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Articolo 596 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

[Aggiornato al 31/08/2021]

Formazione del progetto di distribuzione

Dispositivo dell'art. 596 Codice di procedura civile

Se non si può provvedere a norma dell'art. 510 primo comma, il giudice dell'esecuzione o il professionista delegato a norma dell'articolo 591-bis, non più tardi di trenta giorni dal versamento del prezzo, provvede a formare un progetto di distribuzione, anche parziale, contenente la graduazione dei creditori che vi partecipano e lo deposita in cancelleria affinché possa essere consultato dai creditori e dal debitore, fissando l'udienza per la loro audizione. Il progetto di distribuzione parziale non può superare il novanta per cento delle somme da ripartire(1)(2)(3).

Tra la comunicazione dell'invito e l'udienza debbono intercorrere almeno dieci giorni.

Il giudice dell’esecuzione può disporre la distribuzione, anche parziale, delle somme ricavate, in favore di creditori aventi diritto all’accantonamento a norma dell’articolo 510, terzo comma, ovvero di creditori i cui crediti costituiscano oggetto di controversia a norma dell’articolo 512, qualora sia presentata una fideiussione autonoma, irrevocabile e a prima richiesta, rilasciata da uno dei soggetti di cui all’articolo 574, primo comma, secondo periodo, idonea a garantire la restituzione alla procedura delle somme che risultino ripartite in eccesso, anche in forza di provvedimenti provvisoriamente esecutivi sopravvenuti, oltre agli interessi, al tasso applicato dalla Banca centrale europea alle sue più recenti operazioni di rifinanziamento principali, a decorrere dal pagamento e sino all’effettiva restituzione. La fideiussione è escussa dal custode o dal professionista delegato su autorizzazione del giudice. Le disposizioni del presente comma si applicano anche ai creditori che avrebbero diritto alla distribuzione delle somme ricavate nel caso in cui risulti insussistente, in tutto o in parte, il credito del soggetto avente diritto all’accantonamento ovvero oggetto di controversia a norma del primo periodo del presente comma.(4)

Note

(1) Nel caso in cui ci siano più creditori e non si possa, pertanto, procedere a norma dell'art. 510 del c.p.c., I comma, il giudice dell'esecuzione o il professionista delegato alle operazioni di vendita, formano entro trenta giorni dal versamento del prezzo il progetto di distribuzione tenendo conto delle cause legittime di prelazione (si cfr. 2741 c.c.), nonché la tempestività o meno dell'intervento dei creditori nel giudizio esecutivo. Il progetto dovrà essere poi depositato in cancelleria affinché possa essere consultato dai creditori e dal debitore, i quali potranno eventualmente presentare le loro osservazioni all'udienza fissata ad hoc per la loro audizione.
(2) Il concetto di somma che deve essere distribuita di cui alla norma in esame risulta più ampio rispetto a quello che si riscontra nella norma dettata in via generale (si cfr. 510), poiché comprende oltre al corrispettivo versato dall'aggiudicatario anche le rendite prodotte dall'immobile, nonché eventualmente l'importo delle cauzione confiscata all'aggiudicatario inadempiente (574 e 587), insieme alla somma dovuta a titolo di risarcimento del danno (587 e disp. att. 177).
(3) Durante l'udienza fissata per l'audizione delle parti, queste possono sollevare contestazioni in relazione alle modalità di partecipazione o al progetto di distribuzione predisposto dal giudice, il quale può comunque disattendere le stesse contestazioni ordinando il pagamento così come originariamente predisposto. La pronuncia del giudice assume la forma dell'ordinanza, impugnabile con l'opposizione agli atti esecutivi (617).
(4) Articolo così modificato dall'art. 2, D.L. 14.03.2005, n. 35, come modificato dall'allegato alla L. 14.05.2005, n. 80 con decorrenza ed efficacia dalle date contenute rispettivamente nei commi 3-quater e 3-quinquies del medesimo articolo, e poi dall'art. 4, comma 1, lett. i), D.L. 03.05.2016, n. 59 con decorrenza dal 04.05.2016, convertito in legge dalla L. 30.06.2016. n. 119 con decorrenza dal 03.07.2016

Spiegazione dell'art. 596 Codice di procedura civile

La disciplina prevista dalla norma in esame si applica nell'ipotesi in cui vi sia una pluralità di creditori concorrenti nell'espropriazione immobiliare, mentre se vi è un solo creditore, si procede secondo la regola di carattere generale di cui all’[[ 510cpc]].
Ciò si giustifica per il fatto che la distribuzione del ricavato nella espropriazione immobiliare può presentare una maggiore complessità rispetto alle altre forme di espropriazione per la possibile presenza, accanto ai creditori chirografari, di creditori ipotecari anche di grado diverso.

A differenza di ciò che avviene nell’espropriazione mobiliare, in quella immobiliare il progetto di distribuzione è formato d'ufficio dal giudice o dal professionista delegato, senza che sia richiesta un’istanza di parte o un piano concordato.
Entro trenta giorni dal pagamento del prezzo di vendita, il progetto deve essere depositato in cancelleria, al fine di consentirne l'esame a tutti i creditori ed al debitore, contestualmente al provvedimento di fissazione dell’udienza.
Almeno dieci giorni prima di tale udienza, decorrente dalla comunicazione dell’invito, è consentita l’audizione delle parti per consultare il progetto di distribuzione.

Due sono le attività processuali previste da questa norma:
  1. la formazione dello stato di graduazione: questo determina il grado delle azioni esecutive di tutti i creditori concorrenti, in relazione all'entità dei diritti di credito che tendono a soddisfare;
  2. la liquidazione delle quote: stabilisce la cerchia dei creditori utilmente collocati e quindi la porzione del ricavato che deve essere concretamente loro assegnata.

