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Articolo 111 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Celebrazione per procura

Dispositivo dell'art. 111 Codice civile

(1)I militari e le persone che per ragioni di servizio si trovano al seguito delle forze armate possono, in tempo di guerra, celebrare il matrimonio per procura [287](2).

La celebrazione del matrimonio per procura(2) può anche farsi se uno degli sposi risiede all'estero e concorrono gravi motivi da valutarsi dal tribunale nella cui circoscrizione risiede l'altro sposo. L'autorizzazione è concessa con decreto non impugnabile emesso in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero [737 c.p.c.].

La procura deve contenere l'indicazione della persona con la quale il matrimonio si deve contrarre [107, 287](3).

La procura deve essere fatta per atto pubblico(3); i militari e le persone al seguito delle forze armate, in tempo di guerra, possono farla nelle forme speciali ad essi consentite(4).

Il matrimonio non può essere celebrato quando sono trascorsi centottanta giorni da quello in cui la procura è stata rilasciata [99](5).

La coabitazione, anche temporanea, dopo la celebrazione del matrimonio, elimina gli effetti della revoca della procura, ignorata dall'altro coniuge al momento della celebrazione [1396](6).

Note

(1) L'articolo è stato così sostituito dall'art. 11 della L. 19 maggio 1975, n. 151.
(2) L'ipotesi descritta nel primo comma del presente articolo è un caso eccezionale di rappresentanza in un atto personalissimo come il matrimonio; il procuratore sarà però da intendersi come nuncius, ossia un portavoce della volontà altrui, diversamente dal rappresentante di cui all'art. 1387 del c.c. in cui si esprime una volontà propria, in nome e per conto del rappresentato. Rileveranno, pertanto, nel caso patologico di vizi, la capacità e la volontà (per la forma, si veda la nota seguente) di colui che rilascia la procura.
(3) Gli elementi indefettibili e necessari ad substantiam della procura a celebrare il matrimonio sono dunque due: la forma, che deve essere quella dell'atto pubblico, e l'indicazione della persona da sposare.
(4) In merito, si vedano gli artt. 112, 120 e 122 del R.D. 8 luglio 1938, n. 1415 e la L. 23 aprile 1942, n. 456.
(5) Oltre la scadenza di tale termine, il matrimonio sarebbe da ritenersi nullo.
(6) In tal caso, evidentemente, si è già avuta manifestazione da parte dell'officiato nuncius del consenso per la celebrazione del matrimonio, pur dopo la revoca della procura.
Il matrimonio così celebrato risulterà valido solamente nel caso in cui i due coniugi abbiano coabitato in seguito alla celebrazione del matrimonio per procura, e stante l'ignoranza, da parte del coniuge fisicamente presente alle nozze, della revoca della procura.

Brocardi

Procurator ad nuptias

Spiegazione dell'art. 111 Codice civile

Data la natura del matrimonio che è per eccellenza atto personalissimo, la celebrazione per mezzo di procuratore, o meglio di nuncio, dev'essere ammessa con prudente cautela, e sempre che ricorrano gravi motivi che dovranno essere valutati caso per caso dalla competente Autorità.
Nella prima parte di questo articolo è riaffermato quanto già era stabilito da leggi speciali che, ai militari e alle persone che, per ragioni di servizio, si trovano al seguito delle forze armate, in tempo di guerra, permettono di celebrare matrimonio per procura.
Questa forma di celebrazione è sempre subordinata alla valutazione che dovrà fare il tribunale dei motivi che fossero addotti da chi la chiede. Contro la valutazione fatta dal procuratore generale non è dato rimedio di sorta.
In questo art. 111 si avverte che nella procura dev'essere bene specificata la persona dell'altro sposo, e si determina la forma con cui la procura medesima dev'essere fatta, ed il tempo in cui rimane efficace.
Anche tale speciale procura può sempre essere revocata. Però l'ultimo cpv. di questo art. 111, a tutela della buona fede dell'altro sposo, dispone che se dopo la celebrazione del matrimonio vi fosse stata tra i coniugi coabitazione, anche temporanea, non varrebbe la revoca che l'altro coniuge, al tempo della celebrazione, avesse ignorata. Spetterebbe, però, al coniuge che volesse impugnare il matrimonio per revoca della procura, provare che tale revoca era nota all'altro coniuge nel momento della celebrazione.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

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