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Articolo 639 bis Codice Penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

[Aggiornato al 16/07/2026]

Casi di esclusione della perseguibilità a querela

Dispositivo dell'art. 639 bis Codice Penale

(1)Nei casi previsti dagli articoli 631, 632, 633, 634 bis e 636 si procede d'ufficio se si tratta di acque, terreni, fondi o edifici pubblici o destinati ad uso pubblico [649](2).

Note

(1) Tale articolo è stato aggiunto dall'art. 97, della l. 24 novembre 1981, n. 689.
(2) Articolo modificato dall'art. 10, comma 2 del D.L. 11 aprile 2025, n. 48, conv. in l. 9 giugno 2025, n. 80.

Ratio Legis

La disposizione in esame trova la propria ratio nella necessità di tutelare le ipotesi in cui la lesione del patrimonio afferisce non al singolo, ma alla collettività.

Spiegazione dell'art. 639 bis Codice Penale

La norma in commento (come modificata dal d.l. n. 48 del 2025, conv. in L. n. 80 del 2025) indica una serie di ipotesi in cui reati, che normalmente sono perseguibili a querela della persona offesa, diventano procedibili d’ufficio.
In particolare, si fa riferimento ai delitti di usurpazione (art. 631 del c.p.), di deviazione di acque e modificazione dello stato dei luoghi (art. 632 del c.p.), di invasione di terreni o edifici (art. 633 del c.p.), di occupazione arbitraria di immobile destinato a domicilio altrui (art. 634 bis del c.p.) e di introduzione o abbandono di animali nel fondo altrui e pascolo abusivo (art. 636 del c.p.).
Ebbene, l’art. 639-bis c.p. stabilisce che si procede d’ufficio quando i suddetti reato sono realizzate su acque, terreni, fondi o edifici pubblici o destinati ad uso pubblico.

Massime relative all'art. 639 bis Codice Penale

Cass. pen. n. 16363/2019

Il delitto di invasione di terreni demaniali di cui agli artt. 633 e 639-bis cod. pen. ha natura permanente, atteso che l'offesa al patrimonio demaniale perdura sino a che continua l'invasione arbitraria del terreno al fine di occuparlo o di trarne profitto, sicché è preclusa, sino a quando la permanenza non sia cessata, l'applicazione della causa di non punibilità per la particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis cod. pen., in ragione della perdurante compressione del bene giuridico per effetto della condotta delittuosa.

Cass. pen. n. 14799/2003

La sola consapevolezza della illegittimità dell'invasione di un altrui bene immobile non vale, di per sé, a rendere configurabile il dolo specifico richiesto per la sussistenza del reato di cui all'art. 633 c.p., caratterizzato dalla finalità di occupare l'immobile o di trarne altrimenti profitto, non potendosi, in particolare confondere — nel caso di beni demaniali, per i quali il reato è perseguibile d'ufficio ai sensi dell'art. 639 bis c.p. — l'elemento soggettivo richiesto per la fattispecie criminosa con quello sufficiente per l'illecito amministrativo dell'omesso pagamento della tassa di occupazione di suolo pubblico.

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