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Articolo 209 Codice di procedura penale 2020

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477)

[Aggiornato al 30/06/2020]

Regole per l'esame

Dispositivo dell'art. 209 Codice di procedura penale 2020

1. All'esame delle parti si applicano le disposizioni previste dagli articoli 194, 198 comma 2 e 499 e, se è esaminata una parte diversa dall'imputato, quelle previste dall'articolo 195.

2. Se la parte rifiuta di rispondere a una domanda, ne è fatta menzione nel verbale [136](1).

Note

(1) Sebbene non si parli, come per il testimone, di un obbligo di rispondere secondo verità, né sia prevista una facoltà di non rispondere, dell'eventuale rifiuto è comunque fatta menzione nel verbale che, essendo destinato a confluire nel fascicolo dibattimentale (art. 515) e quindi tra le prove utilizzabili (art. 526), è in grado di far assumere valore a tale atteggiamento negativo.

Ratio Legis

Il legislatore ha qui voluto disciplinare un mezzo di prova, sebbene di natura eventuale, direttamente subordinato alla volontà delle parti stesse.

Spiegazione dell'art. 209 Codice di procedura penale 2020

Ai sensi dell’articolo precedente (art. 208), le parti (ad esclusione quindi del testimone, obbligato a deporre) sono sottoposte all’esame soltanto quando ne facciano richiesta oppure consentano alla richiesta fatta dall’altra parte (eccettuata l’ipotesi della parte civile, la quale può altresì essere chiamata a deporre come testimone).

Sebbene non venga fatta menzione, al contrario di quel che accade per il testimone, di un obbligo di rispondere secondo verità alle domande a lui rivolte, il legislatore non ha previsto alcuna formale attribuzione alla parte esaminata della facoltà di non rispondere, né ha previsto in tali ipotesi un avvertimento analogo a quello disciplinato dall’articolo 64 comma 3.

Piuttosto, il legislatore ha stabilito che, ai sensi del presente articolo, dell’eventuale rifiuto di rispondere venga fatta menzione nel verbale, il che, è innegabile, non potrà non assumere valore probatorio, essendo detto verbale destinato a confluire nel fascicolo dibattimentale ex art. 515 e quindi tra le prove utilizzabili.

Resta comunque fermo, come per il testimone, l’esplicito riconoscimento, per la parte esaminata, della facoltà di non rispondere, tutte le volte in cui dalla risposta potrebbe emergere una sua responsabilità (v. art. 198. Per quanto riguarda invece le regole dettate in tema di testimonianza indiretta, esse risultano richiamate solamente in riferimento alle parti diverse dall’imputato. Per il resto, la norma rinvia alle regole per l’esame testimoniale di cui all’articolo 499.

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