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Articolo 350 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Incapacità all'ufficio tutelare

Dispositivo dell'art. 350 Codice civile

Non possono essere nominati tutori e, se sono stati nominati, devono cessare dall'ufficio [393]:

  1. 1) coloro che non hanno la libera amministrazione del proprio patrimonio (1);
  2. 2) coloro che sono stati esclusi dalla tutela per disposizione scritta del genitore il quale per ultimo ha esercitato la responsabilità genitoriale [348] (2);
  3. 3) coloro che hanno o sono per avere o dei quali gli ascendenti, i discendenti o il coniuge hanno o sono per avere col minore una lite, per effetto della quale può essere pregiudicato lo stato del minore o una parte notevole del patrimonio di lui (3);
  4. 4) coloro che sono incorsi nella perdita della [patria] potestà [32, 34, 609 novies c.p.] o nella decadenza da essa, o sono stati rimossi da altra tutela [348] (4);
  5. 5) il fallito che non è stato cancellato dal registro dei falliti [50, 142 L. fall.] (5).

Note

(1) L'incapacità all'ufficio tutelare è una qualificazione negativa del soggetto, che rende lo stesso inidoneo allo svolgimento di dette funzioni. Nei casi racchiusi nella formulazione del n. 1) del presente articolo, essa deve preesistere alla nomina, e riguarda: i minori, gli interdetti ed interdicendi, i minori emancipati e gli inabilitati.
(2) Con l'esclusione del soggetto, determinata dallo stesso genitore viene impedita in maniera relativa (solo nei confronti di quel minore) l'idoneità ad assumere quell'ufficio di tutore.
(3) L'incipiente grave lite determina la preclusione giustificabile sulla base di una situazione di conflitto di interessi fra il minore e il soggetto al quale dovrebbe riferirsi l'ufficio di tutore.
(4) Il numero è stato così modificato dall'art. 146 della L. 24 novembre 1981 n. 689.
(5) In seguito alla riacquisizione della capacità di effettuare atti di disposizione patrimoniale pur non essendo cancellati dall'elenco dei falliti.

Ratio Legis

La ratio della norma consiste nel garantire un controllo ex ante sull'idoneità della persona a ricoprire l'incarico di tutore, determinando casi di incapacità assoluta o relativa ad assumere l'ufficio.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

Massime relative all'art. 350 Codice civile

Cass. civ. n. 554/1970

La persona investita dell'ufficio di tutore, se diviene incapace all'esercizio di tale ufficio per una causa sopraggiunta alla nomina (nella specie, per fallimento), non decade automaticamente dall'ufficio stesso, ma deve in ogni caso conservare l'incarico sino al momento della sua sostituzione da parte del giudice competente.

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