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Articolo 2479 bis Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Assemblea dei soci

Dispositivo dell'art. 2479 bis Codice civile

L'atto costitutivo determina i modi di convocazione dell'assemblea dei soci, tali comunque da assicurare la tempestiva informazione sugli argomenti da trattare. In mancanza la convocazione è effettuata mediante lettera raccomandata spedita ai soci almeno otto giorni prima dell'adunanza nel domicilio risultante dal registro delle imprese [2366] (1).

Se l'atto costitutivo non dispone diversamente, il socio può farsi rappresentare in assemblea e la relativa documentazione è conservata secondo quanto prescritto dall'articolo 2478, primo comma, numero 2).

Salvo diversa disposizione dell'atto costitutivo l'assemblea si riunisce presso la sede sociale ed è regolarmente costituita con la presenza di tanti soci che rappresentano almeno la metà del capitale sociale e delibera a maggioranza assoluta e, nei casi previsti dai numeri 4) e 5) del secondo comma dell'articolo 2479, con il voto favorevole dei soci che rappresentano almeno la metà del capitale sociale.

L'assemblea è presieduta dalla persona indicata nell'atto costitutivo o, in mancanza, da quella designata dagli intervenuti. Il presidente dell'assemblea verifica la regolarità della costituzione, accerta l'identità e la legittimazione dei presenti, regola il suo svolgimento ed accerta i risultati delle votazioni; degli esiti di tali accertamenti deve essere dato conto nel verbale.

In ogni caso la deliberazione s'intende adottata quando ad essa partecipa l'intero capitale sociale e tutti gli amministratori e sindaci sono presenti o informati della riunionee nessuno si oppone alla trattazione dell'argomento (2).

Note

(1) Vengono individuate le modalità per convocare l'assemblea dei soci.
(2) E' prevista la cd. assemblea totalitaria quando all'assemblea partecipi la totalità del capitale sociale, tutti gli amministratori ed i sindaci siano presenti o almeno informati della riunione e nessuno si opponga alla trattazione dell'argomento.

Ratio Legis

La convocazione costituisce un adempimento essenziale alla regolare costituzione dell'assemblea.
Il legislatore disciplina le formalità per la convocazione per far sì che tutti i soci vengano a conoscenza dell'assemblea.
Lo strumento della rappresentanza è stato configurato dal legislatore al fine di favorire la partecipazione del socio in assemblea, ove abbia difficoltà ad intervenire direttamente, ma con precisi limiti e modalità per evitare il c.d. rastrellamento delle deleghe da parte di alcuni soci a danno di altri.
La figura del presidente dell'assemblea è sempre necessaria.

Spiegazione dell'art. 2479 bis Codice civile

Il momento assembleare nella s.r.l. è il metodo attraverso il quale vengono adottate le decisioni dei soci. (v. art. 2479).
La norma non indica i soggetti o gli organi ai quali spetti la convocazione, lasciando all'autonomia statutaria il compito di individuare una disciplina a riguardo per raggiungere determinati scopi.
Nel silenzio dell'atto costitutivo si ritiene che la convocazione dell'assemblea sia di competenza degli amministratori.
Lo statuto può attribuire il potere di convocazione dell'assemblea anche ai soci, sia a titolo di diritto particolare in favore di singoli soci, sia quale potere connesso alla posizione di ogni socio.
L'avviso di convocazione deve contenere l'indicazione del giorno, dell'ora e del luogo dell'adunanza e l'elenco delle materie da trattare, in quanto la sua funzione è quella di informare i soci (Comitato Triveneto dei Notai - massima I.B.3).
La convocazione dell'assemblea può prevedere una o più date ulteriori per lo svolgimento dell'adunanza (ad esempio: seconda e terza convocazione) e potranno essere fissati quorum costitutivi diversi per ogni convocazione (Comitato Triveneto dei Notai - massima I.B.1).

A differenza che nella s.p.a., non sono previsti limiti alla facoltà di farsi rappresentare, per cui non si applica l'art. 2372 e il socio di una s.r.l. può delegare anche un componente dell'organo amministrativo o di controllo, o un dipendente della società o una società da questa controllata (Consiglio Notarile di Milano - massima n. 63).
La delega non può riguardare solo una determinata quota della partecipazione, conservando il delegante il diritto di intervento e di voto per la restante parte della partecipazione, perché nella s.r.l. il diritto di intervento e di voto non ineriscono alla partecipazione ma spettano al socio in proporzione alla partecipazione da ciascuno posseduta. Quindi la partecipazione deve essere considerata in maniera unitaria.
Non è previsto che la rappresentanza debba essere conferita per iscritto, quindi teoricamente la procura può avere anche forma orale, ma la forma scritta si ritiene necessaria per esigenze probatorie e per consentire al presidente dell'assemblea di accertare la legittimazione dei presenti.

