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Articolo 740 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

[Aggiornato al 29/02/2020]

Reclami del pubblico ministero

Dispositivo dell'art. 740 Codice di procedura civile

Il pubblico ministero, entro dieci giorni dalla comunicazione, può proporre reclamo (1) contro i decreti del giudice tutelare e contro quelli del tribunale per i quali è necessario il suo parere [disp. att. c.c. 45] (2).

Note

(1) Secondo l'opinione prevalente in dottrina, il pubblico ministero è legittimato a proporre reclamo, mediante la forma del ricorso, avverso i provvedimenti pronunciati dal giudice tutelare o nei quali è previsto il suo parere è obbligatorio. Inoltre, il pubblico ministero può impugnare il provvedimento anche quando questo sia conforme al parere espresso. Infine, si precisa che la giurisprudenza è per lo più concorde nel ritenere che il pubblico ministero possa rinunciare al reclamo pur dopo averlo proposto.
(2) Si tratta del decreto del presidente sul ricorso per interdizione o inabilitazione (713); dei decreti conservativi nell'interesse dello scomparso (48, 721 c.c.); del decreto presidenziale di fissazione dell'udienza di comparizione nel procedimento di assenza o morte presunta (723, 728); del decreto di immissione nel possesso temporaneo dei beni dell'assente (725); dei provvedimenti del tribunale relativi ai minori, agli interdetti e agli inabilitati (732) ed infine degli atti di omologazione in materia di società (2330 c.c.).

Massime relative all'art. 740 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 2619/1973

Il principio del contraddittorio sancito dall'art. 101 c.p.c. è valido anche nei procedimenti di volontaria giurisdizione, ogni volta che sia identificabile un controinteressato. Pertanto il reclamo del P.M. diretto ad ottenere la sostituzione del tutore nominato all'interdetto dal giudice tutelare, deve essere proposto in contraddittorio col tutore stesso.

Cass. civ. n. 2239/1964

La comunicazione formale al P.M. del decreto del tribunale, autorizzante l'esercizio di una impresa da parte di un minore (art. 397 c.c.), ai sensi e per gli effetti degli artt. 740 e 741 c.p.c. può essere sostituita da equipollenti. Costituisce idoneo equipollente il fatto che il P.M. in occasione di altro provvedimento conseguenziale e successivo (di autorizzazione a contrarre mutuo) sia venuto a conoscenza ufficiale e certa (attraverso copia inviatagli di ufficio) anche del precedente decreto che autorizzava il minore allo esercizio dell'impresa, con la conseguente possibilità di impugnarlo nel termine dei dieci giorni successivi, decorsi i quali il decreto stesso, in precedenza non comunicato, è diventato efficace ai sensi dell'art. 741 c.p.c.

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