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Articolo 631 Codice penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Usurpazione

Dispositivo dell'art. 631 Codice penale

Chiunque(1), per appropriarsi, in tutto o in parte, dell'altrui cosa immobile(2), ne rimuove o altera i termini(3) è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a duecentosei euro.

Note

(1) Pur essendo un reato comune, non si ritiene questo configurabile qualora la condotta sia posta in essere dal proprietario del bene immobile.
(2) La condotta del soggetto deve essere orientata ad una finalità di appropriazione, intesa come comportamento materiale uti dominus, la quale presuppone la conoscenza dell'altruità del bene immobile
(3) Si tratta di modifiche che rendono tali termini fondiari inservibili alla loro funzione.

Ratio Legis

Il legislatore ha qui voluto tutelare il diritto alle proprietà fondiarie e la loro integrità.

Spiegazione dell'art. 631 Codice penale

La norma in oggetto tutela il diritto di proprietà delle cose immobili, nella propria interezza.

Essa si fonda sul fatto che non è possibile il furto di cose immobili e si configura in tutti i casi di rimozione dei termini apposti ad un bene immobile, non solo dal proprietario del bene medesimo. Se l'alterazione viene attuata non al fine di appropriazione, totale o parziale della cosa immobile altrui, ma al solo fine di esercitare un preteso diritto, il colpevole non risponde di usurpazione, ma di esercizio arbitrario delle proprie ragioni (art. 392).

Massime relative all'art. 631 Codice penale

Cass. pen. n. 44028/2010

Il delitto di usurpazione (art. 631 c.p.) sussiste anche qualora la rimozione o l'alterazione riguardi i termini legittimamente apposti al bene immobile non solo dal proprietario del medesimo, ma anche dal suo possessore.

Cass. pen. n. 4747/1983

Il delitto di usurpazione di terreno può essere commesso anche da persona diversa dal proprietario o dal possessore del terreno a favore del quale si verifica l'usurpazione. (Nella fattispecie l'usurpazione era stata commessa dal coltivatore del fondo, convivente con la proprietaria dello stesso, e l'azione penale era stata esercitata unicamente contro detto coltivatore).

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Testi per approfondire questo articolo

  • L'usura nei rapporti di apertura di credito regolati in conto corrente bancario. Dopo la sentenza n.12965 del 22 giugno 2016 della sezione prima della Corte di Cassazione

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    Tra l’entrata in vigore della L. 108/96, che ha introdotto nel nostro ordinamento giuridico il reato di usura bancaria, e l’entrata in vigore della L. 2/2009, che ha per la prima volta disciplinato la commissione di massimo scoperto, si sono consolidate prassi illegittime attraverso le quali il sistema bancario italiano, in modo vasto e generalizzato, ha usurato la propria clientela.

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