), cod. proc. pen., la Corte di cassazione può pronunciare sentenza di annullamento senza rinvio, in relazione alla entità della riduzione di pena da applicare per le circostanze attenuanti generiche, anche...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 3671 del 9 febbraio 2024
«Nella ricerca della reale o effettiva volontà delle parti, il criterio letterale deve essere necessariamente riguardato alla stregua degli ulteriori criteri legali d'interpretazione, e in particolare, oltre al comportamento delle parti anche dopo...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 8038 del 25 marzo 2024
«Nei contratti di durata (come la locazione), in cui sono stabilite prestazioni di pagamento secondo scadenze mensili e non in un'unica soluzione, l'essenzialità del termine di ciascuna prestazione di pagamento deve essere espressamente prevista,...»
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Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 29288 del 13 novembre 2024
«Nell'interpretazione del contratto e degli atti di autonomia privata, il criterio letterale va integrato, nell'obiettivo normativamente imposto di ricostruire la volontà delle parti, con gli altri canoni ermeneutici idonei a dare rilievo alla...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 5008 del 26 febbraio 2024
«L'interpretazione delle clausole contrattuali deve essere ispirata dal principio di conservazione ex art. 1367 cod. civ., che deve guidare nella scelta tra un'interpretazione che renda la clausola nulla ed un'interpretazione che armonizzi il...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 5281 del 28 febbraio 2024
«In tema di cessazione del rapporto di agenzia per recesso dell'agente, non viola i canoni legali di ermeneutica contrattuale il giudice che interpreti una clausola del contratto, secondo cui la maturazione di un premio è sospensivamente...»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 17063 del 20 giugno 2024
«Per individuare la comune intenzione delle parti, il giudice deve preliminarmente procedere all'interpretazione letterale dell'atto negoziale e delle singole clausole singolarmente e le une per mezzo delle altre, secondo i criteri ermeneutici...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 25373 del 23 settembre 2024
«La censura di omesso esame decisivo di fatti presuppone la puntuale indicazione di parti del contratto e di clausole specifiche che il giudice di merito ha omesso di considerare. Non basta un richiamo generico alle norme di interpretazione...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 18320 del 27 giugno 2023
«In tema di assicurazione della responsabilità civile la clausola secondo cui l'assicuratore si obbliga a tenere indenne l'assicurato di quanto questi sia tenuto a pagare a titolo di risarcimento dei danni causati "in conseguenza di un fatto...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 28939 del 11 novembre 2024
«L'interpretazione contro l'autore della clausola, ai sensi dell'art. 1370 c.c., rappresenta criterio interpretativo di natura sussidiaria, sicché il giudice del merito non è tenuto a ricorrervi ove, interpretata la clausola in conformità ai...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 15610 del 11 giugno 2025
«In tema di interpretazione delle clausole contrattuali, la norma di cui all'art. 1370 c.c., che prevede l'interpretazione contro lo stipulatore in caso di ambiguità, si applica solo a clausole effettivamente ambigue. Una clausola chiaramente...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 35565 del 20 dicembre 2023
«In materia di comodato, a mente dell'art. 1371 c.c., qualora, nonostante l'applicazione delle norme di interpretazione, il contratto rimanga oscuro, esso deve essere inteso nel senso meno gravoso per l'obbligato, se è a titolo gratuito, e nel...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 6444 del 11 marzo 2025
«Nell'interpretazione di un contratto, il primo criterio da adottare è quello del significato letterale delle parole utilizzate. Solo se questo risulta ambiguo si può ricorrere agli altri canoni interpretativi previsti dal Codice Civile (artt....»
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Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 25221 del 24 agosto 2023
«Il mandato conferito anche nell'interesse di un terzo non rientra nello schema del contratto a favore di terzo ex art. 1411 c.c. e, pertanto, non attribuisce a quest'ultimo, in assenza di uno specifico patto tra mandante e mandatario, il diritto a...»
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Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 36104 del 9 aprile 2024
«Non viola il divieto di "reformatio in peius" il giudice di appello che, in accoglimento dell'impugnazione dell'imputato, nel concorso di due aggravanti ad effetto speciale, avendo escluso quella più grave, applichi, per la residua, un aumento...»
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Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 7966 del 9 gennaio 2024
«Non viola il divieto di "reformatio in peius" il giudice di appello che, in accoglimento dell'impugnazione dell'imputato, nel concorso di due aggravanti ad effetto speciale, avendo escluso quella più grave, applichi, per la residua, un aumento...»
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Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 47747 del 19 luglio 2023
«In tema di quantificazione della pena a seguito di riconoscimento della continuazione tra diversi reati, il giudice deve fornire indicazione e motivazione non solo in ordine alla individuazione della pena base, ma anche in ordine all'entità...»
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Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 46851 del 12 ottobre 2023
«In tema di reato continuato, il giudice di merito, nel calcolare l'incremento sanzionatorio in modo distinto per ciascuno dei reati satellite, non è tenuto a rendere una motivazione specifica e dettagliata qualora individui aumenti di esigua...»
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Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 26807 del 16 marzo 2023
«In caso di ricorso per cassazione avverso una sentenza di condanna cumulativa, relativa a più reati ascritti allo stesso imputato col vincolo della continuazione, l'autonomia delle singole fattispecie di reato e dei rapporti processuali inerenti...»
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Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 23759 del 10 febbraio 2023
«In tema di reati concernenti sostanze stupefacenti, le diverse condotte previste dall'art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, perdono la loro individualità, con conseguente esclusione del concorso formale per effetto dell'assorbimento, se...»