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Articolo 2006 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Smarrimento e sottrazione del titolo

Dispositivo dell'art. 2006 Codice civile

Salvo disposizioni di leggi speciali, non è ammesso l'ammortamento dei titoli al portatore smarriti o sottratti (1).

Tuttavia chi denunzia all'emittente lo smarrimento o la sottrazione di titolo al portatore e gliene fornisce la prova ha diritto alla prestazione e agli accessori della medesima, decorso il termine di prescrizione del titolo (2).

Il debitore che esegue la prestazione a favore del possessore del titolo prima del termine suddetto è liberato, salvo che si provi che egli conoscesse il vizio del possesso del presentatore [1992] (3).

Se i titoli smarriti o sottratti sono azioni al portatore [2354, 2355bis], il denunziante può essere autorizzato dal tribunale, previa cauzione, se del caso, a esercitare i diritti inerenti alle azioni [2350 ss.] (4) anche prima del termine di prescrizione, fino a quando i titoli non vengano presentati da altri.

È salvo, in ogni caso, l'eventuale diritto del denunziante verso il possessore del titolo (5).

Note

(1) Mentre la sottrazione dipende da fatto di un terzo, lo smarrimento è imputabile al solo comportamento del possessore.
(2) In particolare, è necessario attendere sino alla prescrizione del titolo per dare modo all’eventuale possessore di farlo valere, in modo anche da verificare se la denunzia del possessore sia fondata.
(3) Si tratta di una applicazione della regola di cui all’art. 1992 comma 2 c.c..
(4) Costituiscono esempi di tali diritti quello al voto (2351 c.c.) o alla distribuzione degli utili (2350 c.c.).
(5) Ad esempio, il denunziante potrà agire verso chi, in pendenza del termine di prescrizione di cui al comma 2, abbia presentato il titolo ed ottenuto un pagamento indebito (2033 c.c.).

Ratio Legis

Il divieto di ammortamento si spiega, probabilmente, con la complessità della relativa disciplina rispetto alla rapidità nel circolare dei titoli al portatore.
Tuttavia, il legislatore si preoccupa di tutelare il possessore di tali titoli per le ipotesi di loro smarrimento o sottrazione e fornisce, a tal fine, uno specifico strumento; tale strumento, però, conosce dei temperamenti, volti a permettere, comunque, la circolazione del titolo (v. comma 4).
Inoltre, il codice considera anche l’ipotesi in cui i diritti inerenti il titolo debbano essere esercitati senza ritardo: in tal caso lo strumento concesso al possessore subisce una accelerazione, sebbene con le adeguate cautele (v. comma 5).

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

786 Per i titoli al portatore, dopo averne precisata la legge di circolazione e le condizioni di legittimazione del possessore (art. 2003 del c.c.), si è risolto il discusso problema della loro libertà di emissione (art. 2004 del c.c.). Si e ammessa in via di principio tale libertà, ma si è posta una limitazione all'assolutezza della regola, relativamente a quei titoli che hanno per oggetto una somma di danaro; con che si è evitato il pericolo che tali titoli possano usurpare la funzione della carta moneta, la cui emissione non può essere lasciata all'arbitrio dei singoli. I titoli al portatore sottratti o smarriti non sono suscettibili di ammortamento (art. 2006 del c.c.); tuttavia il possessore può ottenere l'adempimento della prestazione e degli accessori al termine della prescrizione e, se si tratta di azioni al portatore, può ottenere l'autorizzazione all'esercizio dei diritti sociali anche prima del termine di prescrizione, previa, occorrendo, la prestazione di una cauzione. Si sono così estese disposizioni contenute in leggi speciali con riferimento ad ipotesi ben determinate (terremoti, inondazioni e altre gravi calamità), attenuando le conseguenze gravi dello smarrimento e della sottrazione.

Massime relative all'art. 2006 Codice civile

Cass. civ. n. 4571/1992

In caso di smarrimento o sottrazione di un titolo al portatore, il differimento della prestazione, in favore di chi abbia denunciato tale evento all'emittente, al termine della prescrizione del titolo medesimo, stabilito dall'art. 2006 c.c., è volto unicamente ad evitare che il debitore possa essere esposto alla duplice pretesa dell'originario proprietario del titolo e dell'eventuale suo legittimo possessore. Esso, pertanto, non opera quando non sussistano (nella specie, perché i titoli erano stati sorteggiati per il rimborso) i presupposti per l'ulteriore circolazione del titolo nel momento in cui il derubato chieda l'adempimento della obbligazione cartolare.

Cass. civ. n. 1615/1969

Se una questione di stato è proposta dinanzi ad un giudice diverso da quello competente, indicato nell'art. 9, secondo comma, c.p.c., dovrà applicarsi il principio di ordine generale dell'art. 34 dello stesso codice, per cui il giudice adito non potrà deciderla incidenter tantum, rientrando la questione di stato tra quelle questioni pregiudiziali che, per legge, non possono decidersi che con effetto di giudicato. Eccezioni al sistema, per particolari esigenze, possono essere stabilite soltanto dalla legge, come ad es. l'art. 79 della legge consolare 15 agosto 1868, n. 1030, e l'art. 450 c.p. Esula, pertanto, dalla giurisdizione della Corte dei conti il potere di decidere, sia pure in via incidentale, le questioni di stato delle persone.

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