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Articolo 70 Codice penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Circostanze oggettive e soggettive

Dispositivo dell'art. 70 Codice penale

Agli effetti della legge penale:

  1. 1) sono circostanze oggettive quelle che concernono la natura, la specie, i mezzi, l'oggetto, il tempo, il luogo e ogni altra modalità dell'azione, la gravità del danno o del pericolo, ovvero le condizioni o le qualità personali dell'offeso;
  2. 2) sono circostanze soggettive quelle che concernono la intensità del dolo o il grado della colpa, o le condizioni e le qualità personali del colpevole, o i rapporti fra il colpevole e l'offeso, ovvero che sono inerenti alla persona del colpevole (1).

Le circostanze inerenti alla persona del colpevole [69 4] riguardano la imputabilità e la recidiva (2).

Note

(1) La norma suddivide le circostanze in soggettive ed oggettive. Non sono però considerate dal legislatore quelle circostanze presentano insieme elementi oggettivi e soggettivi (miste) e quelle che possono avere, a seconda dei casi, diverso significato (polivalenti).
Tale distinzione non è senza conseguenze pratiche, in particolare quando si configura un'ipotesi di concorso di persone nel reato, di cui all'art. 118 del c.p.. Si ricordi però che, a tale proposito, parte della dottrina ritiene che le due norme sarebbero autonome, data la nuova formulazione assunta dall'art. 118 del c.p., con la riforma degli anni Novanta. Prima della modifica introdotta dalla legge 7 febbraio 1990, n. 19, la norma stabiliva, in tema di estensione delle circostanze ai compartecipi nel concorso di persone, che a questi fossero attribuite tutte le circostanze oggettive e quelle, tra le circostanze soggettive, che avessero agevolato la realizzazione del fatto. Ora invece sono escluse dal novero delle circostanze estensibili ai compartecipi talune categorie tassativamente indicate. Secondo, quindi, l' orientamento citato tali circostanze sarebbero a carattere prettamente soggettivo, mentre tutte le altre circostanze assumerebbero allora carattere oggettivo.
(2) Fra le circostanze inerenti alla persona del colpevole merita un cenno particolare al recidiva, di cui all'art. 99 del c.p., ovvero la cd ricaduta nel delitto, che si verifica quando l'agente, dopo essere stato condannato con sentenza irrevocabile per aver commesso un delitto non colposo, ne commetta un altro. La sua natura circostanziale è stata fortemente discussa, tuttavia ora la dottrina dominate e la giurisprudenza propendono per riconoscere tale natura, in ragione anche di quanto previsto dal dettato normativo.

Ratio Legis

La norma in esame trovava il proprio fondamento nel sancire la comunicabilità delle circostanze ai concorrenti del reato, ma, dopo vari interventi legislativi, ha perso gran parte della propria ratio.

Spiegazione dell'art. 70 Codice penale

La distinzione operata dalla presente norma, concernente le circostanze oggettive e soggettive, ha perso gran parte della propria rilevanza, dato che la comunicabilità delle circostanze ai concorrenti nel reato è stata circoscritta.

Infatti, a seguito della sostituzione del testo dell'art. 118 ad opera dell'art. 3 l. n. 19/1990, al concorrente non si comunicano più le circostanze soggettive concernenti i motivi a delinquere, l'intensità del dolo, il grado della colpa e quelle relative alla imputabilità ed alla recidiva.

Ad ogni modo, rimangono ancora comunicabili al concorrente le circostanze attinenti alle qualità personale del colpevole e quelle relative ai rapporti tra il colpevole e la persona offesa.

Se dunque, ad esempio, il colpevole riveste la qualifica di pubblico ufficiale, l'eventuale aggravante verrà addebitata anche al concorrente che non riveste la medesima qualifica. Del pari, se il colpevole commette un omicidio nei confronti di un discendente (art. 577) per motivi futili, anche il concorrente sarà passibile di condanna all'ergastolo, pur non avendo avuto alcun legame familiare con la vittima.

Per il resto, l'imputazione delle circostanze seguirà il regime di imputazione soggettiva delle aggravanti e di imputazione oggettiva delle attenuanti di cui all'art. 59, cui si rinvia per un'analisi più approfondita.


Massime relative all'art. 70 Codice penale

Cass. pen. n. 27046/2016

In tema di circostanze, sono estendibili ai concorrenti, e sempre che questi ne fossero consapevoli, le sole aggravanti soggettive che, oltre a non essere "inerenti alla persona del colpevole", a norma dell'art. 70, secondo comma, cod. pen., abbiano in qualche modo agevolato la realizzazione del reato, dovendo procedersi ad una interpretazione costituzionalmente orientata dell'art. 118 cod. pen. (Fattispecie relativa alla comunicabilità ai correi dell'aggravante speciale prevista dall'art. 600-sexies cod. pen.).

Cass. pen. n. 853/1993

A seguito della sostituzione del testo dell'art. 118 c.p. ad opera dell'art. 3, L. 7 febbraio 1990, n. 19, al concorrente non si comunicano più le circostanze soggettive concernenti i motivi a delinquere, l'intensità del dolo, il grado della colpa e quelle relative all'imputabilità ed alla recidiva. Conseguentemente, sono ancora valutate riguardo a lui le altre circostanze soggettive indicate dall'art. 70, primo comma, n. 2, c.p., cioè quelle attinenti alle qualità personali del colpevole ed ai rapporti tra il colpevole e la persona offesa. Si estendono, dunque, al concorrente - il quale ne sia a conoscenza o le ignori per colpa - le circostanze relative al munus publicum del colpevole. (Applicazione in tema di estensione della circostanza aggravante della qualità di custode al concorrente nel reato di violazione di sigilli).

Cass. pen. n. 7447/1992

L'attenuante di cui all'art. 73 T.U. stupefacenti, pur nella più ampia articolazione che il testo normativo consente di attribuirle, non può avere, anche in concreto, valenza di circostanza attenuante soggettiva, agli effetti degli artt. 118 e 70 c.p., attenendo alla offensività del reato, potendosi essa ravvisare solo ove possa affermarsi che il fatto debba globalmente qualificarsi come lievemente lesivo dell'interesse protetto.

Cass. pen. n. 12211/1991

La nuova normativa introdotta con L. 7 febbraio 1990, n. 19, mentre ha escluso all'art. 3 (che sostituisce l'art. 118 c.p.) la comunicabilità al compartecipe delle circostanze aggravanti propriamente soggettive e inerenti alla persona del colpevole (art. 70 comma primo n. 2 e comma secondo c.p.), ne ha ammesso la comunicabilità non solo quando siano conosciute dal concorrente, ma anche quando siano da questi ignorate per colpa, perché doveva conoscerle, ovvero ritenute insussistenti per errore determinato da colpa (art. 1 ultimo comma, che modifica l'art. 59 c.p.); si deve aggiungere che la prova di detta conoscenza o conoscibilità - vertente su fatto inerente alla sfera interiore dell'agente - può essere fornita anche per deduzioni logiche sulla base del materiale probatorio acquisito.

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