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Articolo 215 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n.262)

Separazione dei beni

Dispositivo dell'art. 215 Codice civile

(1) I coniugi possono convenire che ciascuno di essi conservi la titolarità esclusiva dei beni acquistati durante il matrimonio.

Note

(1) L'articolo è stato così sostituito dall'art. 83 della L. 19 maggio 1975 n. 151.

Brocardi

Separatio bonorum

Spiegazione dell'art. 215 Codice civile

Il regime di separazione operava ipso iure al momento del matrimonio, sino alla riforma del 1975. Ora si attua mediante dichiarazione dei coniugi, che non ha valore negoziale essendone gli effetti predeterminati dalla legge, anche nell'atto di celebrazione del matrimonio (civile o concordatario) ex art. 162 del c.c..
Le parti possono accedere a tale tipo di regime patrimoniale attraverso una convenzione, ma anche in forza di legge per effetto del provvedimento che determina lo scioglimento della comunione, quali la dichiarazione di assenza, la separazione (tanto giudiziale quanto consensuale) dei coniugi, e la dichiarazione di fallimento.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

Massime relative all'art. 215 Codice civile

Cass. civ. n. 4031/1985

Con riguardo all'acquisto di un bene immobile, effettuato da uno dei coniugi, a suo nome, prima della riforma del diritto di famiglia introdotta dalla L. 19 maggio 1975, n. 151, il diritto di comproprietÓ dell'altro coniuge, per quota uguale, pu˛ essere riconosciuto qualora risulti la ricorrenza di una comunione universale dei beni, secondo la previsione degli allora vigenti artt. 215, 230 c.c., tenuto conto che la costituzione di tale comunione, riconducibile anche ad un'intesa tacita dei coniugi medesimi, implica ipso iure la caduta in comproprietÓ dei successivi acquisti effettuati dal singolo compartecipe, con la sola esclusione di quelli espressamente contemplati dall'art. 217 (vecchio testo) c.c.

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