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Articolo 501 Codice penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio

Dispositivo dell'art. 501 Codice penale

(1) Chiunque, al fine di turbare il mercato interno dei valori o delle merci, pubblica o altrimenti divulga notizie (2) false, esagerate o tendenziose [265, 269, 656] o adopera altri artifici atti a cagionare un aumento o una diminuzione del prezzo delle merci (3), ovvero dei valori ammessi nelle liste di borsa o negoziabili nel pubblico mercato, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da cinquecentosedici euro a venticinquemilaottocentoventidue euro [501bis].

Se l'aumento o la diminuzione del prezzo delle merci o dei valori si verifica, le pene sono aumentate.

Le pene sono raddoppiate:

  1. 1) se il fatto è commesso dal cittadino per favorire interessi stranieri;
  2. 2) se dal fatto deriva un deprezzamento della valuta nazionale o dei titoli dello Stato, ovvero il rincaro di merci di comune o largo consumo.

Le pene stabilite nelle disposizioni precedenti si applicano anche se il fatto è commesso all'estero, in danno della valuta nazionale o di titoli pubblici italiani (4).

La condanna importa l'interdizione dai pubblici uffici [28, 32quater, 518] (5).

Note

(1) La fattispecie, nota come aggiottaggio, ha subito una diminuzione del proprio ambito di operatività dopo l'introduzione dei reati di cui all'art. 501 bis, nonchè di altri delitti inseriti nella legislazione speciale.
(2) Per notizie s'intendono le indicazioni circostanziate e precise a riguardo di avvenimenti che ineriscono al mondo economico, finanziario, commerciale o politico. Si caratterizzano dunque per avere contenuto oggettivo, di conseguenza non rientrano in tale categoria le valutazioni personali, le critiche o le impressioni soggettive.
(3) Secondo un'interpretazione soggettiva, l'espressione "altri artifici" riguarda tutti quei mezzi usati in modo fraudolento, ma non necessariamente illeciti di per sè, requisito invece richiesto da quella parte della dottrina che appoggia un'interpretazione oggettiva.
(4) Una specificazione ritenuta superflua, in quanto la punibilità all'estero è già prevista dall'art. 6.
(5) In caso di condanna per il reato in esame troverà applicazione l'art. 32quater ovvero l'applicazione della pena accessoria della incapacità di contrattare con la P.A..

Ratio Legis

La ratio della norma in esame si coglie nella necessità di tutelare il sistema economico nazionale, relativamente alla circolazione delle merci e dei valori.

Spiegazione dell'art. 501 Codice penale

Il bene giuridico oggetto di tutela non è l'interesse economico dei singoli operatori, bensì l'interesse pubblicistico a che i prezzi si formino seguendo le fisiologiche regole del mercato o tramite l'intervento della Autorità Indipendenti.

Il reato può essere commesso tramite la pubblicazione o divulgazione di notizie false, esagerate o tendenziose, oppure attraverso atri artifizi idonei a turbare il mercato interno dei valori o delle merci.

Nello specifico, viene sanzionata una attività fraudolenta, posta in essere per aumentare o diminuire i prezzi sul mercato, evidentemente per fini speculativi.

Di particolare interesse è la nozione di “altri artifici”, potendovi rientrare tutte quelle condotte che non trovano espressa definizione o che si differenziano da quelle elencate dalla norma. Di conseguenza, non si è mancato di sottolineare come le critiche o i giudizi, non rientrando nel concetto di “notizia”, possano assumere rilevanza penale, qualora abbiano il carattere, da un punto di vista oggettivo e soggettivo, dell'artificiosità, contenendo in sé elementi tesi ad ingannare, sfruttando situazioni anormali atte a turbare il mercato.

Trattasi di reato a consumazione anticipata e di pericolo, dato che non è necessario un effettivo turbamento del mercato, ma solo l'idoneità della condotta. Per contro, l'effettivo verificarsi del turbamento configura un'ipotesi aggravata.

Secondo la giurisprudenza più avveduta, è comunque indispensabile la sussistenza di un pericolo concreto, e non meramente astratto o presunto.

Per quanto riguarda l'elemento soggettivo, mentre la giurisprudenza e la dottrina ritengono che sia necessario il dolo specifico di turbare il mercato interno delle merci, la Corte Costituzionale ha invece sostenuto che il turbamento del mercato sia semplicemente la necessaria conseguenza della condotta, e pertanto si richiede il dolo generico, consistente nella volontà di determinare l'aumento o il ribasso del prezzo delle merci. La successiva giurisprudenza si è allineata su tale posizione.

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Testi per approfondire questo articolo

  • Delitti contro l'economia pubblica, l'industria e il commercio

    Collana: Trattato di diritto penale
    Pagine: 384
    Data di pubblicazione: marzo 2015
    Prezzo: 56 €

    Un'Italia "premoderna" è quella che appare al lettore del Titolo VIII della parte speciale del codice penale, salvo nelle disposizioni che sono state introdotte negli ultimi tre decenni per contrastare gli abusi di mercato, le infiltrazioni mafiose nell'economia e le violazioni della proprietà industriale e del made in Italy. E la cultura che è sottesa a queste norme è la cultura autoritaria di un regime che rifiuta i principi liberali, che vede nello sciopero e... (continua)