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Articolo 380 Codice Civile 2020

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

[Aggiornato al 30/06/2020]

Contabilità dell'amministrazione

Dispositivo dell'art. 380 Codice Civile 2020

Il tutore deve tenere regolare contabilità della sua amministrazione(1) e renderne conto [385] ogni anno al giudice tutelare [46].

Il giudice può sottoporre il conto annuale all'esame del protutore e di qualche prossimo parente [74 ss. c.c.] o affine [78] del minore.

Note

(1) Con tale norma si consente al giudice di controllare con certezza e sicurezza la gestione del patrimonio del minore, mediante la predisposizione di opportuni registri per le entrate e le uscite della gestione.

Spiegazione dell'art. 380 Codice Civile 2020

Un particolare significato assume l'obbligo del tutore alla resa del conto annuale al giudice tutelare, essendo questa una diretta espressione di quel continuo controllo che il giudice tutelare esplica in relazione all'esercizio delle funzioni del tutore.
Con tale rendiconto si da modo all'autorità giudiziaria di sorvegliare l'amministrazione tutelare e di adottare i provvedimenti opportuni, qualora questi si rendano necessari. Il controllo sul conto annuale non si conclude con una approvazione, come invece avviene relativamente al conto finale (386); il conto annuale, insomma, serve a mettere in rilievo tutto ciò che può suggerire che venga disposta una diversa amministrazione o siano adottate le misure e le sanzioni per una irregolare od insufficiente amministrazione. La presentazione del conto annuale, il quale avrà un carattere generico, non esime il tutore dal rendere il conto dettagliato dell'intera gestione, le cui operazioni risulteranno dai registri di contabilità che il tutore deve tenere.
A maggiore garanzia del minore si dà la facoltà al giudice tutelare di sottoporre il conto annuale all'esame del protutore o di qualche parente o affine del minore, i quali possono avere conoscenza più analitica della situazione patrimoniale del minore, e sono quindi in grado di fornire gli opportuni elementi di valutazione al giudice tutelare.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

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Consulenze legali
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Umberto M. chiede
giovedì 23/02/2012 - Campania
“Sono stato nominato, dal Tribunale di Nola (NA), tutore di mio figlio Antonio, nel 1999. Con una raccomandata ho comunicato il decesso di mio figlio Antonio all'ufficio tutele avvenuto il 30/01/2012, allegando certificato di morte e specificando che, riguardo il rendiconto (visto che nei vari anni non mi è stato mai chiesto) la sua pensione d'invalidità e la relativa indennità di accompagnamento, uniche entrate, sono servite nel corso della vita al suo fabbisogno personale.
L'ufficio tutele del Tribunale di Nola mi ha richiesto nuovamente il rendiconto.Cosa devo fare? Visto che non mi é stato mai richiesto prima? Grazie per la risposta”
Consulenza legale i 23/02/2012

Quando vengono meno i presupposti che hanno determinato l'apertura della tutela (come nel caso di morte della persona interdetta), il tutore deve presentare, per l'approvazione da parte del giudice tutelare, il rendiconto finale, relativo all'amministrazione dei beni e alla cura della persona, e fare la consegna dei beni del tutelato (art. 385 del c.c.). Il conto viene esaminato dal protutore, nonchè anche dagli eventuali eredi i quali possono presentare le proprie osservazioni. Se non ci sono osservazioni il giudice approva il conto finale. Nel caso, invece, di osservazioni, irregolarità o lacune evidenziate dal protutore o dagli eventuali eredi, il giudice nega l'approvazione e convoca i soggetti interessati per gli opportuni chiarimenti.

Appare importante ricordare che il tutore è responsabile e risponde dei danni causati al tutelato a seguito della cattiva gestione e per questo è necessario che l'amministrazione del tutore venga sottoposta a costante controllo.


Testi per approfondire questo articolo

  • Tutela ed amministrazione di sostegno

    Editore: CEDAM
    Collana: Biblioteca del diritto di famiglia
    Pagine: 412
    Data di pubblicazione: marzo 2012
    Prezzo: 42,00 -5% 39,90 €

    Il tema della tutela delle persone prive in tutto o in parte di autonomia è disciplinata dal 2004, dalla riforma dell’amministrazione di sostegno.

    Promotori di tale riforma sono stati, in particolare, i soggetti che si occupavano “sul campo” di questa materia. Le loro istanze sono state recepite dal mondo degli studiosi e da quesi ultimi trasmesse ai politici deputati a tradurle in disposizioni di legge.

    La riforma dell’amministrazione di... (continua)