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Articolo 465 Codice di procedura penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477)

Atti del presidente del tribunale o della corte di assise

Dispositivo dell'art. 465 Codice di procedura penale

1. Il presidente del tribunale o della corte di assise, ricevuto il decreto che dispone il giudizio, può, con decreto, per giustificati motivi (1), anticipare l'udienza o differirla non più di una volta (2).

2. Il provvedimento è comunicato al pubblico ministero e notificato alle parti private, alla persona offesa e ai difensori; nel caso di anticipazione, fermi restando i termini previsti dall'articolo 429 commi 3 e 4, il provvedimento è comunicato e notificato almeno sette giorni prima della nuova udienza [174] (3).

Note

(1) Può essere un esempio il differimento per eventuale concomitanza di altri procedimenti rinviati o l'anticipazione di un dibattimento a carico di imputato detenuto.
(2) Non essendo prevista un'apposita sanzione, per il principio di tasssatività delle nullità di cui all'art. 177, la facoltà di anticipazione o differimento dell'udienza venga esercitata per più di una volta non si produrrà alcun effetto negativo.
(3) La scelta di tale determinazione temporale si spiega in quanto ai sensi dell'art. 468, comma 1, la richiesta di escussione di testimoni, periti, consulenti tecnici e persone ex art. 210 deve essere avanzata almeno sette giorni prima della data fissata per il dibattimento.

Ratio Legis

Il legislatore ha previsto che il presidente del tribunale o della corte d'assise possa anticipare o differire l'udienza, solo a fronte di giustificati motivi, in un'ottica di semplificazione processuale.

Massime relative all'art. 465 Codice di procedura penale

Cass. pen. n. 49587/2001

La previsione di cui all'art. 465, comma 2, c.p.p. che impone la comunicazione e notificazione del provvedimento di anticipazione d'udienza almeno 7 giorni prima della nuova data fissata, si pone a tutela del diritto di difesa e trova applicazione solo quando l'udienza venga anticipata in sede di atti preliminari al dibattimento; quando invece si tratti di anticipazione dell'udienza di prosecuzione del dibattimento già aperto, trova applicazione la diversa disciplina di cui all'art. 477 c.p.p. posto che, in tale momento, il diritto di difesa ha già avuto modo di esplicarsi la conoscenza di tutti gli atti processuali, mentre, d'altro canto, si pone l'esigenza di garantire la massima concentrazione nella durata del dibattimento stesso.

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