Art. precedente Art. successivo

Articolo 70

Codice di Procedura Civile

Intervento in causa del pubblico ministero

← Art. precedente Art. successivo →

Dispositivo dell'art. 70 Codice di Procedura Civile

Il pubblico ministero deve intervenire a pena di nullità rilevabile d'ufficio [158, 397; disp. att. 2, 3] (1): 1) nelle cause che egli stesso potrebbe proporre [69]; 2) nelle cause matrimoniali, comprese quelle di separazione personale dei coniugi; 3) nelle cause riguardanti lo stato e la capacità delle persone [713, 721, 723, 728]; 4) (2); 5) negli altri casi previsti dalla legge (3). Deve intervenire in ogni causa davanti alla Corte di cassazione [375, 379; disp. att. 137, 138] (4). Può infine intervenire in ogni altra causa in cui ravvisa un pubblico interesse (5) (6).

Note

(1) L'inciso indica una particolare ipotesi di litisconsorzio necessario (v. 102). Invero, la presenza del p.m., che deve attuarsi con un intervento (v. 71), è necessaria a pena di nullità giudizio. La giurisprudenza più recente ritiene che la nullità della sentenza pronunciata in assenza del p.m. obbligato ad intervenire è sanata, se non fatta rilevare come motivo di impugnazione, non potendosi rilevarla d'ufficio in ogni stato e grado del processo. Diversamente, nel caso in cui il giudice d'appello rilevi l'assenza nel giudizio di primo grado, dovrà trasmettere al p.m. gli atti per consentirgli l'intervento in causa. È questa una chiara limitazione all'applicazione dell'art. 158 del c.p.c. che si riferisce alla nullità derivante dalla costituzione di giudice o p.m..

(2) Questo numero è stato abrogato dall'art. 2, l. 1-8-1973, n. 533 attuativa della riforma del processo del lavoro.

(3) Ad esempio si tratta dei casi notificazione per pubblici proclami (v. 150), querela di falso (v. 221, 223), separazione giudiziale (v. 706), matrimonio tra parenti, affini, adottati, affiliati (v. 87 c.c.), divieto temporaneo a nuove nozze (v. 89c.c.), iscrizione delle società nel registro delle imprese (v. 2330 c.c.), reclami contro le commissioni degli usi civici (art. 3, l. 10-7-1930, n. 1078), giudizio sul concordato fallimentare, sul concordato preventivo e sulla riabilitazione del fallito (artt. 132, 144 r.d. 16-3-1942, n. 267), scioglimento del matrimonio (art. 5, l. 1-12-1970, n. 898).

(4) Il p.m. presso la Corte di cassazione interviene e conclude in tutte le udienze civili e penali e redige requisitorie scritte nei casi stabiliti dalla legge ex art. 5, l. 8-8-1977, n. 532. L'intervento è necessario in tutti i giudizi innanzi alla Corte di Cassazione, nei quali il p.m. dovrà intervenire e produrre al collegio conclusioni motivate, pur se non è stato parte nei precedenti gradi del giudizio.

(5) Il P.M. può valutare l'opportunità o meno del suo intervento ogni volta in cui ravvisi l'interesse pubblico. In caso di valutazione positiva, la sua posizione coinciderà con quella di interventore necessario, salvo che nel giudizio di appello: nel caso in cui il P.M. sia intervenuto in primo grado in via facoltativa, non sussiste nel giudizio d'appello il litisconsorzio processuale col P.M.

(6) Con la sentenza 25-9-1996, n. 214, la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità dell'art. 70 del c.p.c. «nella parte in cui non prescrive l'intervento obbligatorio del pubblico ministero nei giudizi tra genitori naturali che comportino provvedimenti relativi ai figli nei sensi di cui agli artt. 9 della legge n. 898 del 1970 e 710 del codice di procedura civile come risulta a seguito della sentenza n. 416 del 1992».


Ratio Legis

La norma disciplina le ipotesi di intervento del p.m. previsto a tutela del rispetto della legge nei procedimenti indicati dalla norma stessa. Si tratta di due tipologie di intervento, uno obbligatorio (art. 701 del c.p.c.), nelle ipotesi specificamente elencate o cui è fatto rinvio, e l'altro facoltativo (art. 702 del c.p.c.), lasciando al p.m. la facoltà di valutare insindacabilmente la sussistenza di un interesse attuale e concreto alla sua presenza. Il p.m. può dispiegare il suo intervento, sia che si tratti di quello facoltativo che di quello obbligatorio, in qualsiasi momento del procedimento fino al momento della precisazione delle conclusioni.

Hai un dubbio su questo articolo?
Risolvi il tuo problema!

Scrivi alla nostra redazione giuridica!

Attenzione: prenderemo in esame SOLO richieste scritte in italiano corretto, con adeguata punteggiatura, riferite a quesiti e/o problematiche di natura giuridica. Non promettiamo di poter rispondere a tutti. Il servizio offerto è del tutto gratuito e senza alcun scopo di lucro. Chi avesse urgenza di ricevere risposta dovrà specificare che desidera il servizio a pagamento (per tutti i quesiti il costo è di 24,51 € + IVA per un totale di 29,90 €).
(leggi l'informativa)