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Articolo 125

Codice di Procedura Civile

Contenuto e sottoscrizione degli atti di parte

Dispositivo dell'art. 125 Codice di Procedura Civile

Salvo che la legge disponga altrimenti, la citazione, il ricorso, la comparsa, il controricorso, il precetto debbono indicare l'ufficio giudiziario (1), le parti (2), l'oggetto (3), le ragioni della domanda (4) e le conclusioni (5) o l'istanza, e, tanto nell'originale quanto nelle copie da notificare, debbono essere sottoscritti dalla parte, se essa sta in giudizio personalmente, oppure dal difensore [disp. att. 170] (6) (7) (8) che indica il proprio codice fiscale. Il difensore deve, altresì, indicare il proprio numero di fax (9).
La procura al difensore dell'attore può essere rilasciata in data posteriore alla notificazione dell'atto, purché anteriormente alla costituzione della parte rappresentata.
La disposizione del comma precedente non si applica quando la legge richiede che la citazione sia sottoscritta da difensore munito di mandato speciale.

Note

(1) Per ufficio giudiziario si deve intendere l'Autorità giudiziaria (ad es. Tribunale) davanti alla quale l'atto è proposto. Tale requisito assolve la funzione di individuare il giudice al quale si propone la domanda.
(2) Per parti si intendono l'attore, il convenuto e l'indicazione delle persone che rispettivamente li rappresentano o li assistono.
(3) Per oggetto la norma intende il bene materiale oggetto della domanda, ovvero il petitum mediato. Si tratta del bene richiesto al giudice.
(4) Per ragioni della domanda si devono intendere l'insieme dei fatti giuridici posti a fondamento della domanda, ossia del fatto o del rapporto giuridico da cui deriva il diritto che l'attore intende far valere. Le ragioni della domanda rappresentano, quindi, la c.d. causa petendi.
(5) Si precisa che la legge 59/1997, c.d. legge Bassanini, attribuisce agli atti, ai dati e ai documenti informatici la stessa validità e rilevanza giuridica degli atti redatti su supporto cartaceo, sancendo così un principio del tutto nuovo per l'ordinamento italiano. Il d.P.R. 10 novembre 1997, n. 513 ha dato definitiva attuazione a tale principio, riconoscendo validità al documento informatico a tutti gli effetti di legge, sia sotto il profilo della validità dell'atto, sia sotto il profilo dell'efficacia probatoria del documento, a condizione che questo sia conforme alle disposizioni del decreto, che ha previsto un complesso sistema di cifratura della cd. firma digitale per garantire la provenienza e l'integrità del documento informatico. Pertanto, la conseguenza che si è determinata consiste nell'estensione dell'efficacia probatoria riconosciuta dall'art. 2712 c.c. alla scrittura privata redatta per iscritto su carta anche al documento informatico, sottoscritto con firma digitale.
(6) Per conclusioni si intendono le richieste, relative all'oggetto della lite, rivolte all'autorità giudiziaria adìta, ossia il c.d. petitum immediato, formulate alla fine dell'atto in base alle argomentazioni di diritto e di fatto esposte nella domanda.
(7) La norma specifica che l'originale dell'atto deve essere sottoscritto dal difensore o dalla parte che sta in giudizio personalmente. La mancanza di sottoscrizione dell'originale rende l'atto inesistente ed inidoneo a costituire un valido rapporto processuale. Diversamente, se non viene sottoscritta la copia dell'atto da notificare, si ha la nullità dell'atto (sanabile però con la costituzione del convenuto) a meno che non risulti in maniera comunque accertabile la provenienza dell'atto dal difensore munito di procura per cui si avrà solo una mera irregolarità. Tuttavia, la sottoscrizione del procuratore, apposta per autentica della procura in calce o a margine dell'atto di citazione o di appello, vale come sottoscrizione ed assunzione di paternità dell'atto stesso.
(8) L'atto che è stato sottoscritto da un difensore privo di procura (salva l'applicabilità del 2° comma) viene considerato nullo. L'atto col quale si sia conferita procura ad un difensore esercente extra districtum oltre che ad un avvocato territorialmente competente, che si sia poi costituito in giudizio, è, alla luce dell'orientamento giurisprudenziale più recente, da considerarsi valido.
(9) La legge 24/2010 prima e la successiva legge n. 148/2011 hanno previsto l'obbligo per i difensori di inserire nel primo atto difensivo, il proprio numero di fax e il proprio indirizzo di posta elettronica certificata al fine di agevolare le comunicazioni in via telematica.
Si precisa che ai sensi della legge 111/2011 la mancata indicazione di tali dati determina l'aumento dell'importo del contributo unificato da versare pari alla metà del valore stabilito dalla legge.
Il D.L. 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla L. 11 agosto 2014, n. 114, ha eliminato il riferimento all'indirizzo di posta elettronica certificata.

