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Articolo 82 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

[Aggiornato al 10/06/2019]

Matrimonio celebrato davanti a ministri del culto cattolico

Dispositivo dell'art. 82 Codice civile

Il matrimonio celebrato davanti a un ministro del culto cattolico è regolato in conformità del Concordato con la Santa Sede [7 Cost.] e delle leggi speciali sulla materia.

Ratio Legis

Fino al 1929, il matrimonio era appannaggio esclusivo della Chiesa, disciplinato dal codex iuris canonici, ed irrilevante per lo Stato italiano, che non ne riconosceva alcun effetto giuridico. Chi avesse voluto attribuire effetti tanto religiosi quanto civili al matrimonio, doveva pertanto far celebrare due matrimoni, innanzi alla Chiesa ed all'ufficiale dello Stato civile. Con il Concordato (e le leggi speciali in materia) si è riconosciuta efficacia civile ad una particolare forma di matrimonio religioso, appunto denominato matrimonio concordatario.

Spiegazione dell'art. 82 Codice civile

In data 11 febbraio 1929 si ebbe la stipula dei fondamentali Patti Lateranensi, sotto forma di Concordato tra lo Stato Italiano e la Santa Sede, in seguito revisionati ma sostanzialmente confermati nel 1984 mediante un nuovo Concordato (per ciò che concerne l'articolo in esame, si rimanda all'art. 8, l. 25 marzo 1985 n. 121, Ratifica ed esecuzione dell'accordo del 18 febbraio 1984 che apporta modificazioni al concordato Lateranense).
L'importanza di tali accordi consiste nell'ampliamento a due forme di matrimonio con effetti civili per i cittadini: oltre al matrimonio civile (che ha naturalmente valore per l'ordinamento giuridico poichè celebrato innanzi all'Ufficiale di Stato civile, ed è interamente regolato dal diritto civile per presupposti, forma ed effetti) presente già nel 1929, vi è la possibilità di vedersi riconosciuti gli effetti civili di un matrimonio celebrato davanti ad un Ministro del culto cattolico e secondo le norme del diritto canonico, purché all'atto della celebrazione si sia proceduto alla lettura (con successiva spiegazione, compilazione dell'atto di m. e trascrizione dello stesso nei registri dello stato civile) dei fondamentali articoli 143, 144 e 147 c.c..
Ai fini ed effetti civili le due forme risultano, pertanto, equipollenti: il matrimonio è l'atto giuridico che da fondamento alla famiglia legittima, creando la cosiddetta società coniugale (matrimonium in fieri).

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

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