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Articolo 2683 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Beni per i quali è disposta la pubblicità

Dispositivo dell'art. 2683 Codice civile

Devono essere resi pubblici col mezzo della trascrizione [2643, 2657 ss.], osservate le altre forme di pubblicità stabilite dalla legge [c.nav. 233, 250, 843, 865], gli atti menzionati negli articoli seguenti, quando hanno per oggetto:

  1. 1) le navi e i galleggianti iscritti nei registri indicati dal codice della navigazione [c.nav. 146 ss.];
  2. 2) gli aeromobili iscritti nei registri indicati dallo stesso codice [c.nav. 753];
  3. 3) gli autoveicoli iscritti nel pubblico registro automobilistico [1706, 2914, n. 1] (1).

Note

(1) A differenza della trascrizione immobiliare (v. 2643), quella mobiliare è posta su base reale, cioè viene eseguita avendo riguardo al bene oggetto della vicenda e non al suo titolare.

Ratio Legis

Tale speciale disciplina dettata per navi, aeromobili e autoveicoli, differente da quella prevista per la circolazione degli altri beni mobili, rappresenta la continuazione del sistema previgente all'entrata in vigore del codice civile attuale.

Brocardi

Prior in tempore, potior in iure

Spiegazione dell'art. 2683 Codice civile

Beni mobili soggetti a pubblicità
È da notare che l’art. 2683, nell’indicare i mobili soggetti alla trascrizione, stabilisce, per la trascrizione, dei presupposti particolari per i singoli beni mobili considerati.

Come ebbe ad avvertire, in seno alla Commissione della Camera, il senatore Rotigliano: “si limita la trascrizione soltanto alle navi iscritte negli uffici marittimi del Regno, Colonie e possedimenti italiani; agli aeromobili iscritti nel registro aeronautico nazionale e infine agli autoveicoli iscritti nel pubblico registro automobilistico. La relazione chiarisce che, prima dell’iscrizione nei registri, non si applicano le regole sulla pubblicità, ma le norme generali relative ai beni mobili.

In altre parole, un costruttore di automobili può vendere le macchine senza sottostare ad alcun obbligo di pubblicità, se le macchine non sono ancora iscritte nel pubblico registro automobilistico. La disposizione appare molto importante, quando si riflette che la iscrizione nel pubblico registro automobilistico è obbligatoria solo quando si voglia avere la licenza di circolazione”.

A sua volta, il Presidente avvertì che le navi hanno una disciplina diversa dagli aeromobili e dagli autoveicoli, perché, mentre entrambi questi ultimi sono iscritti solo al momento in cui si chiede la licenza di circolazione, le navi, quando si impostano nel cantiere, sono senz’altro iscritte negli uffici marittimi, e, mentre manifestò il dubbio sull’opportunità di sottoporli tutti alla stessa disciplina, dichiarò di concordare col Relatore sull’opportunità di estendere la trascrizione ad altri beni mobili, soprattutto per il riservato dominio, che agisce contro i terzi, i quali sono esposti, in mancanza di una pubblicità, a continue sorprese.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

1096 La individuazione dei beni mobili ai quali si applica la disciplina qui illustrata è fatta dall'art. 2683 del c.c., il quale pone il principio fondamentale che la pubblicità, e quindi tutte le norme di diritto sostanziale che ad essa si ricollegano, presuppongono l'iscrizione del bene nei particolari registri che sono: a) il pubblico registro automobilistico per gli autoveicoli; b) le matricole tenute dagli uffici di compartimento marittimo per le navi maggiori; c) i registri per le navi minori e i galleggianti; d) i registri per le navi e i galleggianti addetti alla navigazione interna; e) il registro aeronautico nazionale per gli aeromobili in senso stretto; f) il registro matricolare della Reale unione nazionale aeronautica per gli alianti libratori. E' poi da tener conto dei registri delle costruzioni delle navi e degli aeromobili nei quali si effettua la pubblicità dei contratti di costruzione. Prima dell'iscrizione le navi, gli aeromobili e gli autoveicoli devono considerarsi soggetti a tutte le norme relative ai beni mobili e comunque sottratti alle regole speciali che sono dettate per i beni iscritti in pubblici registri.

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Consulenze legali
relative all'articolo 2683 Codice civile

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

bassi chiede
domenica 30/01/2011

“Buonasera, in seguito a decreto di allontanamento, venne emesso dallo stesso giudice decreto che imponeva alla coniuge la consegna di miei beni personali fra cui collezioni, documenti riguardo collezione di monete ed attinenti, dichiarando la insindacabilità della loro appartenenza a me, dicendo che la signora avrebbe eventualmente potuto inventariare e contestare in sede di separazione. La coniuge ha ottemperato solo parzialmente al provvedimento del giudice. La corte d'appello ha rigettato il mio ricorso dichiarando la competenza sul punto del giudice della separazione.
Sono in possesso di documentazione parziale che attesta la mia titolarità sui beni.
Sottolineo infine che eravamo in regime di separazione dei beni.
Grazie.”

Consulenza legale i 02/02/2011

Se tra i coniugi vige il regime della separazione dei beni ex art. 215 del c.c., significa che convenzionalmente essi hanno stabilito che ciascuno conservi la titolarità esclusiva dei beni acquistati durante il matrimonio. L’art. 219 del c.c. disciplina la prova della proprietà esclusiva dei beni nei confronti dell'altro statuendo che è ammessa con ogni mezzo. Il comma 2 dell'art. 219, con riferimento alla ipotesi di separazione di beni tra coniugi, sancisce una presunzione semplice di comproprietà per i beni mobili dei quali nessuno di essi sia in grado di dimostrare la proprietà esclusiva. Lo stesso comma, peraltro, non contenendo una esplicita limitazione dell'efficacia della presunzione di comunione ai soli rapporti interni tra i coniugi concernenti beni acquistati durante il matrimonio, consente di estendere gli effetti della presunzione in parola anche al caso di beni personali appartenuti al coniuge prima del matrimonio.

Similmente, in tema di comunione legale tra coniugi, troviamo l'art. 195 del c.c. (ultima parte), il quale prevede, con riguardo al prelevamento dei beni mobili nell'ambito della divisione dei beni della comunione, che, in mancanza di prova contraria, si presume che i beni mobili facciano parte della comunione: non è quindi richiesta una prova qualificata, ma è sufficiente, per rovesciare la presunzione, una prova libera, e quindi anche una prova testimoniale o indiziaria a sostegno del fatto che i beni fossero di proprietà esclusiva di uno di essi prima del matrimonio.

Nel caso di specie, il giudice incaricato di decidere la causa di separazione personale tra i coniugi, avrà competenza per decidere sulla titolarità dei beni mobili, potendo i coniugi darne prova, come detto, "con ogni mezzo".


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