Ratio Legis

La norma in esame indica i contenuti minimi che un atto processuale promanante dalle parti deve avere, ovvero l'indicazione dell'autorità giudiziaria, delle parti, dell'oggetto, le ragioni della domanda e le conclusioni, ossia le richieste formulate all'autorità giudiziaria. Tale elencazione non è un'elencazione esaustiva, che deve essere integrata con le norme del codice di rito relative alle varie tipologie di atti (ad es. si cfr. l'art. 163 del c.p.c. per l'atto di citazione, l'art. 167 del c.p.c. per la comparsa di costituzione e risposta)

Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 13431/2014

Il principio secondo cui gli atti posti in essere da soggetto privo, anche parzialmente, del potere di rappresentanza possono essere ratificati con efficacia retroattiva (salvi i diritti dei terzi) non opera nel campo processuale, ove la procura alle liti costituisce il presupposto della valida instaurazione del rapporto processuale e può essere conferita con effetti retroattivi solo nei limiti stabiliti dall'art. 125 cod. proc. civ., il quale dispone che la procura al difensore può essere rilasciata in data posteriore alla notificazione dell'atto, purché anteriormente alla costituzione della parte rappresentata, e sempre che per l'atto di cui trattasi non sia richiesta dalla legge la procura speciale, come nel caso del ricorso per cassazione, restando conseguentemente esclusa, in tale ipotesi, la possibilità di sanatoria e ratifica.

Cass. n. 10143/2012

L'art. 82 del r.d. 22 gennaio 1934, n. 37 - secondo cui gli avvocati, i quali esercitano il proprio ufficio in un giudizio che si svolge fuori della circoscrizione del tribunale al quale sono assegnati, devono, all'atto della costituzione nel giudizio stesso, eleggere domicilio nel luogo dove ha sede l'autorità giudiziaria presso la quale il giudizio è in corso, intendendosi, in caso di mancato adempimento di detto onere, lo stesso eletto presso la cancelleria dell'autorità giudiziaria adita - trova applicazione in ogni caso di esercizio dell'attività forense fuori del circondario di assegnazione dell'avvocato, come derivante dall'iscrizione al relativo ordine professionale, e, quindi, anche nel caso in cui il giudizio sia in corso innanzi alla corte d'appello e l'avvocato risulti essere iscritto all'ordine di un tribunale diverso da quello nella cui circoscrizione ricade la sede della corte d'appello, ancorché appartenente allo stesso distretto di quest'ultima. Tuttavia, a partire dalla data di entrata in vigore delle modifiche degli artt. 125 e 366 c.p.c., apportate dall'art. 25 della legge 12 novembre 2011, n. 183, esigenze di coerenza sistematica e d'interpretazione costituzionalmente orientata inducono a ritenere che, nel mutato contesto normativo, la domiciliazione "ex lege" presso la cancelleria dell'autorità giudiziaria, innanzi alla quale è in corso il giudizio, ai sensi dell'art. 82 del r.d. n. 37 del 1934, consegue soltanto ove il difensore, non adempiendo all'obbligo prescritto dall'art. 125 c.p.c. per gli atti di parte e dall'art. 366 c.p.c. specificamente per il giudizio di cassazione, non abbia indicato l'indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al proprio ordine.

