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Articolo 2348 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

[Aggiornato al 10/06/2019]

Categorie di azioni

Dispositivo dell'art. 2348 Codice civile

Le azioni devono essere di uguale valore [2463, 2468] e conferiscono ai loro possessori uguali diritti (1).

Si possono tuttavia creare, con lo statuto [2328, n. 8, 2351] o con successive modificazioni di questo [2346, 2350, 2351, 2365, 2369, 2376, 2436], categorie di azioni fornite di diritti diversi anche per quanto concerne la incidenza delle perdite (2). In tal caso la società, nei limiti imposti dalla legge, può liberamente determinare il contenuto delle azioni delle varie categorie.

Tutte le azioni appartenenti ad una medesima categoria conferiscono uguali diritti.

Note

(1) Il primo comma enuncia il principio di uguaglianza delle azioni.
(2) Si possono creare azioni privilegiate nella partecipazione alle perdite e nella liquidazione della società, ma non in misura totale, in quanto in tal caso lo statuto che prevede tali privilegi assoluti non sarebbe omologabile.

Ratio Legis

La norma enuncia il principio di uguaglianza delle azioni: le azioni sono partecipazioni omogenee e standardizzate e ciascuna azione attribuisce identici diritti nella società e verso la società.

Spiegazione dell'art. 2348 Codice civile

La dottrina chiarisce che l'uguaglianza delle azioni è relativa e non assoluta, infatti possono essere create con lo statuto categorie di azioni fornite di particolari diritti. In tale ipotesi il principio di uguaglianza deve essere rispettato nell'ambito di ciascuna categoria.
L'uguaglianza è, inoltre, oggettiva e non soggettiva, nel senso che uguali sono i diritti che ciascuna azione attribuisce, non i diritti di cui ciascun azionista dispone.
Facendo riferimento alla posizione del singolo azionista, i diritti sociali possono essere distinti in tre categorie:
- diritti indipendenti dal numero di azioni possedute, quindi basta una sola azione per poter esercitare tali diritti, ad esempio il diritto di intervento in assemblea;
- diritti proporzionali al numero di azioni possedute, quali, ad esempio, il diritto di voto o il diritto di opzione;
- diritti che competono solo se si possiede una determinata percentuale del capitale, sono i c.d. diritti della minoranza, quali il diritto di impugnare le deliberazioni assembleari invalide (2377 3° comma) o di chiedere la convocazione dell'assemblea (2367).
La norma prevede l'ipotesi della creazione di azioni postergate nelle perdite, ossia di azioni che subiscono le perdite solo dopo che le perdite hanno colpito le altre azioni. La postergazione può essere totale, se le perdite incidono esclusivamente sulle altre azioni, oppure parziale se le perdite incidono sulle azioni ordinarie fino a un determinato ammontare, superato il quale la perdita torna a gravare in proporzione su tutte le azioni.

Massime relative all'art. 2348 Codice civile

Cass. civ. n. 6207/2013

In tema di recesso da società di capitali, laddove le azioni possedute dal socio receduto siano quotate nel mercato dei titoli, il valore di rimborso a lui spettante deve tener conto esclusivamente delle indicazioni di prezzo fornite dal mercato stesso in relazione a quelle azioni, non potendo, quindi, il titolare di azioni di risparmio dolersi del fatto che, in tal modo, si possa pervenire ad una determinazione di rimborso inferiore a quello spettante ai titolari di azioni ordinarie, non sussistendo alcuna violazione dell'art. 2348 cod. civ., atteso che il principio secondo cui tutte le azioni emesse dalla società attribuiscono uguali diritti trova espressa deroga, nel caso delle azioni di risparmio, nel disposto dell'art. 14, quarto comma, della legge 7 giugno 1974, n. 216.

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