Secondo quanto disposto dall’art. 179 delle disp. att. c.p.c., il giudice, se lo ritiene opportuno soprattutto se le questioni della graduazione si presentino particolarmente complesse, in luogo di un unico e complessivo progetto di distribuzione, ne può predisporre due diversi:
  1. il primo contenente la sola graduazione dei creditori partecipanti all’esecuzione;
  2. il secondo contenente la liquidazione delle quote.

Nella espropriazione immobiliare la revoca del progetto di distribuzione è ammessa fino a quando lo stesso non abbia avuto esecuzione, ai sensi dell'[[ 487cpc]], ovvero finché il cancelliere non abbia emesso i mandati di pagamento e questi non siano stati riscossi.

Gli artt. 596598 c.p.c. prevedono soltanto il caso in cui il ricavato consista nel prezzo della vendita (in tale ipotesi la formazione della massa da ripartire avviene in un solo istante e si procederà ad un solo riparto).
Tuttavia, può verificarsi l’ipotesi che la somma da ripartire comprenda non solo il prezzo ma anche le rendite o i proventi maturati dopo il pignoramento, le multe ed il risarcimento del danno da parte dell'aggiudicatario inadempiente; in particolare, nel caso delle rendite potranno rendersi opportuni riparti parziali in coincidenza della loro riscossione.

In tal senso è intervenuto l'art. 4, lett. i), D.L. 3.5.2016, n. 59, il quale, modificando anche la norma in esame, ha precisato che il giudice dell'esecuzione e i professionisti delegati possono effettuare distribuzioni anche parziali delle somme ricavate dall'esecuzione immobiliare, chiarendo che il progetto di distribuzione parziale non può superare il novanta per cento delle somme da ripartire (finalità di tale disposizione è ovviamente un'accelerazione dei tempi per il recupero del credito).

La legge di conversione L. 30.6.2016, n. 119 ha anche aggiunto un punto i-bis all'art. 4, D.L. 3.5.2016, n. 59, prevedendo la possibilità per il giudice dell'esecuzione di disporre la distribuzione, anche parziale, delle somme ricavate in favore di determinati creditori, dietro presentazione di idonea garanzia costituita da fideiussione autonoma irrevocabile e a prima richiesta da parte dell'aggiudicatario ovvero del legale aggiudicatario per persona da nominare.
In tal modo si intende garantire la restituzione alla procedura delle somme che risultino ripartite in eccesso, anche in forza di provvedimenti provvisoriamente esecutivi sopravvenuti, oltre agli interessi, al tasso applicato dalla Banca centrale europea alle sue più recenti operazioni di rifinanziamento principali, a decorrere dal pagamento e sino all'effettiva restituzione.
La fideiussione è escussa dal custode o dal professionista delegato su autorizzazione del giudice.

Massime relative all'art. 596 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 23667/2017

Ai sensi dell'art. 2916 c.c., dettato in relazione agli effetti del pignoramento ed applicabile anche al sequestro conservativo ex art. 2906 c.c., le ipoteche iscritte dopo il sequestro sono improduttive di effetti verso il sequestrante. Conseguentemente la somma ricavata dall'esecuzione deve essere distribuita effettuando dapprima una proporzione tra tutti i crediti dei creditori chirografari e di quelli ipotecari (declassati a chirografari) e poi attribuendo al sequestrante un importo non eccedente quello per il quale la misura cautelare era stata concessa.

Cass. civ. n. 2044/2017

In tema di espropriazione immobiliare, il progetto di distribuzione può prescindere dai crediti per i quali non siano stati prodotti i necessari documenti giustificativi entro il termine a tale scopo fissato, nell’ambito della potestà prevista dagli artt. 484, 175 e 152 c.p.c., dal giudice dell'esecuzione (o dal professionista delegato), in quanto l'eccezionale facoltà prevista dall'art. 566 c.p.c. si riferisce al solo atto originario di intervento nella procedura e non a tutte le successive attività incombenti ai creditori.

Cass. civ. n. 7707/2014

Nell'espropriazione immobiliare, conclusa la fase della vendita con il decreto di trasferimento, le doglianze per vizi ad esso anteriori, non fatte valere utilmente con i rimedi allo scopo apprestati, quale, in particolare, l'opposizione agli atti esecutivi, sono irreversibilmente precluse nella successiva fase della distribuzione, che è volta solo a ricostruire l'entità della somma ricavata ed a procedere alla sua attribuzione o distribuzione, e giammai al riesame della ritualità degli atti precedenti.

Cass. civ. n. 23993/2012

In tema di espropriazione immobiliare, è ammissibile la revoca del progetto di distribuzione di cui all'art. 596 c.p.c. fino a quando esso non abbia avuto esecuzione, ai sensi dell'art. 487 del medesimo codice, vale a dire finché il cancelliere non abbia emesso i mandati di pagamento e questi non siano stati riscossi.

Cass. civ. n. 9285/2012

Nel processo esecutivo è precluso l'intervento ai creditori, ancorché privilegiati, durante o dopo la celebrazione dell'udienza di discussione del progetto di distribuzione del ricavato della vendita, di cui all'art. 596 c.p.c.. A tale regola non si può derogare nemmeno nel caso in cui, dopo l'approvazione del progetto di distribuzione, vengano acquisite alla procedura nuove somme di denaro ed il giudice fissi una nuova udienza per le conseguenti modifiche del progetto di distribuzione, in quanto tale udienza non solo non è necessaria, ma ha finalità meramente esecutive del progetto di distribuzione, che non può essere ridiscusso.

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