Cass. n. 24717/2011

La previsione contenuta nell'art. 125, primo comma, c.p.c., come modificato dall'art. 4, comma 8, lettera a), del d.l. 29 dicembre 2009 n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 febbraio 2010 n. 24, secondo la quale "il difensore indica il proprio codice fiscale", non è causa di nullità del ricorso, non essendo, tale conseguenza, espressamente comminata dalla legge, e non potendo ritenersi che siffatta omissione integri la mancanza di uno dei requisiti formali indispensabili all'atto per il raggiungimento dello scopo cui è preposto.

Cass. n. 1275/2011

Poiché l'art. 125 c.p.c. prescrive che l'originale e le copie degli atti ivi indicati devono essere sottoscritti dalla parte che sta in giudizio personalmente oppure dal procuratore, il difetto di sottoscrizione (quando non desumibile da altri elementi, quali la sottoscrizione per autentica della firma della procura in calce o a margine dello stesso) è causa di inesistenza dell'atto (nella specie, di appello), atteso che la sottoscrizione è elemento indispensabile per la formazione dello stesso.

Cass. n. 16403/2010

In tema di mandato alle liti, l'attestazione del difensore dà certezza non soltanto della autografia della sottoscrizione della parte, ma anche della data in cui la procura si indica come conferita. Pertanto il deposito dell'atto contenente la procura "ad litem", (nella specie consistente nella copia conforme all'originale del decreto ingiuntivo notificato all'opponente) alla prima udienza di comparizione non incide sulla validità della procura conferita in quanto rilasciata in data incontestabilmente anteriore. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza della Corte territoriale confermativa di quella di primo grado, la quale aveva dichiarato inammissibile l'opposizione a decreto ingiuntivo per l'incertezza della anteriorità del conferimento della procura da parte dell'opponente rispetto alla notificazione dell'opposizione ed alla costituzione del difensore nel relativo giudizio, essendo stata depositata la copia fotostatica conforme all'originale della copia notificata all'opponente del decreto ingiuntivo, su cui era stato opposto il mandato, soltanto alla prima udienza di comparizione).

Cass. n. 5883/2009

Con riferimento alla disciplina relativa all'utilizzazione dei mezzi di telecomunicazione tra avvocati in ordine alla trasmissione di atti processuali, la leggibilità della sottoscrizione del mittente è prescritta dall'art. 1 della legge 7 giugno 1993, n. 183, non ai fini dell'esistenza o della validità dell'atto, ma della possibilità di considerare la copia ricevuta come conforme all'originale inviato con mezzo telematico, con la conseguenza che la mancanza di tale requisito ha rilievo solo nel caso in cui detta conformità venga posta in discussione.

Cass. n. 5620/2006

Per la contestazione della data della sottoscrizione apposta dalla parte ad una procura speciale rilasciata in calce o a margine degli atti di cui all'art. 83, comma terzo, c.p.c. e autenticata dal difensore è necessario la speciale procedimento della querela di falso di cui agli artt. 221 e ss. c.p.c., in quanto deve riconoscersi al difensore il potere di certificare non soltanto l'autografia della sottoscrizione ma anche la data di apposizione della stessa.

Cass. n. 6225/2005

La firma del difensore sugli atti di cui all'art. 125 c.p.c., apposta anche solo sotto la certificazione dell'autenticità della sottoscrizione della parte, ha lo scopo — oltre che di certificare l'autografia del mandato — di sottoscrivere tale atto, con la conseguenza che non sussiste la nullità dell'atto stesso per mancata sottoscrizione del procuratore.

