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Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 23419 del 1 agosto 2023
«Il recupero da parte del datore di lavoro pubblico delle retribuzioni corrisposte indebitamente è atto di natura privatistica riconducibile alla disciplina della ripetizione di indebito di cui all'art. 2033 c.c. e non costituisce atto di esercizio...»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 8070 del 27 marzo 2025
«In tema di ingiustificato arricchimento, l'azione ex art. 2041 c.c. è ammessa eccezionalmente nei casi di arricchimento indiretto, solo quando l'arricchimento è ottenuto da un'amministrazione pubblica in conseguenza della prestazione eseguita...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 27008 del 18 ottobre 2024
«Ai fini del rispetto della regola di sussidiarietà di cui all'art. 2042 c.c., la domanda di ingiustificato arricchimento è proponibile ove la diversa azione si riveli carente ab origine del titolo giustificativo, restando viceversa preclusa ove...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 24370 del 10 agosto 2023
«...quale aveva proseguito il servizio di ristorazione a favore di studenti e dipendenti al prezzo precedente alla scadenza del contratto stipulato con l'ente pubblico, spettasse il ristoro di quanto non conseguito per il mancato rinnovo dei prezzi).»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 11607 del 27 aprile 2024
«...dell'arricchimento, senza che l'ente pubblico possa opporre il mancato riconoscimento dello stesso, potendo, invece, eccepire e provare che l'arricchimento non fu voluto o non fu consapevole, e che si trattò, quindi, di "arricchimento imposto". »
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 29705 del 19 novembre 2024
«...quest'ultima sia rigettata per prescrizione o decadenza del diritto azionato o per carenza di prova del pregiudizio subito o per nullità derivante dall'illeceità del titolo contrattuale per contrasto con norme imperative o con l'ordine pubblico.»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 6735 del 13 marzo 2024
«Ai fini del rispetto della regola di sussidiarietà di cui all'art. 2042 c.c., la domanda di ingiustificato arricchimento, avanzata autonomamente ovvero in via subordinata rispetto ad altra domanda principale, è proponibile ove la diversa azione -...»
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Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 33954 del 5 dicembre 2023
«Ai fini del rispetto della regola di sussidiarietà di cui all'art. 2042 c.c., la domanda di ingiustificato arricchimento (avanzata autonomamente ovvero in via subordinata rispetto ad altra domanda principale) è proponibile ove la diversa azione -...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 29357 del 22 marzo 2019
«Il divieto di utilizzazione nei confronti di terzi delle dichiarazioni rese da persona che avrebbe dovuto essere sentita in qualità di indagato non attiene alle dichiarazioni rese al giudice da un soggetto che mai abbia assunto la qualità di...»
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Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 36918 del 11 luglio 2024
«Chi intenda eccepire l'inutilizzabilità delle dichiarazioni rese, in violazione degli artt. 61 e 63 cod. proc. pen., da un soggetto il cui nome è stato tardivamente iscritto dal pubblico ministero nel registro delle notizie di reato, deve...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 12875 del 14 maggio 2025
«Colui che domanda il risarcimento del danno per avere subito una denuncia calunniosa ha l'onere di provare la sussistenza di una condotta integrante - sotto il profilo oggettivo e soggettivo - il reato di calunnia, dovendosi considerare...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 18797 del 27 gennaio 2023
«Il mancato espletamento dell'interrogatorio dell'indagato che ne abbia fatto richiesta dopo aver ricevuto un primo avviso di conclusione delle indagini preliminari non dà luogo a nullità del decreto di citazione a giudizio nel caso in cui,...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 20141 del 18 luglio 2025
«...dell'art. 2049 c.c., riguardante la responsabilità del committente per il fatto degli ausiliari, quando il danno subito dal terzo (nel caso il ricorrente) è legato da un nesso di occasionalità necessaria con le funzioni del dipendente pubblico.»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 27268 del 7 luglio 2025
«In tema di capacità dell'imputato a stare in giudizio, il giudice per le indagini preliminari, investito, ai sensi dell'art. 70, comma 3, cod. proc. pen., della richiesta del pubblico ministero di accertare la capacità dell'indagato di partecipare...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 21083 del 27 luglio 2024
«...danni derivanti da incidente stradale causato da animali, la parte danneggiata deve fornire una prova specifica sulla natura randagia degli animali e sull'assenza di diligenza del danneggiato per escludere la responsabilità dell'ente pubblico. »
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 33136 del 18 dicembre 2024
«In materia di responsabilità per la custodia di strade, occorre distinguere fra i casi in cui il danno sia conseguenza di un vizio intrinseco alla struttura della cosa, oppure sia da ascrivere all'intervento di agenti esterni, normalmente...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 32545 del 14 dicembre 2024
«Il Comune è responsabile, ex art. 2051 c.c., dei danni che derivano dal difetto di manutenzione di una strada "di penetrazione rurale", se aperta al pubblico transito, e dei suoi accessori e pertinenze. (In applicazione del principio, la S.C. ha...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 28057 del 30 ottobre 2024
«Gli enti pubblici proprietari di strade aperte al pubblico transito sono soggetti alla responsabilità di custodia in relazione alle situazioni di pericolo inerenti alla struttura o alle pertinenze della strada, indipendentemente dalla sua estensione.»
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Cassazione civile, Sez. Unite, ordinanza n. 20084 del 22 luglio 2024
«Se il danno a terreni agricoli derivato dall'innalzamento del livello delle acque di un torrente è causato da corsi d'acqua o opere idrauliche la cui custodia e manutenzione sono affidate a un ente pubblico o un consorzio di bonifica, tali entità...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 14566 del 24 maggio 2024
«...tra la res in custodia dell'amministrazione e l'evento dannoso (e, quindi, integrata la prova liberatoria del caso fortuito) per effetto del fatto colposo esclusivo del danneggiato, il quale abbia impropriamente utilizzato il bene pubblico. »
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 12988 del 13 maggio 2024
«L'ente proprietario di una strada aperta al pubblico transito si presume responsabile, ai sensi dell'art. 2051 cod. civ., dei sinistri riconducibili alle situazioni di pericolo connesse in modo immanente alla struttura o alle pertinenze della...»