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Articolo 71

Codice di Procedura Civile

Comunicazione degli atti processuali al pubblico ministero

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Dispositivo dell'art. 71 Codice di Procedura Civile

Il giudice, davanti al quale è proposta una delle cause indicate nel primo comma dell'articolo precedente, ordina la comunicazione degli atti al pubblico ministero affinché possa intervenire [136, 713, 723; disp. att. 1] (1).
Lo stesso ordine il giudice può dare ogni volta che ravvisi uno dei casi previsti nell'ultimo comma dell'articolo precedente.

Note

(1) La norma in esame è prevista al fine di comunicare gli atti all'ufficio del P.M. per consentirgli di ntervenire nel processo. Tuttavia, si precisa che l'ordine è rivolto solamente alla comunicazione degli atti e non all'intervento del P.M., rimesso alla sua diligenza.

(2) Se il p.m. non interviene nel giudizio di primo grado in cui è prevista la sua necessaria partecipazione, si determina la nullità della sentenza. Tale nullità non è rilevabile d'ufficio ma tale vizio si converte in un motivo di impugnazione ex art. 168 del c.p.c.. Se nel giudizio di secondo grado viene omessa la necessaria comunicazione degli atti al p.m. che ne impedisce la partecipazione al processo, si determina la nullità dell'intero procedimento di impugnazione e della sentenza che lo conclude, con la conseguenza di una necessaria rinnovazione dell'intero giudizio di appello, con l'intervento obbligatorio del p.m..


Ratio Legis

La norma serve ad agevolare l'operato del p.m. potendo costui anche chiedere di propria iniziativa la trasmissione degli atti per intervenire. Non è fissato alcun termine per la restituzione degli atti, per cui ciò è lasciato alla discrezione del p.m..

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