Cass. n. 11761/2000

Per la sottoscrizione degli atti di parte ex art. 125 c.p.c. è sufficiente, nell'ipotesi di persone giuridiche, il riferimento alla denominazione in cui si estrinseca la soggettività giuridica dell'ente (nella specie una Srl), mentre non è necessaria l'indicazione del nominativo del titolare dell'organo investito dalla rappresentanza, che ben può essere indicato con la generica dizione di legale rappresentante in carica.

Cass. n. 1705/2000

In tema di procura alla lite conferita, a norma dell'art. 83 comma terzo c.p.c., in calce o a margine dell'atto introduttivo della fase processuale per cui viene rilasciata, fermo restando che il conferimento deve in ogni caso essere, a norma dell'art. 125 c.p.c., anteriore alla costituzione della parte, è irrilevante che la certificazione dell'autografia della sottoscrizione della parte sia redatta in data successiva a quella del conferimento della procura e della opposizione della relativa sottoscrizione. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva ritenuto la nullità della procura alle liti, tra l'altro anche per la riscontrata non corrispondenza tra la data del rilascio della procura e quella della certificazione della sottoscrizione).

Cass. n. 6955/1997

Per gli atti introduttivi del giudizio di merito la procura è richiesta affinché il difensore possa esercitare nel processo lo ius postulandi in rappresentanza della parte che la ha conferita; ma non è necessario ai fini della sua validità, che essa sia trascritta nella copia dell'atto notificata alla controparte, occorrendo invece che la procura figuri sull'originale dell'atto stesso depositato in cancelleria, perché risulti rispettato il requisito della tempestività prescritto dall'art. 125, secondo comma c.p.c. Infatti, l'anteriorità del rilascio della procura rispetto alla costituzione dell'attore può desumersi, anche presuntivamente, da qualsiasi altro elemento emergente dagli atti processuali, atteso che la legge non richiede che tale anteriorità risulti da atti formali ed insostituibili (nel caso di specie la S.C. ha ritenuto che l'anteriorità potesse desumersi dal mancato rilievo del difetto di procura da parte del cancelliere, tenuto, ex art. 74 disp. att. c.p.c., a controllare la corrispondenza delle indicazioni esposte nella nota di iscrizione a ruolo con gli atti e documenti effettivamente prodotti dalla parte.

Cass. n. 6894/1997

La norma dell'art. 125, secondo comma c.p.c., secondo cui la procura al difensore può essere rilasciata anche in data posteriore alla notificazione dell'atto, purché anteriormente alla costituzione in giudizio della parte, consente la sanatoria della sottoscrizione dell'atto introduttivo del giudizio da parte di un difensore che, in tal momento, non era fornito di valida procura, ma non si riferisce anche all'ipotesi in cui detto atto sia stato sottoscritto solo dalla parte personalmente. In quest'ultima ipotesi, infatti, l'atto è affetto da nullità assoluta, per violazione dell'art. 82, terzo comma, c.p.c., non sanabile dalla procura successivamente rilasciata.

Cass. sez. un. n. 9961/1996

Quando la procura alle liti apposta in calce o a margine dell'atto processuale sia priva della data, che risulti invece apposta su quest'ultimo, deve presumersi — in considerazione dello stretto rapporto esistente tra l'atto e la procura espressa in calce o a margine, nonché della qualità della parte che li redige entrambi e che ben conosce le conseguenze di una datazione incompleta — la contestualità dei due atti, salva la possibilità per gli interessati di provare, anche per presunzioni, che la procura è stata in effetti rilasciata in data diversa.

Cass. n. 5119/1995

La norma dell'art. 125 c.p.c. — che prevede la possibilità di rilasciare la procura al difensore in data posteriore alla notificazione dell'atto, purché anteriormente alla costituzione della parte rappresentata — non è applicabile nei procedimenti promossi mediante ricorso (nell'ipotesi, azione possessoria di reintegrazione), in quanto in questi la costituzione della parte rappresentata coincide con il deposito del ricorso, con la conseguenza che l'eventuale mancanza della procura, al momento di detto deposito, comporta l'inesistenza dell'atto introduttivo, il quale risulta privo di un presupposto indispensabile per la valida instaurazione del rapporto processuale.

