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Articolo 51 Testo unico degli enti locali (TUEL)

(D.lgs. 18 agosto 2000, n.267)

Durata del mandato del sindaco, del presidente della provincia e dei consigli.

Dispositivo dell'art. 51 TUEL

Limitazione dei mandati
1. Il sindaco e il consiglio comunale, il presidente della provincia e il consiglio provinciale durano in carica per un periodo di cinque anni.
2. Chi ha ricoperto per due mandati consecutivi la carica di sindaco e di presidente della provincia non è, allo scadere del secondo mandato, immediatamente rieleggibile alle medesime cariche.
3. E' consentito un terzo mandato consecutivo se uno dei due mandati precedenti ha avuto durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno, per causa diversa dalle dimissioni volontarie.

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Quesiti degli utenti
relativi all'articolo 51 TUEL

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Emanuele V. chiede
giovedì 05/04/2018 - Lombardia
“In un comune con meno di 15.000 abitanti, da quando decorre, esattamente, il termine di cui al comma 3, dell'art. 51 del TUEL? Decorre, cioè, dalla data di proclamazione del Sindaco a seguito della redazione del verbale dell'adunanza del presidenti delle sezioni, OPPURE, come credo, dalla convalida degli eletti (incluso in sindaco) che avviene durante la seduta del primo consiglio comunale ai sensi dell'art. 41, comma 1, seduta dalla quale, penso, decorrano i 5 anni di cui al comma 1, del citato Art. 51 TUEL?”
Consulenza legale i 12/04/2018
Per dirimere il quesito è necessario innanzitutto tener conto del fatto che, per quanto riguarda il Sindaco, non esiste un'espressa previsione normativa in ordine al momento in cui egli entra in carica (lo stesso vale per il Presidente della Provincia).

A tal proposito, il Consiglio di Stato, V Sez., con sentenza n. 4694/2006, ha stabilito che “il sindaco e il presidente della provincia si insediano immediatamente per effetto della proclamazione consacrata nell’apposito verbale del competente Ufficio centrale e da quel momento sono abilitati a compiere tutti gli atti di loro competenza. Da cio discende che, dopo l’entrata in vigore del t.u. 267/2000, il giuramento non e piu la condizione per l’assunzione delle funzioni, come disciplinato nei precedenti ordinamenti”.

Tale assunto si basa sul fatto che non è contestabile il fatto che il Sindaco si insedi immediatamente, per effetto della avvenuta proclamazione da parte dell'Ufficio elettorale centrale, alla stessa stregua di quanto accade per tutti gli altri consiglieri (in tal senso dispone eloquentemente l’art. 38, comma 4, che recita: «I consiglieri entrano in carica all'atto della proclamazione ...») e che, nel medesimo istante, cessi il mandato dei loro predecessori.

Tale considerazione deriva innanzitutto dall'analisi dell'attuale sistema elettorale, caratterizzato da una forte personalizzazione del Sindaco, figura che viene oramai indicata direttamente dal corpo elettorale.

Il Sindaco, fin dal momento della proclamazione, è abilitato a compiere tutti gli atti di sua competenza (ivi inclusi i provvedimenti posti in essere in qualità di ufficiale del Governo). Il Testo unico non accenna ad alcuna limitazione oggettiva dell’attività giuridica dell'organo in questione e, tanto meno, si rinviene una norma che restringa l’esercizio delle rispettive potestà pubbliche alle sole funzioni transitorie e strumentali.

Una differente ricostruzione condurrebbe difatti a ritenere, una volta scartata l’idea di un’inconcepibile interruzione del fluire di siffatte essenziali funzioni amministrative, locali e statali, che all’assolvimento di tali compiti debba provvedere il precedente organo monocratico, sebbene non piu in carica fin dalla proclamazione del vincitore della competizione elettorale, ancora in forza di una prorogatio, indiscutibilmente eccezionale (come tutte le figure di prorogatio), della quale tuttavia non vi è traccia nell’ordinamento settoriale (e, dunque, all’interprete ne è impedita la configurazione in via ermeneutica e praeter legem).

Per quanto riguarda il giuramento prestato durante la seduta di insediamento, non va sottaciuta la circostanza che l’art. 50, comma 11, del T.u.e.l. si riferisce unicamente alla seduta d’insediamento del Consiglio e non all’investitura del Sindaco e del Presidente della Provincia in capo ai quali, già nel pieno delle loro funzioni in occasione della prima adunanza consiliare, grava soltanto l’obbligo di prestare il giuramento di osservare lealmente la Costituzione, parametro fondamentale di ogni azione di governo: in altre parole, è inevitabile che tra l’entrata in carica del singolo consigliere e l’insediamento del consiglio d’appartenenza vi sia una cesura temporale, atteso che un consigliere da solo, quantunque già investito del munus, non può esercitare alcuna funzione poiché il suo mandato è destinato a svolgersi nell’ambito dell’organo collegiale cui appartiene e del quale, pertanto, deve essere intervenuto il regolare insediamento (oltre alla rituale costituzione).

Il medesimo ragionamento non si attaglia, per contro, alla diversa fattispecie dell’insediamento del Sindaco e del Presidente della Provincia i quali, in quanto organi monocratici di vertice dell’ente, scelti direttamente dalla collettivita di riferimento, entrano immediatamente in carica non appena eletti.

Per tali motivi, è da considerarsi pacifico che il mandato del Sindaco eletto inizia a partire dall'accertamento definitivo operato dall'adunanza dei presidenti delle sezioni.