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Articolo 71 Codice del processo amministrativo

(D.lgs. 2 luglio 2010, n. 104)

Fissazione dell'udienza

Dispositivo dell'art. 71 Codice del processo amministrativo

1. La fissazione dell'udienza di discussione deve essere chiesta da una delle parti con apposita istanza, non revocabile, da presentare entro il termine massimo di un anno dal deposito del ricorso o dalla cancellazione della causa dal ruolo.

2. La parte può segnalare l'urgenza del ricorso depositando istanza di prelievo.

3. Il presidente, decorso il termine per la costituzione delle altre parti, fissa l'udienza per la discussione del ricorso.

4. La pendenza del termine di cui all'articolo 15, comma 2, e la proposizione del regolamento di competenza non precludono la fissazione dell'udienza di discussione né la decisione del ricorso, anche ai sensi degli articoli 60 e 74, salvo che nel termine di cui all'articolo 73, comma 1, la parte interessata depositi l'istanza di regolamento di competenza notificata ai sensi dello stesso articolo 15, comma 2. In tal caso, il giudice può differire la decisione fino alla decisione del regolamento di competenza.

5. Il decreto di fissazione è comunicato a cura dell'ufficio di segreteria, almeno sessanta giorni prima dell'udienza fissata, sia al ricorrente che alle parti costituite in giudizio. Tale termine è ridotto a quarantacinque giorni, su accordo delle parti, se l'udienza di merito è fissata a seguito di rinuncia alla definizione autonoma della domanda cautelare.

6. Il presidente designa il relatore almeno trenta giorni prima della data di udienza.

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Consulenze legali
relative all'articolo 71 Codice del processo amministrativo

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

Nicola M. chiede
domenica 21/04/2019 - Sicilia
“IL TAR Sicilia sez. staccata di Catania il ... 2016 ha pubblicato un'ordinanza su un ricorso per l'annullamento della concessione edilizia, della convenzione urbanistica e della delibera di riferimento che ''rigetta la domanda incidentale di sospensione e condanna i ricorrenti alla rifusione delle spese.
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana con l'ordinanza del ... 2017, sul ricorso all'ordinanza del Tar Sicilia della sez. di Catania, riserva al merito le questioni dedotte nel ricorso introduttivo e respinge l'appello al precedente ricorso.
Sono trascorsi due anni e sette mesi dall'ordinanza del primo ricorso e due anni e circa tre mesi dall'appello. Ho chiesto al mio avvocato quali sono i tempi per essere chiamati al giudizio di merito sul ricorso che abbiamo presentato. Mi è stato risposto di richiamare nel mese di luglio per avere una risposta. Nello stesso tempo sono in via di completamento i lavori autorizzati con la concessione edilizia di cui avevo chiesto la sospensione.
Con la presente vorrei conoscere:
= se sono normali i tempi trascorsi e la risposta del mio avvocato;
= cosa mi resta da fare per avere un più premuroso impegno del mio avvocato;
= se c'è un termine entro il quale il ricorso deve essere finito;
= cosa potrà essere deciso per la costruzione, già realizzata, se la concessione edilizia dovesse essere annullata?
Cordiali saluti.”
Consulenza legale i 26/04/2019
Al fine di rispondere al presente quesito, va dato atto che, per quanto concerne il processo amministrativo, vige il principio secondo cui sono le parti interessate a dover dare impulso al processo.

Più nello specifico, l'articolo 71 cod. proc. amm. stabilisce che l'udienza di discussione del merito della causa viene fissata su apposita istanza di una delle parti, da presentare entro il termine massimo di un anno dal deposito del ricorso o dalla cancellazione della causa dal ruolo.

Da come è stato posto il quesito, non è dato sapere se tale istanza è stata regolarmente presentata, né come effettivamente si sia svolto sinora il processo cautelare, motivo per il quale si rinvia alla lettura degli articoli 81 e ss, i quali disciplinano la perenzione del processo e offrono rimedi all'inattività delle parti e del giudice.

Ad ogni modo, non essendo esplicitamente previsto un termine di durata massima del processo amministrativo, l'articolo 71, comma 2 prevede la possibilità di depositare una c.d. istanza di prelievo, tramite cui si può segnalare l'urgenza della questione.

Per quanto concerne l'avvocato mandatario, purtroppo non resta altro da fare, per ottenere un più sollecito disbrigo della pratica, che minacciarlo di revocargli il mandato, soprattutto a fronte dell'impellenza della questione. Il fatto che la costruzione oggetto di ricorso di annullamento sia in fase di completamento avrebbe reso ancora più necessaria una trattazione il più celere possibile da parte dell'avvocato. In caso di danni, sarebbe oltremodo opportuno citarlo in giudizio per il risarcimento, oltre ovviamente ad una segnalazione all'Ordine degli Avvocati di appartenenza, al fine di instaurare un procedimento disciplinare.

Venendo ora alla pura e semplice questione di diritto, il Consiglio di Stato, a partire dalla sentenza n. 2755/2011, ha statuito i seguenti principi, relativi alla c.d. gradazione degli effetti della sentenza di annullamento: di regola, in base ai principi fondanti la giustizia amministrativa, l’accoglimento della azione di annullamento comporta l’annullamento con effetti ex tunc del provvedimento risultato illegittimo, con salvezza degli ulteriori provvedimenti della autorità amministrativa, che può anche retroattivamente disporre con un atto avente effetti ‘ora per allora.

Tuttavia, quando l’applicazione risulti incongrua e manifestamente ingiusta, ovvero in contrasto col principio di effettività della tutela giurisdizionale, la regola dell’annullamento con effetti ex tunc dell’atto impugnato a seconda delle circostanze deve trovare una deroga, o con la limitazione parziale della retroattività degli effetti, o con la loro decorrenza ex nunc ovvero escludendo del tutto gli effetti dell'annullamento e disponendo esclusivamente gli effetti conformativi.

Premesso che tale orientamento ha in seguito trovato unanime conferma in giurisprudenza, va dunque dato atto che nel caso di specie, il giudice, pur potendo addivenire ad un annullamento della concessione edilizia, potrebbe, in ossequio alla tutela del preminente interesse pubblico, non ordinare la demolizione dell'edificio (probabile, dato che verosimilmente sarà già stato ultimato). D'altra parte, ciò non toglie che il ricorrente potrà ottenere un risarcimento, ove si riuscisse a provare la causazione di un danno patrimoniale.