Cass. n. 9231/1993

L'art. 125, secondo comma, c.p.c., il quale, fino al momento della costituzione, consente alla parte attrice di rilasciare procura al difensore, in via di ratifica con effetti retroattivi dell'atto in precedenza notificato dal difensore stesso in suo nome e conto, esige la ritualità di detta costituzione, ma prescinde dalla circostanza che la medesima avvenga entro la scadenza di cui agli artt. 165 e 347 c.p.c., ovvero successivamente. Pertanto, la riassunzione del giudizio d'appello, originariamente non sorretta da valida procura al difensore, per essere questa apposta su atto difensivo predisposto ma non ancora prodotto in causa, resta convalidata ex tunc, ove tale atto sia allegato in sede di costituzione dell'istante, non rilevando che tale costituzione avvenga in occasione di una seconda riassunzione, effettuata dalla parte medesima o da altre parti dopo che la prima riassunzione non sia stata seguita da iscrizione a ruolo.

Cass. n. 12769/1992

Avendo il cancelliere a norma dell'art. 74 att. c.p.c. il compito di accertare la regolarità degli atti della parte che si costituisce, l'accettazione del fascicolo di parte senza alcun rilievo formale fa presumere la regolarità degli atti e quindi anche la tempestività del rilascio della procura alle liti, salvo che il contrario risulti da altri elementi acquisiti al processo.

Cass. n. 10737/1992

L'anteriorità del rilascio della procura ad litem alla costituzione dell'attore a norma dell'art. 125 comma 2 c.p.c. può presumersi dal mancato rilievo da parte del cancelliere della inesistenza della procura indicata nella nota di iscrizione a ruolo, stante l'obbligo del cancelliere di verificare la corrispondenza della nota di iscrizione a ruolo con gli atti e documenti effettivamente prodotti dalla parte.

Cass. n. 5498/1982

La facoltà di rilasciare la procura al difensore, di cui all'art. 125, secondo comma, c.p.c., può essere esercitata pure dopo la notificazione dell'atto di citazione — anche per impugnazione — purché prima della costituzione della parte rappresentata in una qualsiasi delle forme previste dall'art. 83 dello stesso codice, restando all'apprezzamento del giudice del merito accertare l'anteriorità del rilascio rispetto alla costituzione, attraverso ogni elemento atto a garantire la certezza sul punto.

Cass. n. 1180/1976

Dal disposto combinato degli artt. 83 e 125 c.p.c. risulta che il rilascio al difensore della procura ad litem può avvenire anche dopo la notifica della citazione o del ricorso, purché anteriormente alla costituzione della parte, intendendosi quest'ultima nel senso del compimento, ad opera dell'interessato, di tutte quelle necessarie attività d'impulso processuale con le quali si esprime la concreta e definitiva volontà di postulare il giudizio, facendo sorgere nel giudice il corrispondente dovere di pronunziarsi sul merito. Nel caso di ricorso inteso a promuovere un giudizio in materia elettorale (a differenza di altri casi di procedimenti che iniziano con ricorso, e in cui basta la presentazione dell'atto stesso perché il giudice sia già tenuto a provvedere nel merito), quel potere-dovere non diviene attuale finché l'istante non abbia notificato il ricorso all'avversario e ottemperato a quant'altro occorre (deposito di copia del ricorso e del decreto di fissazione di udienza, con la prova dell'avvenuta notifica, unitamente agli altri atti e documenti del processo), a sensi degli artt. 82 e 82 bis del T.U. 16 maggio 1960, n. 570, nel testo modificato dalla L. 23 dicembre 1966, n. 1147, con l'adempimento di tali incombenti si attua la costituzione in giudizio dell'attore; ed è anteriormente a questa, ancorché in data posteriore alla notificazione del ricorso alle controparti, che l'istante, se non lo ha già fatto, deve e può rilasciare la procura al suo difensore.

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