La legge non disciplina la partecipazione all'assemblea mediante mezzi di telecomunicazione e la possibilità di esprimere il voto per corrispondenza. La dottrina ritiene ammissibili le assemblee svolte con mezzi di telecomunicazione ed è possibile esprimere il voto per corrispondenza alle stesse condizioni, purché tali metodi siano disciplinati dallo statuto (Consiglio Notarile di Milano - massima n. 14; Comitato Triveneto dei Notai - massima I.B.10).

Un aspetto fondamentale è che non sussiste la distinzione tra assemblea ordinaria e assemblea straordinaria, infatti la norma prevede solo un quorum costitutivo e un quorum deliberativo, che varia per le delibere attinenti alle modificazioni dell'atto costitutivo o dell'oggetto sociale (v. art. 2479 nn. 4) e 5). Lo statuto può prevedere quorum più alti o più bassi e anche l'unanimità statutaria.

L'assemblea si riunisce presso la sede sociale o nel comune in cui è posta la sede della società, salva diversa disposizione dell'atto costitutivo.

La figura del presidente dell'assemblea è indicata, anche per relationem, nello statuto. In mancanza può è indicata dagli intervenuti in assemblea. Al presidente spettano il potere di accertare la regolare costituzione dell'assemblea e ampi poteri ordinatori dei lavori assembleari: dichiarare aperta la seduta; dirigere e moderare la discussione; proclamare i risultati delle votazioni; sospendere i lavori; sciogliere la seduta.
La figura del segretario che assiste il presidente non è prevista dalle norme sulla s.r.l. La materia può essere disciplinata dallo statuto. In mancanza si ritiene che il potere di verbalizzazione spetti al presidente, ad eccezione delle ipotesi in cui il verbale debba essere redatto dal notaio (Comitato Triveneto dei Notai - massima I.B.26).

La norma disciplina all'ultimo comma l'ipotesi dell'assemblea totalitaria. A differenza che nella s.p.a., nella s.r.l. può essere assente la totalità degli organi amministrativo e di controllo, purché informati della riunione.

Relazione al D.Lgs. 6/2003

(Relazione illustrativa del decreto legislativo recante: "Riforma organica della disciplina delle società di capitali e società cooperative, in attuazione della legge 3 ottobre 2001, n. 366.")

Massime relative all'art. 2479 bis Codice civile

Cass. civ. n. 10821/2016

In tema di società a responsabilità limitata, il potere di convocare l'assemblea (nella specie, per decidere sulla revoca dell'amministratore), in caso di inerzia dell'organo di gestione, deve riconoscersi, nel silenzio della legge e dell'atto costitutivo, ai soci che rappresentino almeno un terzo del capitale sociale, stante, da un lato, il mancato richiamo, nella disciplina di tali società, dell'art. 2367 c.c., dettato per le società per azioni e non applicabile in via analogica, attesa la forte differenza tra i due tipi societari, e, dall'altro, l'inutilizzabilità dell'art. 2487 c.c., in quanto relativo alla nomina e revoca non degli amministratori ma dei liquidatori. (Principio di diritto pronunciato ai sensi dell'art. 363, comma 3, c.p.c.).

Cass. civ. n. 1034/2007

Il riferimento alla sede della società come luogo di convocazione dell'assemblea di una società a responsabilità limitata - di cui all'art. 2363 c.c., applicabile in forza del rinvio di cui all'art. 2486 c.c. (nel testo previgente al D.L.vo 17 gennaio 2003, n. 6) - può essere interpretato nel senso che, salva diversa disposizione dell'atto costitutivo, l'assemblea possa essere convocata entro l'ambito del territorio del comune in cui si trova la sede della società. Deve invece ritenersi illegittima la convocazione dell'assemblea in un comune diverso da quello ove si trova la sede sociale, benché distante pochi chilometri e facilmente raggiungibile senza aggravi di costi.

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